Legge elettorale fascista preventiva ''contra personam'' (Di Battista)
L'aumento delle firme necessarie per i nuovi partiti una chiara mossa politica
Oggi al Senato è passata l'ennesima porcata. Nell'ambito della riforma della legge elettorale è stato dato il via libera, con ben 87 voti favorevoli, all'emendamento (prima firma della senatrice di FdI Antonella Zedda e poi riformulato) che interviene sulla soglia di sbarramento del 3% (i voti di qualsiasi lista potranno contribuire al computo di quelli validi per il calcolo del premio di maggioranza), ma soprattutto sui numeri necessari alle nuove formazioni politiche, non sono presenti in Parlamento, per presentarsi alle elezioni.
Un emendamento "fascista" anticostituzionale, antidemocratico e, a nostro parere, "contra personam" che viene messo in campo dopo la sonora debacle al referendum sulla riforma della magistratura che aveva dimostrato come una grandissima fetta degli italiani (soprattutto giovani e non votanti) ha idee precise per il Paese.
Ma procediamo con ordine.
Sul piano tecnico la nuova norma, infatti, prevede che per i partiti che non sono presenti in Parlamento, non siano più necessarie almeno 1500 firme per collegio, ma 7mila. Ovvero 450mila firme totali.
Numeri che si accompagnano al vincolo sul numero delle circoscrizioni nelle quali una forza politica deve presentare proprie liste: da almeno un terzo ad almeno la metà delle circoscrizioni (25 per la Camera e 13 per il Senato). Il tutto senza firme digitali, escluse dalla maggioranza anche al Senato che ha bocciato un emendamento delle opposizioni.
Alle formazioni che, come +Europa o Futuro Nazionale del generale Vannacci, dispongono invece di una componente in almeno uno dei due rami del Parlamento, resta l’obbligo di raccogliere tra 1.500 e 2mila firme.
L’esenzione si applica anche ai partiti che abbiano almeno un gruppo parlamentare costituito entro il 31 dicembre 2025 (vedi Italia Viva o Azione).
La domanda sorge spontanea: per contrastare chi si è resa necessaria questa norma? C'è chi ha parlato del Progetto Civico dell’assessore romano Alessandro Onorato (che toglierebbe voti a Forza Italia) e chi di Rifondazione comunista.
Alessandro Di Battista © Paolo Bassani
A nostro parere si tratta di una norma che va contro le nuove formazioni politiche ed in particolare contro il possibile ritorno in campo di Alessandro Di Battista a cui auguriamo una pronta guarigione ed il rientro in Italia al più presto, dopo l'operazione a Cuba.
Nei mesi scorsi Di Battista aveva dichiarato in una diretta con Andrea Scanzi di provare "un senso di responsabilità verso i tanti che non vanno più a votare e verso i 4mila iscritti a Schierarsi" ed aveva anche detto di essere convinto che "un progetto di rottura potrebbe migliorare sia l’opposizione che la maggioranza".
Un progetto che, non è un mistero (basta vedere tutti gli interventi pubblici di Di Battista), interverrebbe in maniera chiara su temi sempre più cari all'opinione pubblica e al popolo degli "astenuti".
Siamo certi che nel programma si parlerebbe della lotta contro la mafia e la corruzione; dell'importanza della ricerca della verità, fatti e misfatti della nostra Repubblica partendo dalle stragi di Stato; una nuova visione sulla politica estera per dire basta alle guerre ed ai continui aumenti delle spese militari ed una presa di posizione netta contro Israele ed il genocidio perpetrato a Gaza; interventi a favore della sanità e della scuola ed altro ancora.
Un programma politico che i cittadini attendono ormai da anni.
Qualsiasi forza politica che possa presentare volti nuovi e giusti, provenienti da vari settori e professioni, diventa una minaccia che il potere non può accettare.
Così vengono messe in atto azioni preventive.
Un po' come fece Cosa nostra che su input esterno uccise il 3 settembre 1982 il generale Carlo Alberto dalla Chiesa, nominato prefetto a Palermo, ma ancora privo di quei "poteri speciali" che aveva chiesto per sconfiggere la mafia.
Cosa nostra usò i proiettili.
Così questo governo che più volte abbiamo definito amico degli stragisti e dei mafiosi, è voluto intervenire in maniera preventiva per rendere di fatto impossibile la corsa alle sempre più prossime elezioni ed impedire che qualcuno, come Alessandro Di Battista, possa avere un alto indice di "rating" ed idee brillanti capaci di cambiare il Paese, e possa essere scelto dagli italiani.
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