Strumenti di accessibilità
Skip to main content
| Giorgio Bongiovanni

Roger Waters, la star dei Pink Floyd partigiano della resistenza palestinese

Con Mona Miari reinterpreta "Comfortably Numb" per denunciare il genocidio in Palestina

Giorgio Bongiovanni

Roger Waters torna a schierarsi al fianco della Palestina e lo fa attraverso una delle canzoni più celebri della storia del rock. Il fondatore dei Pink Floyd ha pubblicato Comfortably Numb Re-Imagined, una nuova versione del classico contenuto in The Wall, realizzata insieme alla cantante e produttrice palestinese-americana Mona Miari. Il progetto nasce con l'obiettivo dichiarato di richiamare l'attenzione internazionale sul genocidio in Palestina.

La nuova interpretazione del brano si allontana dall'originale del 1979. Scompaiono gli iconici assoli di chitarra e le sonorità che hanno reso immortale la canzone, lasciando spazio a un arrangiamento essenziale, scandito da atmosfere mediorientali, strumenti tradizionali e parti cantate in arabo. Waters e Miari condividono l'interpretazione del pezzo, che contiene anche riferimenti espliciti alla condizione del popolo palestinese e al dramma dell'impunità di Israele nell'indifferenza della comunità internazionale.

La presenza di Mona Miari è la chiave di questo brano. Artista, produttrice e attivista palestinese-americana, Miari non compare come semplice ospite ma come coautrice di una rilettura che intreccia due prospettive diverse. Le sue parti in arabo richiamano la perdita della propria terra, il dolore del genocidio e la speranza di libertà, inserendo nel brano simboli e riferimenti profondamente legati alla cultura palestinese. In alcune sezioni le voci dei due artisti si sovrappongono, creando un dialogo tra mondi e lingue differenti che diventa parte integrante del messaggio dell'opera.



Non è la prima volta che Waters rielabora Comfortably Numb. Già nel 2022 aveva proposto una versione alternativa poi inclusa in The Lockdown Sessions. Questa nuova pubblicazione, però, assume un significato politico e umano molto più marcato, anche per il contesto in cui nasce e per il coinvolgimento diretto di un'artista palestinese. 

Questo brano conferma ancora una volta l'anima rivoluzionaria che caratterizza Roger Waters nel panorama culturale internazionale. Se da un lato è una delle figure più importanti della storia della musica contemporanea, dall'altro è anche uno degli artisti che con maggiore continuità ha scelto di intervenire nel dibattito pubblico sui grandi temi internazionali. Insieme a David Gilmour, Nick Mason e Richard Wright, Waters ha dato vita ai Pink Floyd, una delle band più influenti e popolari di tutti i tempi. Album come The Dark Side of the Moon, Wish You Were Here, Animals e The Wall hanno segnato la storia della musica mondiale, vendendo complessivamente centinaia di milioni di copie. Solo The Dark Side of the Moon è considerato uno dei dischi più venduti di sempre (oltre 100 milioni di copie vendute) e rappresenta ancora oggi uno dei maggiori successi commerciali e artistici della storia del rock. Un patrimonio musicale immenso – quasi un miliardo di dischi venduti (comprese le ristampe) - che Waters continua a utilizzare non soltanto per fare musica, ma anche per portare all'attenzione dell'opinione pubblica questioni politiche, sociali e umanitarie.


dark side of the moon pf

Negli ultimi anni Waters ha preso posizione contro le guerre, contro le politiche di occupazione e contro quelle che considera le logiche economiche e geopolitiche che alimentano i conflitti. In particolare, la questione palestinese è diventata uno dei temi centrali del suo impegno pubblico. Attraverso concerti, interviste, campagne e interventi pubblici, il musicista britannico ha più volte denunciato le violazioni dei diritti umani nei territori palestinesi e chiesto il rispetto del diritto internazionale.

Una scelta che lo distingue da gran parte delle grandi celebrità del mondo musicale. Mentre molti artisti preferiscono esprimere solidarietà attraverso dichiarazioni generiche o prese di posizione limitate e tardive - in Italia è emblematico il caso di Vasco Rossi, svegliatosi solo quando il tema era ormai entrato nel dibattito pubblico - Waters continua da anni a sostenere apertamente cause controverse e politicamente sensibili, accettando le inevitabili polemiche che ne derivano.

Anche per questo Comfortably Numb Re-Imagined non può essere letta soltanto come una rilettura musicale di un classico. È l'ennesima tappa di un percorso che vede Waters utilizzare la propria notorietà e il proprio patrimonio artistico per portare all'attenzione dell'opinione pubblica questioni che ritiene fondamentali. In questo caso scegliendo di condividere uno dei brani simbolo della sua carriera con una voce palestinese e trasformandolo in uno strumento di sensibilizzazione sulla guerra a Gaza.

A quasi mezzo secolo dalla pubblicazione di The Wall, Roger Waters continua dunque a dimostrare che il suo rapporto con la musica non si esaurisce nell'intrattenimento. La pubblicazione del brano insieme a Mona Miari conferma la volontà di utilizzare l'arte come mezzo di denuncia e di testimonianza, mantenendo vivo quell'impegno civile che da anni accompagna la sua attività pubblica e che lo ha reso una delle figure più riconoscibili e controcorrente del panorama culturale internazionale.

ARTICOLI CORRELATI

Roger Waters, Peter Gabriel e altri mille artisti chiedono il boicottaggio di Israele dall'Eurovision 2026

Roger Waters: Israele è uno Stato fallito, serve forza di pace ONU in Palestina

Roger Waters: ''Guerra utile solo per i profitti, non dobbiamo farci schiavizzare''

Roger Waters contro l'impero Yankee: ''Farò di tutto per sostenere il Venezuela''

Roger Waters contro i fascisti in giacca e cravatta: ''Viviamo sotto una dittatura globale''

Roger Waters sostiene lo sciopero dei portuali Genova contro il genocidio in Palestina