Dalle spranghe alle querele: la nuova intimidazione della destra fascista
Chiara Colosimo, presidente della Commissione Antimafia, querela giovane attivista antimafia di Our Voice

Chiara Colosimo si diverte. Sembra essere diventato questo l’hobby preferito della presidente della Commissione parlamentare antimafia: querelare chiunque osi contestarla. Giornalisti, cittadini, attivisti, persino giovani studenti che prendono parola nelle piazze simbolo della memoria antimafia.
La notizia è stata resa pubblica dall’associazione Our Voice attraverso i propri canali social e viene oggi riportata anche da ANTIMAFIADuemila in una pubblicazione congiunta con Il Fatto Quotidiano. Al centro della vicenda c’è la denuncia presentata dalla presidente della Commissione parlamentare antimafia nei confronti di Jamil El Sadi, giovane attivista di Our Voice – oltre che redattore del nostro giornale -, per un intervento pronunciato sul palco di via d’Amelio il 19 luglio scorso, durante la commemorazione della strage politico-mafiosa che assassinò Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta.
La denuncia riaccende così il dibattito sull’utilizzo delle querele da parte di esponenti politici contro giornalisti, movimenti e attivisti impegnati nel dissenso pubblico. Una pratica che negli ultimi anni è stata più volte criticata da associazioni per la libertà di stampa e organizzazioni per i diritti civili, soprattutto nei casi in cui i procedimenti si concludono con archiviazioni o assoluzioni. Solo per citarne alcune: la querela del ministro della Giustizia Carlo Nordio contro Bianca Berlinguer; la querela di Piantedosi, il ministro dell’Interno, contro il sito di Dagospia e quindi Roberto D’Agostino per diffamazione sulle vicende della sua amante Claudia Conte; per non parlare di quelle contro Roberto Saviano e i colleghi de Il Fatto Quotidiano e di Report, ormai diventato un chiodo fisso per il Governo Meloni. E come dimenticare la querela mossa contro Saverio Lodatodalla stessa presidente della Commissione Antimafia di Fratelli d’Italia, Chiara Colosimo, che ora si scaglia contro un attivista di Palermo. 
© Paolo Bassani
Nel caso specifico, al centro della contestazione vi sarebbero alcune affermazioni pronunciate dal giovane membro di Our Voice durante la manifestazione di via d’Amelio, appuntamento che ogni anno rappresenta uno dei momenti più importanti della lotta antimafia in Italia. Una piazza storicamente attraversata da tensioni politiche e contestazioni verso le istituzioni, accusate da una parte del movimento antimafia di non avere ancora fatto piena luce sui mandanti esterni delle stragi del 1992 e del 1993.
Un tempo la destra fascista usava i manganelli e le bombe, basti pensare ai terribili momenti degli anni '70 e '80. Oggi per intimidire si usa la querela facile. In questo clima, la querela presentata contro Our Voice appare non soltanto come un atto giudiziario, ma come un segnale politico preciso: colpire il dissenso, intimidire una nuova generazione antimafia scomoda, che pone domande, che segue processi, che si informa e organizza manifestazioni ed eventi culturali. Una nuova generazione che rappresenta, assieme ad altri migliaia di giovani in Italia, quel fresco profumo di libertà di cui parlava Paolo Borsellino.
A Jamil El Sadi e all'Associazione Our Voice va la piena solidarietà della redazione di ANTIMAFIADuemila.
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