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Colpo all'Autostrada della cocaina: sequestrate 11 tonnellate e 54 persone arrestate

AMDuemila

L’operazione, coordinata a livello internazionale, ha permesso di interrompere una delle filiere più sofisticate di trasbordo in mare aperto.
Tra il 13 e il 26 aprile 2026, le autorità hanno condotto un’intensa attività di sorveglianza e intervento nel corridoio orientale dell’Atlantico, in particolare nella zona compresa tra le Isole Canarie e le Azzorre. Grazie al dispiegamento di mezzi navali, sono state individuate e fermate imbarcazioni coinvolte in trasferimenti di droga in alto mare, lontano dai tradizionali punti di controllo portuali.
Il bilancio dell’azione è di 11 tonnellate di cocaina e 8,5 tonnellate di hashish sequestrate, 54 persone arrestate e 8 imbarcazioni intercettate.
L’operazione è stata diretta dalla Guardia Civil spagnola con il coordinamento di Europol e il contributo operativo di Italia, Portogallo, Regno Unito e Stati Uniti. Durante le due settimane di attività è stato inoltre schierato sul posto un esperto di Europol per supportare in tempo reale le verifiche sui natanti monitorati.
Le indagini avevano già evidenziato, nei mesi precedenti, un chiaro spostamento delle attività illecite verso il mare aperto per eludere i controlli nei grandi scali europei. Le organizzazioni criminali caricano la cocaina in America Latina su navi madre (portacontainer, cargo e altri natanti), che percorrono centinaia o migliaia di miglia nautiche in acque internazionali. Successivamente il carico viene trasferito in mezzo all’oceano su imbarcazioni veloci e, nella fase finale, su piccole barche destinate a raggiungere punti remoti delle coste spagnole e portoghesi, spesso spiagge isolate o piccoli approdi.
Questa modalità a più stadi permette di distribuire il rischio tra diversi equipaggi e mezzi. L’operazione appena conclusa ha colpito proprio questa catena logistica, impedendo la consegna di ingenti quantitativi di stupefacenti.
Le prime valutazioni confermano che le acque tra le Canarie e le Azzorre sono diventate un’area privilegiata per questi trasbordi su larga scala, sfruttando la distanza dalla terraferma e le difficoltà di sorveglianza continua. La zona è ormai indicata dalle forze di polizia come “Cocaine Highway” o “Autostrada della cocaina”.

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