
Da Genova il 31 agosto partono aiuti e solidarietà. A bordo, dall’Italia, Fiorella Mannoia e Alessandro Barbero
Si prepara a prendere il largo la Global Sumud Flotilla, una missione navale internazionale promossa dalla società civile, con lo scopo di portare aiuti umanitari alla popolazione della Striscia di Gaza e chiedere con forza un intervento concreto da parte della comunità internazionale. A bordo delle imbarcazioni saranno presenti attivisti, parlamentari, medici, avvocati, attori (come le star di Hollywood Susan Sarandon, Mark Ruffalo e Liam Cunningham) e giornalisti provenienti da 44 Paesi, mentre migliaia di persone in tutto il mondo stanno organizzando manifestazioni a sostegno. Tra gli italiani la cantante Fiorella Mannoia e lo storico Alessandro Barbero.
Le prime barche salperanno, in base alle condizioni meteo, il 31 agosto dalla Spagna e da Genova, invece il 4 settembre sarà la volta delle partenze da Sicilia, Tunisia e Grecia. Tuttavia il viaggio non è privo di pericoli: è doveroso ricordare come i precedenti tentativi simili siano stati bloccati in acque internazionali dalla marina israeliana, come accaduto alle imbarcazioni Madleen e Handala. In quei casi gli attivisti, tra cui la nota ambientalista Greta Thunberg e alcuni europarlamentari, come Rima Hassan, erano stati arrestati e in seguito espulsi con un divieto di ingresso in Israele della durata di 100 anni. Proprio l’attivista svedese, nonostante le intimidazioni subite, ha annunciato la sua partecipazione alla nuova spedizione, salperà infatti da Barcellona insieme ad altri noti attivisti come Thiago Ávila e Yasemin Acar. Gli avvocati che supportano la Flotilla hanno già presentato denunce formali contro le autorità israeliane, accusandole di gravi violazioni, tra cui sequestro di persona e uso della forza.
Occorre specificare che questa missione è il frutto dell’unione di diverse iniziative internazionali, tra cui la Global March to Gaza e il Maghreb Sumud Convoy, di particolare rilievo è però la presenza di delegazioni da Paesi del Sud-Est asiatico: Indonesia, Pakistan, Maldive, Sri Lanka, Bangladesh, Thailandia e Filippine. Secondo Maria Elena Delia, portavoce italiana della Flottiglia, "in quasi tutte le imbarcazioni sarà presente almeno un rappresentante per ognuno dei Paesi aderenti”, "abbiamo scelto piccole imbarcazioni da diporto, con pochi passeggeri, proprio per rendere evidente che non rappresentiamo alcuna minaccia. Nonostante la Delia abbia più volte ribadito che si tratta di una missione non violenta", non si possono escludere reazioni aggressive come quella dello scorso maggio, quando la barca Al Damir fu colpita da droni militari israeliani al largo di Malta. La portavoce italiana ha continuato: “Sappiamo che ci sono dei rischi, ma di fronte a quanto accade nella Striscia, restare in silenzio sarebbe complicità. Non si tratta solo di violazioni del diritto internazionale, ma di un’emergenza umanitaria senza precedenti." Ha ricordato come nel 2010 una simile flotta fu bloccata violentemente e di come, durante l’assalto alla nave turca Mavi Marmara, dieci attivisti persero la vita, auspicando che questa volta, le dimensioni della missione - la più ampia mai organizzata - possano finalmente fare la differenza.
Maria Elena Delia ha infine lanciato un forte appello a tutti i governi dei paesi partecipanti: essi sono chiamati a “tutelare l'incolumità dei loro cittadini che partecipano a questa iniziativa, come previsto dal diritto internazionale.”
In Italia l'attenzione si pone in particolare sulla città di Genova dove, con il sostegno dell’associazione Music for Peace e del Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali (Calp), noto per aver bloccato diversi carichi di armi destinati a Israele, è in corso un’enorme raccolta di beni di prima necessità. L’obiettivo è caricare sui velieri 45 tonnellate di aiuti umanitari, tra farmaci e generi essenziali. La promessa non è soltanto quella di farcela ma soprattutto di riuscire anche a superare tale soglia!


















