''Blocchiamo tutto'': Roma si solleva contro guerra e riarmo, in 300mila invadono le strade

In piazza associazioni, sindacati e partiti. Tutti uniti per dire: "Il Re è nudo!"
"Blocchiamo tutto". È con questo grido che il corteo dei No Kings Italia ha fatto irruzione nella tangenziale Est di Roma, dopo aver attraversato via dello Scalo di San Lorenzo. Una mobilitazione che ha superato le stesse aspettative degli organizzatori (15 mila persone previste), crescendo lungo il percorso fino a rendere necessaria una deviazione dell’itinerario originario. Tra cori e slogan, i manifestanti hanno chiesto le dimissioni del governo guidato da Giorgia Meloni, in un clima che, nonostante la partecipazione massiccia, è rimasto privo di tensioni o scontri.
Partito nel primo pomeriggio da piazza della Repubblica, il corteo avrebbe dovuto raggiungere piazza San Giovanni, ma la pressione della folla ha spinto gli organizzatori a riorientare la marcia verso piazza del Verano. In piazza, secondo quanto dichiarato dagli stessi promotori, si sono radunate 300mila persone, anche se il dato certo è che l’affluenza ha superato ogni previsione. Mentre la testa del corteo aveva già oltrepassato San Giovanni, la coda si trovava ancora nei pressi dell’Esquilino: un’immagine plastica della portata della mobilitazione. Tra i partecipanti anche Ilaria Salis, che ha raccontato di essere stata sottoposta a un controllo preventivo dalla polizia nella sua stanza d’albergo. “Mi chiedevano del corteo”, ha dichiarato Salis al Fatto Quotidiano.
La manifestazione si è svolta in una città fortemente presidiata: oltre mille tra agenti di polizia, carabinieri e guardia di finanza, affiancati dalla polizia locale, sono stati schierati lungo il percorso e nei punti più sensibili della Capitale. Le misure di sicurezza, definite nei giorni precedenti durante il comitato per l’ordine pubblico e il tavolo tecnico in questura, riflettevano il timore di possibili criticità in una giornata considerata ad alto rischio. Timori che, alla prova dei fatti, non si sono concretizzati.
L’iniziativa si inserisce nel quadro internazionale del weekend “Together. Contro i Re e le loro guerre”, e ha visto sfilare simboli e messaggi fortemente evocativi. Tra questi, un missile di legno decorato con fiori e una bandiera della pace, mentre lungo la struttura scorrevano immagini dei conflitti in Medio Oriente. Numerosi i cartelli, tra cui uno particolarmente incisivo: “Terza guerra mondiale, ma che siete matti? Non la vogliamo studiare”. Accanto alle bandiere della pace, presenti anche quelle della Palestina, del Venezuela e di organizzazioni come CGIL e Amnesty International.
Alla mobilitazione hanno aderito anche realtà dell’area antagonista, comprese componenti vicine al centro sociale Askatasuna, da tempo monitorato dagli apparati di sicurezza. L’attenzione delle autorità era già elevata anche in seguito alla recente esplosione nel Parco degli Acquedotti, sempre a Roma, dove due militanti dell’area anarchico-insurrezionalista hanno perso la vita mentre, secondo le ricostruzioni investigative, stavano assemblando un ordigno.
La manifestazione, promossa da circa 700 realtà tra reti di movimenti sociali e associazioni, rientra in una più ampia mobilitazione globale. “Oggi è una giornata internazionale – spiega Federica Borlizzi dell’associazione Nonna Roma e della Rete No Kings –. Stiamo scendendo in piazza non solo qui, ma anche a Londra, Atene, Parigi e all’Havana. Facciamo una promessa al governo Meloni: spodesteremo tutti i Re e ci riapproprieremo di quello che ci spetta, cioè dei diritti sociali”. Presenti al corteo anche molti giovani e giovanissimi, come la Rete degli studenti medi: “Il risultato del referendum dice che noi giovani under 25 vogliamo un cambiamento – dice Carlo Fanfoni, portavoce del movimento – siamo in piazza per dire no all’avanzata delle destre e dei sovranismi, perché sono anni che subiamo politiche repressive e autoritarie”.
Foto © Comune-Info














