
di Saverio Lodato
Va riconosciuto a Roberto Scarpinato, 5 stelle, componente della commissione parlamentare antimafia, il merito di aver messo nero su bianco una verità da tempo lapalissiana, ma volutamente ignorata dai media, e che cioè il Re è nudo. Come più nudo non potrebbe essere.
Con una intera pagina sul Fatto, Scarpinato porta alle conseguenze estreme il suo ragionamento parlando espressamente ormai di inutilità di questa commissione parlamentare antimafia che a questo punto sarebbe preferibile sciogliere.
In sostanza, dice l’esponente 5 stelle, l’esito referendario, con la gelata elettorale che ha investito la riforma Nordio-Meloni sulla giustizia, ha finito con il tracimare sull’Argomento-Mafia rendendo le due questioni indissolubilmente intercambiabili. Chi vuole legga qui il suo intero ragionamento.
E aggiungiamo noi.
Un governo che in questi quattro anni non ha fatto altro che osteggiare la magistratura, colando a picco o facendo di tutto per colare a picco reati e normative che rendevano più insicure la vita delle mafie può essere un governo votato senza se e senza ma alla guerra che andrebbe fatta proprio alle stesse mafie? 
Qui non vogliamo infierire andando in prestito dalla cronaca per gli episodi a dir poco opachi che stanno riguardando esponenti di spicco di Fratelli D’Italia.
Ci limitiamo ad osservare che, contrariamente al suo solito, Giorgia Meloni nel suo discorso alla Camera non ha pronunciato il nome di Paolo Borsellino limitandosi, con un attimo di incertezza, a ricordare solo la data della sua uccisione in Via d’Amelio. Incertezza assai eloquente, ad orecchie attente, se è vero che questa commissione parlamentare altro non ha fatto che ridursi ad essere un monocolo con fuoco sempre più stretto sulla sola strage di Via d'Amelio, ingigantendo il nodo mafia- appalti , e facendo così scomparire i tanti buchi neri dello stragismo nero che quella strage si porta dietro.
Ecco perché all’inizio dicevamo quanto ci sia di lapalissiano nell’affermazione di Scarpinato su un Re che è nudo. La visione monoculare era nota da tempo. Ora la Meloni sente il bisogno di dare via libera alla presidente della commissione per indagare in tutte le direzioni politiche, Fratelli d’Italia inclusi. 
Curioso che in quattro anni la presidenza della commissione parlamentare non ci fosse arrivata da sola.
Ne prendiamo atto.
Ora anche i parlamentari degli altri partiti rappresentati in commissione, farebbero bene a dire la loro sul J'accuse di Scarpinato.
Soprattutto il PD, nel quale deve forse crescere ancora la consapevolezza che una candidatura alla guida del paese passa anche attraverso parole chiare riguardo alla mafia.
Non si governa l’Italia nascondendo agli elettori come si intende mettere mano ai disastri di questa maggioranza in materia di giustizia.
Giustizia e lotta alla mafia, essendo, come dicevamo prima, assolutamente intercambiabili.
Foto © Paolo Bassani
La rubrica di Saverio Lodato
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