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VIDEO - Lodato: ''Maria Falcone ci dica cosa intendeva il fratello quando parlò di ‘menti raffinatissime’''

AMDuemila

Vorrei tanto che Maria Falcone ci dicesse secondo lei cosa intendeva suo fratello Giovanni quando parlava di ‘menti raffinatissime’ e vorrei che ci dicesse la stessa cosa anche la famiglia Borsellino”. È uno dei passaggi più forti dell’intervento del giornalista e scrittore Saverio Lodato nel corso della conferenza organizzata da ANTIMAFIADuemila per il 34° anniversario della strage di Capaci. Il riferimento è all’intervista rilasciata dal giudice al giornalista nel 1989 dopo il fallito attentato all’Addaura, del quale Falcone pronunciò l’iconica frase sulla “menti raffinatissime”, esterne alla mafia, che lo avevano realizzato. Ieri al tavolo dell’evento, dal titolo “Falcone e Borsellino, la verità oltre la mafia”, Saverio Lodato ha parlato di questo e di altri misteri tuttora irrisolti della storia di Cosa nostra, facendo poi una disamina sullo stato di salute della lotta alla mafia in Italia. Il giornalista ha denunciato quello che ha definito il tentativo della politica di “fare finta che il referendum sulla giustizia non sia mai avvenuto”, accusando il governo di voler “rigiocare la stessa partita” anche sul terreno della lotta alla mafia. “Oggi è accaduta la sfilata dei ministri a Palermo - ha dichiarato - sono venuti tutti in grande spolvero con l’atteggiamento di chi pensa di andare in un giardino zoologico per farsi selfie con le bestie feroci”, criticando duramente le presenze istituzionali nel giorno della commemorazione del 23 maggio.


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© Paolo Bassani 


Nel mirino anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio, dopo alcune dichiarazioni rese a Palermo: “No, caro Nordio, tu non hai proprio nulla in comune con Giovanni Falcone. Hai proposto una serie di misure che tutti i magistrati che si occupano di mafia hanno definito non solo inefficaci ma controproducenti e favoreggiatori proprio della criminalità organizzata”. Secondo Lodato, “noi sappiamo ormai definitivamente che furono stragi di Stato”, sostenendo che altrimenti “non continueremmo a parlarne se fossero state solo stragi di mafia”. Un passaggio è stato dedicato anche alla presidente della Commissione parlamentare Antimafia Chiara Colosimo: “Non si spiega perché quando è stata nominata c’è stata un’insurrezione generale in Italia, a cominciare dalle famiglie delle vittime della strage di Bologna”, ricordando le polemiche sui suoi rapporti con l’ex terrorista nero Luigi Ciavardini.


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© Emanuele Di Stefano 


Lodato ha quindi insistito sul significato dell’espressione usata da Giovanni Falcone, definendola “una delle affermazioni più blasfeme nel giornalismo, più messe all’indice tra le frasi proibite sull’argomento antimafia”, perché “in due parole riassume tutto quello che Falcone aveva capito”, e ha concluso chiedendosi “come mai si faccia sempre finta di non capire cosa volesse dire Falcone quando parlava di forze che eterodirigevano la mafia dall’esterno”. Una domanda che il giornalista e scrittore rivolge al procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca, titolare delle indagini sulle bombe siciliane del ’92. 

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La rubrica di Saverio Lodato


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