81 anni dopo Hiroshima e Nagasaki il mondo corre verso il suicidio nucleare
Questa mattina, alle 8.15 (l'1:15 in Italia) ad Hiroshima, è stato ricordato l'istante in cui, il 6 agosto 1945, il bombardiere statunitense Enola Gay sganciò sulla città a sud ovest del Giappone la prima bomba atomica della storia, causando oltre 140.000 morti. Una seconda bomba venne utilizzata su Nagasaki il 9 agosto, con la morte di almeno 74.000 persone, perlopiù civili, decretando di fatto la fine della Seconda Guerra Mondiale, con la resa incondizionata di Tokyo.
Ottantuno anni dopo il Mondo non si ferma e tra riarmo e guerre, corre sempre più verso il suicidio nucleare.
Ben nove sono le potenze che le posseggono: Stati Uniti, Regno Unito, Russia, Cina, Francia, India, Pakistan, Corea del Nord e Israele.
Di queste la Russia e gli Stati Uniti detengono i maggiori arsenali (il 90%), possedendo rispettivamente 6.500 e 6.185 testate nucleari.
I trattati di non proliferazione nucleare esistono ma sono carta straccia di fronte alle continue guerre in corso tra Russia ed Ucraina e quelle in Medio Oriente, causate dall'attacco di Stati Uniti e Israele all'Iran alimentano un clima di follia che rischia di portare l'uomo ad un conflitto Mondiale.
Oramai è tutto alla luce del sole.
Alla follia atomica l'umanità (o sarebbe meglio dire i potenti) hanno accompagnato un'irrefrenabile passione per i conflitti.
I criminali assassini traditori dei popoli vogliono portarci alla terza guerra mondiale, cioè nucleare contro la Russia.
Pochi mesi fa in un'intervista tenuta con il conduttore Tucker Carlson, il politologo russo Sergej Karaganov stimava in "due anni" la tempistica per l'inizio di una guerra su larga scala contro la Nato.
Ma come avverrebbe? Qualche anno fa il compianto giornalista Giulietto Chiesa aveva condiviso con noi un video sconcertante ma purtroppo terribilmente veritiero quando all’università di Princeton, nel New Jersey, era stata eseguita una simulazione al computer, realizzata con le statistiche ufficiali del Nukemap (la mappa interattiva che utilizza Mapbox, API e i dati sugli effetti delle armi nucleari declassificati).
Lì si evidenziava come un eventuale conflitto tra Russia e Nato potrebbe evolversi in un’escalation nucleare senza precedenti.
Se venissero lanciate le bombe atomiche l'umanità intera verrebbe spazzata via.
Chi perché colpito dall'esplosione; chi a causa delle conseguenze provocate dall’onda d’urto; chi a causa della radioattività e delle terribili malattie che andrebbe a provocare nelle persone (paghiamo ancora in Europa gli effetti di Chernobyl), chi a causa dell’inverno nucleare provocato dalle esplosioni e quindi dal sollevamento di polveri, terremoti e quant'altro.
In poco tempo si estinguerebbero molte forme di vita sul pianeta.
E il genere umano si troverebbe a dover vivere in un mondo avvelenato, dove la terra non è più in grado di generare frutti e dove la luce del sole arriva a stento.
L'uomo senza memoria, che cancella Hiroshima e Nagasaki come fatti lontani avvenuti nel tempo, fa finta di non sapere. Si continua a distruggere il Pianeta proseguendo una folle corsa verso l'annientamento.
Tornando alla possibile escalation nucleare di portata mondiale nel video presentato da Giulietto si mostra che il primo stato a lanciare un'atomica sarebbe la Russia. Un'ipotesi plausibile se guardiamo alle dichiarazioni dei vari Vladimir Putin e Dmitry Medvedev che contundano a paventare la possibilità di uso di armi nucleari come "attacco preventivo" davanti alle continue provocazioni della Nato.
Per quanto tempo, però, riusciranno a tener ferma la propria mano?
Quel che è certo è che lo scenario che si prospetta in quello studio non è poi così lontano dalla realtà.
"Il colonnello Tibbets, comandante del B-19 'Enola Gay', guidò l'apparecchio a 8000 piedi d'altezza, verso il centro della città di Hiroshima. L'armiere mise in funzione il meccanismo di sganciamento della bomba. Poi mirò il bersaglio. La bomba cadde. Alla bomba era attaccato un paracadute che, per mezzo di un apparecchio appositamente studiato, si aprì come previsto.
La bomba oscillò, sempre scendendo verso terra, appesa al paracadute.
Le lancette dell’orologio segnarono le otto, quattordici minuti e cinquanta secondi.
La bomba si trovava a 600 metri dal suolo.
Alle otto e quindici minuti era scesa di altri cento metri, quando altri apparecchi inventati dagli scienziati fecero scattare l’accensione all’interno della bomba: dei neutroni provocarono la disintegrazione di alcuni atomi di un metallo pesante, l’uranio 235. E questa disintegrazione si ripeté in una reazione a catena di sbalorditiva velocità.
In un milionesimo di secondo, un nuovo sole si accese nel cielo, in un bagliore bianco, abbagliante.
Fu cento volte più incandescente del sole nel firmamento.
E questa palla di fuoco irradiò milioni di gradi di calore contro la città di Hiroshima.
In questo secondo, 86.000 persone arsero vive.
In questo secondo, 72.000 persone subirono gravi ferite.
In questo secondo, 6.820 case furono sbriciolate e scagliate in aria dal risucchio di un vuoto d’aria, per chilometri d’altezza nel cielo, sotto forma di una colossale nube di polvere.
In questo secondo, crollarono 3.750 edifici, le cui macerie si incendiarono. In questo solo secondo, raggi mortali di neutroni e raggi gamma, bombardarono il luogo dell’esplosione per un raggio di un chilometro e mezzo.
In questo secondo, l’uomo che Dio aveva creato a propria immagine e somiglianza, aveva compiuto, con l’aiuto della scienza, il primo tentativo per annientare sé stesso.
Il tentativo era riuscito...".
Tratto dal libro "Il gran sole di Hiroshima", scritto da Karl Burchner.
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