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VIDEO - ''Signor giudice, mi scusi…'', le parole di Maurizio Bologna per chiedere verità

Giorgio Bongiovanni

"Dottore io le devo confermare una cosa. Io non ho letto solo due pagine dell'agenda. Io l'ho l'ho letta tutta e anche più volte. Sì più volte e più volte dottore e secondo me la dovrebbero leggere tutti dottore. Sì, la dovrebbero leggere tutti come come bisogna chiedere di leggere tante altre cose dottore. Come bisogna parlare di tante altre cose nascoste, dottore. E lei lo sa. Ci sono cose che che non ne parlano dottore. Cose che si sanno, che sono certe ma non ne parlano e ostacolano pure quelli che che ne vorrebbero parlare e non ne possono parlare abbastanza. Come dice lei dottore: parlate! La prima medicina è la parola l'informazione la delle cose parlarne. Parlarne con qualsiasi mezzo ma parlarne farne un movimento culturale e morale e come dice lei dottore parra nta l'aricchia di li picciriddi ca nascianu e facennuli sentire u profumo della libertà rifiutando la puzza del compromesso, dell'indifferenza, della rassegnata complicità".

Con queste parole Maurizio Bologna, con un'intensità unica, fece vibrare le mura della Facoltà di Giurisprudenza di Palermo recitando "Signor giudice, mi scusi".

Un monologo dedicato a Paolo Borsellino in cui si rivolgeva al magistrato facendo riferimento all'agenda rossa sottratta, e mai più ritrovata, in quel terribile 19 luglio 1992.

Lo avevamo invitato alla conferenza "Oltre la mafia", da noi organizzata in occasione del 24esimo anniversario della strage di Capaci.

Ad ascoltarlo tanti giovani studenti e cittadini, ma anche i magistrati Nino Di Matteo e Giuseppe Lombardo, il giornalista Giuseppe Lo Bianco e Brizio Montinaro (fratello dell'agente di scorta Antonio Montinaro, ucciso il 23 maggio 1992 assieme a Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani e Rocco Dicillo).

Il prossimo 20 settembre saranno due anni che Maurizio ci ha lasciato, deceduto a causa di un infarto mentre si trovava a lavoro.

In questi giorni mi è capitato di rivedere questo video, realizzato da Alessandra Antonelli (che ringraziamo), e mi sono reso conto di quanto fosse attuale ancora oggi dove continuano i depistaggi di Stato ed i tentativi di riscrivere la storia.

Maurizio Bologna, attore, regista, autore, musicista è stato un testimone della città di Palermo.

Come paramedico al pronto soccorso del “Buccheri La Ferla” a Brancaccio, si trovò tra le mani il corpo di Padre Pino Puglisi e nel '92 si recò anche in via d'Amelio.

Il suo percorso artistico lo ha visto esibirsi sui palcoscenici dello Stabile Biondo e del Teatro Bellini. Ha collaborato con Accursio Di Leo, Franco Scaldati, Aurelio Grimaldi e Roberto Andò. E nei suoi 16 anni di carriera ha recitato in "La mafia uccide solo d'estate”, vestendo i panni di don Vito Ciancimino, e poi ancora "Tuttoapposto" e "In guerra per amore". Ma anche “La Trattativa” di Sabina Guzzanti, nelle vesti dell’ex senatore Marcello Dell’Utri.

Maurizio ci manca per il suo modo di essere. Coinvolgente e passionale. Ma anche per il suo impegno civile. Nel 2015, insieme a tanti altri personaggi pubblici della società civile, istituzioni e mondo dello spettacolo, aderì alla campagna delle Agende Rosse e Scorta Civica per diffondere l'appello #Rompiamo il silenzio, a seguito dell'ennesima minaccia di morte di Cosa nostra nei confronti del pm Nino Di Matteo.

Siamo certi che se oggi fosse con noi sarebbe in prima linea contro l'oscenità del potere che vorrebbe l'oblio. Magari realizzando un nuovo monologo.

Ti ricordiamo sempre nel nostro cuore caro Maurizio.

Tuo Giorgio.

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