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Pillole ''sballa-cervello'': la nuova droga che preoccupa gli esperti è arrivata in Italia

AMDuemila

Composte da oppioidi come tapentadolo e carisoprodolo, queste pasticche possono contenere sostanze ignote e pericolose 

Includono sostanze utilizzate anche in ambito medico le cosiddette “pillole sballa-cervello”, una nuova tipologia di droga che sta preoccupando gli operatori sanitari per gli effetti che potrebbe avere sulla salute. I rischi dovuti all’assunzione di questa droga, costituita da farmaci oppioidi, possono essere molto elevati. Pochi giorni fa - ha reso noto il quotidiano “La Repubblica” - un trentenne è stato arrestato a Torino con 96 di queste pasticche. Al loro interno sono presenti tapentadolo e carisoprodolo: due principi attivi solitamente utilizzati in ambito medico per il trattamento del dolore, con effetti simili a quelli della morfina, ma che, se assunti senza un adeguato controllo medico, possono provocare conseguenze gravi fino al decesso.

Un altro rischio legato all’uso di questo tipo di droga sarebbe dovuto anche a una certa imprevedibilità. Al loro interno, infatti, potrebbero nascondersi contaminanti o altri principi attivi non noti, in grado di aumentare ulteriormente reazioni come difficoltà respiratorie, convulsioni e perdita di coscienza; in caso di sovradosaggio, le conseguenze possono essere così rapide da non poter essere affrontate adeguatamente. Motivo per il quale, in alcuni casi, i trattamenti di emergenza e di soccorso potrebbero non bastare a salvare la vita di chi ha fatto uso di questo tipo di sostanza. Come per altri oppioidi, l’antidoto utilizzato nelle overdose è il naloxone. Tuttavia, potrebbe non bastare ad aggirarne gli effetti.

Gli effetti sono stati già ampiamente studiati negli Stati Uniti, dove l’abuso di oppioidi come il fentanyl ha provocato centinaia di migliaia di morti negli ultimi anni, mentre in diverse aree dell’Africa occidentale sostanze simili vengono utilizzate come droghe a basso costo. Ora, la presenza di queste sostanze anche in Italia suggerisce che la filiera internazionale del traffico si sia adattata al punto da riuscire a penetrare anche in Europa.

Il punto, infatti, è proprio questo. Con l’arrivo delle cosiddette “pillole sballa-cervello” si aggiunge un ulteriore elemento critico al già complesso quadro del consumo di droga in Italia. Già negli ultimi anni è stato osservato un aumento dell’uso di crack, diffusosi in maniera capillare soprattutto nei quartieri meno abbienti, in particolare nel Mezzogiorno. 

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