VIDEO - Siamo in pericolo: l'Europa verso la guerra totale contro Mosca
Dietro il riarmo europeo cresce il rischio di un’escalation senza ritorno con la potenza nucleare russa
Non sono più le parole allarmistiche di qualche giornalista fuori dal coro, bistrattato e relegato all’albo dei profeti di sventura.
Ora il conflitto tra Mosca e Bruxelles è già una realtà trasformata nella nuova normalità del nostro tempo, ma veniamo distratti da una propaganda orwelliana che accosta il riarmo alla salvezza. Ci hanno abituato a questo, solo perché agli annunci del disastro che ci attende non è ancora seguito il primo colpo che come un tuono irrompe sulle nostre coscienze addormentate.
Vediamo un’Europa che sta accelerando il rafforzamento delle proprie capacità militari: il programma europeo Readiness 2030/ReArm Europe punta a mobilitare oltre 800 miliardi di euro di investimenti nella difesa entro il 2030.
L’Ucraina già ora sta impiegando droni prodotti negli stabilimenti europei per colpire le raffinerie e la logistica russa in maniera sempre più massiccia. Zelensky, nei giorni scorsi, ha addirittura minacciato di bloccare lo spazio aereo russo con gli attacchi a lungo raggio e la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha avvertito che, visti i raid condotti con armi occidentali, Mosca ha il pieno diritto di colpire direttamente le installazioni militari del Regno Unito e degli alleati europei!
Vladimir Solovyov, uno dei più noti volti della TV di Stato, ha ripetuto in un’intervista che considera l’impiego nucleare “inevitabile” nel caso di un coinvolgimento europeo sempre più diretto nella guerra.
E nel mentre, la Germania punta dritta verso l’abisso del conflitto e il riarmo come una locomotiva su un binario morto alla massima velocità.
“Merz ci sta dichiarando guerra”, ha avvertito nelle scorse ore in tono cupo e funereo il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, in riferimento al drone di Lipsia e alla conseguente chiusura dell’ultima sede consolare russa attiva in Germania.
Una vicenda nata da un allarme scattato, per l’appunto, all'aeroporto di Lipsia/Halle, dove il personale di terra ha individuato un drone con una carica esplosiva non identificata, episodio preceduto da una quasi collisione tra un cargo DHL e un velivolo senza pilota non autorizzato.
Tutta una dinamica che ha il sapore di un false-flag, atto a giustificare la militarizzazione forzata del Paese. Non è stata mostrata alcuna prova che attribuisca con certezza l’episodio alla Russia. La versione diffusa dai media parla di un drone che sarebbe stato dotato di un ordigno rimasto inesploso per un presunto guasto al detonatore, ma sarebbe stato ritrovato integro vicino al bersaglio, una dinamica che appare poco compatibile con il funzionamento di un normale drone d’attacco.
Anche il riferimento a due persone con passaporto russo resta, per ora, privo di dettagli verificabili: non sono stati resi pubblici nomi, ruoli, collegamenti operativi o altri elementi utili a chiarire la vicenda.
Ed ecco che dietro la crisi diplomatica si muove un apparato industriale-militare già in piena espansione: la Germania destinerà nel 2026 circa 108,2 miliardi di euro alla difesa, saliranno a quasi 110 miliardi nel 2027, e con gli aiuti a Kiev la spesa complessiva tedesca sfiora i 150 miliardi annui, quasi un quarto del bilancio federale.
Questo è il futuro che stiamo consegnando alle future generazioni, anche se l’espressione corretta sarebbe “assenza di futuro”.
Il dato oggettivo è uno solo: la Russia possiede l'arsenale nucleare più grande del pianeta. A pagarne le conseguenze non saranno certo i palazzi di Bruxelles, pronti a rifugiarsi nei bunker, ma le nostre famiglie, travolte dalle macerie di un'eventuale guerra nucleare.
La novità non è che noi stiamo con la Russia. La novità è che noi vogliamo vivere, vogliamo che i nostri figli possano continuare a vivere. E allora, anche ammesso che la Russia abbia tutte le ragioni di questo mondo, la conclusione non cambia: bisogna negoziare. È una scelta obbligata, perché l'alternativa è lasciare che la Russia trascini l'intero pianeta nel baratro nucleare.
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