Raid israeliani in Libano: i sismografi registrano una scossa di magnitudo 4,1
A Mansouri i civili assistono alla distruzione di case e scuole. Oltre 350mila persone restano sfollate in Libano
Una detonazione talmente potente da essere registrata dai sismografi come un evento di magnitudo 4,1. A decine di chilometri di distanza, invece, droni che trasportavano cariche esplosive hanno distrutto intere abitazioni di un villaggio, mentre i proprietari osservavano da lontano le proprie case e la propria vita sparire tra fumo e macerie.
Sono due immagini diverse ma della stessa guerra. Ed è quella che ora Israele sta portando avanti anche nel sud del Libano; questo, nonostante la tregua raggiunta lo scorso giugno tra Israele ed Hezbollah. La prima immagine è quella che ha interessato i bombardamenti israeliani ad Ali al-Taher, bombardamenti che hanno colpito infrastrutture militari sotterranee che sarebbero state attribuite ad Hezbollah, mentre la seconda immagine è quella che riguarda le esplosioni sulle abitazioni civili di Mansouri. Dal punto di vista militare, i due episodi non sarebbero collegati, ma se osservati insieme, entrambi mostrano la triste dimensione raggiunta dalla campagna israeliana nel Libano meridionale e non solo.
Ali al-Taher e l'esplosione registrata dai sismografi
Giovedì 10 settembre l'esercito israeliano ha fatto esplodere una vasta rete sotterranea sotto la cresta di Ali al-Taher, area strategica situata nel sud del Libano, a circa 15 chilometri dal confine israeliano. Secondo l'esercito israeliano, il sistema sotterraneo si estendeva per oltre due chilometri e apparteneva a Hezbollah. L’operazione è arrivata dopo settimane di combattimenti per il controllo della cresta.
Per distruggere le infrastrutture, secondo quanto riportato dai media israeliani, sarebbero state utilizzate più di 1.100 tonnellate di esplosivo. Una potenza di detonazione tale da provocare una vibrazione del suolo che si sarebbe propagata per chilometri. Il Centro sismologico libanese ha registrato onde equivalenti a un evento di magnitudo 4,1, mentre anche lo United States Geological Survey ha rilevato il fenomeno. Le vibrazioni sono state avvertite anche nell'area di Nabatiyeh, che dista alcuni chilometri. Secondo le testimonianze raccolte sul posto, le stesse vibrazioni hanno continuato a propagarsi nel terreno fino ad essere percepite a decine di chilometri di distanza. Un’esplosione talmente violenta da impattare persino sulla conformazione della cresta dove è avvenuta la deflagrazione: non solo la vegetazione è stata praticamente rimossa in diverse parti, ma ci sono stati cambiamenti anche nella conformazione del terreno.
A Mansouri vengono demolite le case
A Mansouri, invece, ad essere prese di mira non sono i sotterranei attribuiti dalle forze israeliane ad Hezbollah, ma le case di civili inermi. Lo ha confermato un reportage pubblicato ieri dall'Associated Press, che ha descritto una scena che pare stia diventando la quotidianità per gli abitanti della zona, con uomini, donne e bambini costretti a trovare rifugio nel vicino villaggio di Hanniyeh, da dove, attraverso un particolare punto di osservazione, vedono la loro vita andare in fumo a causa dell’esercito israeliano.
Da lì vedono infatti i droni israeliani scendere sul loro villaggio mentre trasportano scatole contenenti esplosivi. Le cariche vengono depositate sugli edifici. Poi arrivano le detonazioni. Seguono nuvole di polvere che si sollevano sopra Mansouri mentre gli abitanti provano a capire quali siano le abitazioni che sono state prese di mira da Israele. Come hanno confermato anche alcuni media statali libanesi, nemmeno le scuole vengono risparmiate: venerdì mattina sarebbe stata fatta esplodere anche la scuola pubblica di Mansouri.
Purtroppo la distruzione non riguarda soltanto gli edifici. Gli abitanti intervistati dall'Associated Press hanno raccontato di aver perso non solo le proprie abitazioni, ma anche terreni agricoli, frutteti e molte altre attività dalle quali dipendeva la propria sopravvivenza e che ora non possiedono più.
Adesso alcuni abitanti di Mansouri vivono presso i propri parenti, altri invece in strutture scolastiche trasformate in rifugi nell'area di Tiro, un altro villaggio che si trova a circa 13 chilometri di distanza. Nel complesso, almeno secondo i dati riportati dall'Associated Press, più di 350mila persone rimangono sfollate in Libano.
Il precedente di Gaza e il confronto con la Cisgiordania
Anche se in misura diversa, ciò che sta avvenendo a Gaza, poi in Cisgiordania e ora nel sud del Libano, dimostra chiaramente che le operazioni militari portate avanti da Israele vanno ben oltre la distruzione del nemico, sia che si tratti di Hamas nella Striscia di Gaza, sia che si tratti di Hezbollah in Libano.
A dimostrarlo è anche quanto sta avvenendo in Cisgiordania. Soprattutto nell'Area C e nella Valle del Giordano, dove la presenza estremamente violenta dei coloni israeliani sta producendo una progressiva e drammatica riduzione dello spazio accessibile alle comunità palestinesi, per giunta in modo del tutto illegale oltre che estremamente violento. Secondo Reuters, gli avamposti israeliani non autorizzati coprono ormai, nel loro complesso, quasi un quinto della Cisgiordania.
Al di là della violenza contro le comunità palestinesi in Cisgiordania, sono in aumento anche le modalità subdole che ogni giorno si verificano nel territorio per fare incetta di proprietà e terreni. Come con i cosiddetti avamposti agricoli o pastorali dei coloni israeliani.
Spesso, infatti, non nasce immediatamente una grande colonia: vengono installate una o poche strutture prefabbricate, vengono portati greggi o mandrie e, progressivamente, pascoli, strade, recinzioni e altri strumenti vengono utilizzati per controllare un territorio molto più grande dell'area effettivamente edificata, appropriandosi di terreni che non gli appartengono. È così che pastori e agricoltori palestinesi non possono più raggiungere pascoli, campi, sorgenti, strade o abitazioni. Sempre Reuters ha documentato come un sistema di avamposti nella Valle del Giordano messo in piedi dai coloni israeliani abbia limitato l'accesso ai palestinesi su un territorio di circa 10.000 ettari, utilizzando bestiame, recinzioni e strade insieme a intimidazioni e atti estremamente violenti.
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