Putin sulle minacce a Kaliningrad: pronti a radere al suolo chi ci attacca
Droni in Romania. Bruxelles accusa Mosca, ma dimentica i velivoli ucraini che sorvolavano i baltici

Oltre la cortina di ferro dei confini ucraini riverbera un linguaggio di scontro irreversibile ormai comunemente accettato che non lascia Mosca indifferente.
Parlando durante una conferenza stampa al Palazzo dell’indipendenza ad Astana, in Kazakistan, Vladimir Putin ha commentato le recenti dichiarazioni del ministro degli Esteri lituano Kęstutis Budrys, secondo cui la NATO sarebbe in grado di distruggere le installazioni militari russe a Kaliningrad in caso di aggressione russa contro l'Europa.
"Hanno i mezzi per radere al suolo le basi russe. La Federazione Russa ha tutti i mezzi per radere al suolo chiunque tenti di farlo", ha risposto il leader russo che ha poi definito "assurdità" le dichiarazioni dei politici europei secondo cui si starebbero preparando a una possibile aggressione russa.
"La Russia non ha mai avuto intenzioni aggressive nei confronti dei paesi europei. E la tragedia che si sta consumando in Ucraina è opera loro, il risultato delle loro politiche", ha affermato, rievocando il colpo di Stato organizzato dagli Stati Uniti nel 2014. Violenze scoppiate col benestare di Victoria Nuland, allora assistente segretario di Stato USA, che parlando con l’ambasciatore americano a Kiev Geoffrey Pyatt, decideva già la futura compagine di governo un mese prima dei fatti di Maidan.
Era in un’intervista al quotidiano svizzero Neue Zürcher Zeitung, che Budrys ha esortato apertamente la NATO a colpire l’enclave russa: “Dobbiamo mostrare ai russi che possiamo penetrare nella piccola fortezza che hanno costruito a Kaliningrad. La NATO dispone dei mezzi necessari per distruggere le basi russe”. Il ministro ha inoltre ammesso che la Lituania, priva di una propria aviazione da combattimento, dipende interamente dagli alleati, esprimendo fiducia nell’articolo 5 e nella capacità di deterrenza della Germania.
Parole che non rappresentano certo il caso isolato di uno squilibrato, ma si inseriscono in una più ampia pianificazione militare dell’Alleanza. Esiste già un piano per la “soppressione” delle capacità difensive russe nell’enclave di Kaliningrad. Ad enunciarlo è stato il generale Christopher Donahue, comandante delle forze terrestri statunitensi in Europa e Africa e delle forze terrestri NATO.
Secondo quanto riportato da Defense News, già qualche mese fa Donahue ha evidenziato come la posizione geografica di Kaliningrad, completamente circondata da Paesi membri dell’Alleanza, rappresenti un fattore strategico decisivo: è circondata da Paesi NATO su tutti i lati. Non c’è alcun motivo per cui non possiamo neutralizzare la zona A2/AD (anti-accesso e negazione d’area) da terra per scoraggiare la Russia, e farlo più rapidamente di quanto si pensi. Abbiamo già pianificato e sviluppato le capacità necessarie”, ha affermato con sorriso compiaciuto.
Il caso dei droni in Romania e l’isteria bellica europea
Nel frattempo, mentre a Kiev c'è un clima di gelida attesa della rappresaglia russa ai raid ucraini del dormitorio del Collegio Pedagogico di Starobilsk – che hanno provocato la morte di 21 giovani tra i 13 e i 18 anni - in Romania un altro drone ha colpito edifici civili.
La NATO ha accusato immediatamente Mosca di comportamento sconsiderato e ha promesso di "difendere ogni centimetro del territorio alleato" dopo che il Ministero della Difesa rumeno ha riconosciuto il velivolo come russo, precisando che una donna e un bambino hanno riportato ferite lievi nella città di Galati, vicino al confine con l'Ucraina. Le foto scattate sul luogo dell'incidente mostravano mattoni carbonizzati e danneggiati sul tetto del condominio di 10 piani, che secondo le autorità rumene sarebbe stato colpito da un drone esploso all'impatto, distruggendo un appartamento all'ultimo piano.
La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha subito risposto che tutte le accuse riguardanti i droni russi in volo in Europa sono infondate, ma da Bruxelles la sentenza è stata già emessa.
“Il comportamento sconsiderato della Russia rappresenta un pericolo per tutti noi", ha dichiarato il Segretario Generale della NATO Mark Rutte su X dopo una conversazione telefonica con il Presidente rumeno Nicusor Dan, il cui Paese fa parte sia della NATO che dell'Unione Europea.
"Ho affermato che la NATO è pronta a difendere ogni centimetro di territorio alleato", ha dichiarato, senza tuttavia menzionare l'attivazione della clausola di difesa reciproca dell’Alleanza. "Continueremo a rafforzare la nostra prontezza a scoraggiare e difenderci da qualsiasi minaccia, compresi i droni".
"Non c'entriamo con questa guerra, ma siamo sotto minaccia", ha detto il presidente rumeno Nicusor Dan tra le contestazioni della folla. Ogni scusa è buona per continuare a militarizzare i confini russi, come sta avvenendo nei Baltici. Reuters, recentemente, ha rivelato che la NATO intende rafforzare la difesa del proprio fianco orientale con una nuova struttura di comando pensata per facilitare il rapido dispiegamento di forze in Lettonia ed Estonia in caso di guerra con la Russia. L’accordo, raggiunto tra Germania, Paesi Bassi e NATO, assegnerà il German-Netherlands Corps — con sede a Münster — alla difesa di Lettonia ed Estonia. Ciò consentirà alla NATO di portare nella regione “massa alla massima velocità”.
La risposta di Putin e gli sconfinamenti ucraini nel Baltico
In risposta alle accuse corali della coalizione europea, Vladimir Putin, parlando durante una conferenza stampa al Palazzo dell’indipendenza ad Astana, ha ipotizzato che si trattasse di una situazione che coinvolgeva un dispositivo ucraino fuori rotta a causa di una guerra elettronica o di dati tecnici errati.
"Sappiamo che droni ucraini hanno sorvolato la Finlandia, la Polonia e alcuni Stati baltici. La reazione iniziale è stata esattamente la stessa che si sta verificando ora in Romania: 'Aiuto, i russi stanno attaccando'", ha dichiarato, specificando che Mosca è pronta a condurre un'indagine obiettiva e a fornire una valutazione qualora le vengano forniti i dati relativi al drone abbattuto, ha osservato il presidente.
"La signora Ursula von der Leyen non si trovava in Romania e non ha esaminato i resti di questo drone. Nessuno può stabilire la provenienza di un determinato velivolo finché non viene effettuato un esame", ha aggiunto.
Delle indagini approfondite sarebbero certamente opportune, dato che non sarebbe il primo caso di sconfinamenti di droni ucraini nei cieli europei.
Da marzo, velivoli esplosivi diretti contro i porti petroliferi russi del Baltico — Ust-Luga e Primorsk, che gestiscono circa il 40% delle esportazioni russe di petrolio e gas — hanno più volte violato lo spazio aereo di Lettonia, Estonia e Lituania.
L’episodio più rilevante è avvenuto il 19 maggio: un caccia F-16 rumeno, impegnato nella missione NATO di Baltic Air Policing, ha abbattuto sopra l’Estonia un drone poi identificato come ucraino. Secondo la NATO (fonte Reuters), è stata la prima volta che la missione nei Paesi baltici ha “lanciato un missile in difesa dell’Alleanza” da quando Estonia, Lettonia e Lituania sono entrate nella NATO nel 2004. Il giorno successivo, a Vilnius, i parlamentari lituani si sono rifugiati sottoterra per l’avvicinamento di un drone, mentre il giorno seguente è stato diramato un allarme aereo nella Lituania settentrionale.
In Lettonia, la crisi ha avuto effetti politici diretti: il 14 maggio la premier Evika Siliņa si è dimessa dopo aver licenziato il ministro della Difesa Andris Sprūds, accusato di non aver gestito adeguatamente le lacune nella difesa aerea. Il partito di Sprūds, i Progressisti, ha ritirato il sostegno alla coalizione, facendole perdere la maggioranza parlamentare. Il presidente Edgars Rinkēvičs si trova ora a gestire la crisi a pochi mesi dalle elezioni di ottobre, in un momento considerato di massima vulnerabilità per il Paese.
Parallelamente, il Servizio di intelligence estera russo (SVR) ha dichiarato il 19 maggio che Kiev avrebbe convinto la Lituania ad autorizzare il lancio di droni contro la Russia dal territorio lettone. Secondo l’SVR, unità specializzate ucraine nei sistemi senza pilota sarebbero già dispiegate in Lettonia, nelle basi di Adazi, Selija, Lielvarde, Daugavpils e Jekabpils.
Putin: “Il conflitto si avvia alla conclusione”
Durante una conferenza stampa ad Astana, il leader del Cremlino ha affermato che l’andamento delle operazioni militari in Ucraina suggerisce un avvicinamento alla fine del conflitto. Secondo il presidente russo, l’evoluzione della situazione sul campo fornirebbe “motivi per ritenere” che la guerra stia entrando nella sua fase conclusiva, pur senza indicare tempistiche precise.
Putin ha sottolineato l’assenza di negoziati attivi, pur ribadendo la disponibilità della Russia al dialogo. In questo contesto, ha richiamato gli accordi di Minsk, accusando l’Occidente e Kiev di averli utilizzati come strumento per guadagnare più anni per rafforzare militarmente l’Ucraina. Ebbene è stata la stessa ex cancelliere Angela Merkel, a dichiarare in un’intervista a Die Zeit (dicembre 2022), che “gli accordi di Minsk del 2014 sono stati un tentativo di dare tempo all’Ucraina”, tempo che Kiev ha usato per rafforzarsi militarmente rispetto al 2014‑2015.
La posizione del Cremlino resta quindi orientata non a un cessate il fuoco temporaneo, ma a una soluzione che venga definita “pace duratura”, che ridefinisca una nuova sicurezza europea che vada al di là di una militarizzazione violenta dei confini.
Dinamiche operative: pressione crescente sul fronte orientale
Sul terreno, diversi indicatori suggeriscono un’intensificazione della pressione russa lungo alcune direttrici chiave. Particolarmente significativa è la situazione nell’area di Kostiantynivka, dove le forze russe avanzano simultaneamente da sud, est e ovest, puntando a comprimere le linee difensive ucraine.
La conquista di infrastrutture strategiche, come la fabbrica di Tabachna, e il raggiungimento di assi viari cruciali come via Teatralna indicano un progressivo avvicinamento al centro urbano. Parallelamente, le linee di rifornimento ucraine risultano costantemente sotto attacco, soprattutto tramite l’impiego sistematico di droni, contribuendo a isolare le unità difensive in sacche sempre più ristrette.
In altri settori del fronte, come quello tra Rybne e Dobropasove, si registrano avanzate russe con tentativi di consolidamento lungo il fiume Vovcha, mentre nel quadrante di Huliaipole le forze di Mosca continuano a guadagnare terreno. Tuttavia, in direzione Zaporizhia, le truppe ucraine hanno mostrato capacità di controffensiva locale, avanzando verso Kamyanske.
ARTICOLI CORRELATI
Mosca verso la dottrina “Karaganov”: guerra nucleare contro Londra e Berlino
Nuove truppe NATO nei Baltici. Mosca: si stanno preparando alla guerra
Putin invita gli stranieri a lasciare Kiev dopo il massacro studentesco di Starobilsk











