Spese per armamenti già in crescita: nel 2025 la Difesa ha versato 1,6 miliardi in più

Il percorso di incremento delle spese militari, concordato con la Nato al vertice dell’Aja di un anno fa sotto la spinta di Donald Trump, risulta già avviato. Lo riporta il Fatto Quotidiano riportando i dati del Rendiconto generale dello Stato che il ministero dell’Economia, guidato da Giancarlo Giorgetti, ha depositato il 4 agosto al Parlamento: nel 2025 il ministero della Difesa ha stanziato 1 miliardo in più rispetto al 2024 (+14%), mentre i pagamenti sono saliti di 1,6 miliardi (+30%). I valori compaiono alla voce “Pianificazione dei programmi di ammodernamento e rinnovamento degli armamenti, ricerca, innovazione tecnologica, sperimentazione e procurement militare”. Il rendiconto complessivo del ministero della Difesa ammonta a 35 miliardi, in aumento rispetto ai 34 inizialmente previsti dal bilancio. Si tratta esclusivamente della voce legata agli armamenti, non del totale delle uscite per la Difesa, che comprendono anche la Sicurezza in senso più ampio e le altre voci di spesa. A pagina 92 delle note integrative del rendiconto del ministero della Difesa si legge che nel 2025 sono stati stanziati 8,6 miliardi per l’ammodernamento e il rinnovamento degli armamenti, contro i 7,5 miliardi stanziati in via definitiva nel 2024: un incremento di 1 miliardo. Gli impegni salgono a 8,5 miliardi dai 7,2 del 2024. I pagamenti, a loro volta, passano dai 5,5 miliardi di due anni fa ai 7,2 dello scorso anno, con un aumento di 1,6 miliardi in dodici mesi.Proprio i pagamenti rappresentano il dato più rilevante: indicano ciò che il ministero della Difesa si è impegnato a corrispondere giuridicamente per contratti e appalti nel settore degli armamenti. Una quota riguarda i pagamenti di competenza, relativi strettamente al 2025; un’altra quota riguarda quelli di cassa, ereditati dagli esercizi di bilancio degli anni precedenti.Questi incrementi attestano che nel 2025 l’Italia ha già avviato la fase di ammodernamento e rinnovamento degli armamenti richiesta dalla Nato in vista dell’obiettivo di portare la spesa militare al 5% nel 2035 (1,5 legato alla Sicurezza e 3,5% sulla Difesa in senso stretto). L’alleanza atlantica insiste soprattutto su ricerca e innovazione relative ai nuovi strumenti militari impiegati nelle guerre attuali. Non risulta chiaro se i fondi siano stati destinati a reintegrare le scorte di armi cedute e inviate in Ucraina, specifica il Fatto Quotidiano.
Rispetto al rendiconto del 2024 emerge un’ulteriore novità: le spese relative agli armamenti dell’esercito italiano sono passate dal Segretariato generale della Difesa alla Direzione nazionale degli armamenti, a seguito della riforma del ministero. L’operazione mira a ridurre la burocrazia e a snellire gli appalti. Nelle 1300 pagine del rendiconto 2025 si registra il trasferimento di 5,7 miliardi dal Segretariato generale alla Direzione degli armamenti, che porta gli stanziamenti dai 2,2 miliardi iniziali agli 8 finali.L’aumento della spesa militare costituisce solo il primo passo verso lo scostamento di Bilancio da 21 miliardi per i prossimi due anni che il governo di Giorgia Meloni chiederà al Parlamento a settembre. Mercoledì Giancarlo Giorgetti ha annunciato alle Camere che l’Italia intende portare la spesa per la Difesa allo 0,9% del Pil, di cui lo 0,3% nel 2027 e lo 0,6% nel 2028. Di conseguenza, già nella legge di Bilancio che verrà predisposta a ottobre – l’ultima prima delle elezioni politiche dell’anno prossimo – il governo dovrà prevedere ulteriori stanziamenti per le spese della Difesa.
Fonte: il Fatto Quotidiano
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