Sigonella e Aviano, la rete logistica USA verso il Medio Oriente: almeno 73 voli cargo
La ricostruzione del Fatto Quotidiano conferma il ruolo delle basi americane presenti in Italia nella guerra contro l’Iran
Le basi di Sigonella e Aviano continuano a essere utilizzate dagli Stati Uniti come snodi logistici per sostenere la presenza militare americana in Medio Oriente. Cargo e aerocisterne della US Navy e della US Air Force hanno effettuato nelle ultime settimane diversi collegamenti tra l’Italia e basi militari in Arabia Saudita, Giordania ed Emirati Arabi Uniti. A ricostruire questi movimenti sul Fatto Quotidiano è la giornalista Stefania Maurizi, che, attraverso i dati della piattaforma commerciale AirNavRadar, ha analizzato le rotte dei voli militari.
Tra il 20 giugno e il 25 luglio sarebbero stati tracciati almeno dodici voli cargo della US Navy tra la base di Sigonella, in Sicilia, e la Prince Sultan Air Base, in Arabia Saudita. Altri due voli avrebbero collegato Sigonella alla Muwaffaq Salti Air Base, in Giordania. Uno dei collegamenti dalla base giordana verso la Sicilia sarebbe avvenuto proprio il 17 luglio, giorno in cui - ha spiegato Maurizi - l’installazione è stata colpita da un missile balistico iraniano.
Secondo il conteggio del Fatto Quotidiano, dall’inizio del conflitto fino al 25 luglio sarebbero stati individuati complessivamente almeno 73 voli cargo tra Sigonella e le basi militari della regione del Golfo.
Ma da Sigonella non sarebbero partiti soltanto aerei cargo.
Tra il 24 e il 30 giugno sarebbero stati effettuati almeno tre voli con Boeing KC-135R Stratotanker della US Air Force. Si tratta di aerocisterne utilizzate per rifornire in volo caccia e bombardieri, consentendo agli aerei militari di aumentare considerevolmente il proprio raggio operativo.
Anche dalla base di Aviano, in Friuli-Venezia Giulia, è stato registrato un movimento dello stesso tipo. Questa settimana un Boeing KC-46A Pegasus della US Air Force sarebbe decollato dalla base italiana in direzione della Muwaffaq Salti Air Base, in Giordania.
Il ruolo dell’Italia e gli F-16 partiti da Aviano
L’Italia non partecipa formalmente al conflitto, ma l’utilizzo delle basi presenti sul territorio nazionale permette alle forze armate statunitensi di sostenere la propria presenza militare nella regione. A questo si aggiunge il fatto che diverse destinazioni raggiunte dagli aerei provenienti dall’Italia coincidono con gli obiettivi delle rappresaglie iraniane contro le strutture utilizzate dagli Stati Uniti nella regione.
La scorsa settimana alcuni deputati del Movimento 5 Stelle hanno denunciato la partenza di F-16 dalla base di Aviano. I voli, tuttavia, non compaiono nei dati pubblicamente disponibili attraverso AirNavRadar. Una delle ipotesi è che i caccia in questione possano aver effettuato parte delle operazioni senza essere visibili attraverso i normali sistemi commerciali di tracciamento.
L’assenza degli F-16 dalla piattaforma, ovviamente, non permette da sola di stabilire che gli aerei abbiano volato con il transponder spento. I voli militari possono infatti seguire procedure differenti rispetto al normale traffico civile e non tutti i loro movimenti risultano necessariamente accessibili attraverso i servizi commerciali di monitoraggio.
Al di là di questo aspetto, i dati raccolti finora sui cargo e sulle aerocisterne mostrano comunque un flusso regolare tra le basi presenti sul territorio italiano e le installazioni militari utilizzate dagli Stati Uniti in Medio Oriente.
Fonte: Il Fatto Quotidiano
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