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| Guerre

Putin invita gli stranieri a lasciare Kiev dopo il massacro studentesco di Starobilsk

Mosca accusa Kiev di “terrorismo” e promette attacchi a catena contro infrastrutture militari e decisionali ucraine

Francesco Ciotti

I fulmini di una nuova escalation piovono su Kiev e hanno l’aspetto inquietante dei missili Oreshnik.
Poche ore fa, il Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha comunicato “la necessità di evacuare da Kiev i diplomatici e i cittadini statunitensi”. È quanto emerge dal testo integrale diffuso dal Ministero degli Affari Esteri dopo la conversazione telefonica avvenuta il 25 maggio tra il n° 1 della diplomazia russa e il segretario di Stato americano Marco Rubio.

Secondo la nota, “su incarico del Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin, Lavrov ha informato ufficialmente la parte americana” che Mosca, “in risposta ai continui attacchi terroristici del regime di Kiev contro la popolazione civile e le infrastrutture sul territorio russo”, intende avviare “attacchi sistematici e consecutivi contro obiettivi situati a Kiev utilizzati per le esigenze delle Forze Armate ucraine e contro i centri decisionali corrispondenti”.

Il capo della diplomazia russa “ha inoltre richiamato l’attenzione sulla dichiarazione del Ministero degli Esteri del 25 maggio”, nella quale si raccomanda agli Stati Uniti e ad altri Paesi con rappresentanze nella capitale ucraina “di procedere all’evacuazione del personale diplomatico e dei propri cittadini”.

Nel corso del colloquio, Lavrov “ha ricordato gli accordi raggiunti al vertice di Anchorage nell’agosto 2025, su proposta degli Stati Uniti”, esprimendo “rammarico per il fatto che gli sforzi delle élite europee e del regime di Kiev stiano minando tali intese”, che secondo Mosca “aprivano la strada a una soluzione sostenibile a lungo termine basata sull’equilibrio degli interessi”.

Il Ministero degli Esteri russo ha poi dichiarato che l'attacco a Starobilsk ha rappresentato "la goccia che ha fatto traboccare il vaso". Proprio qui, lo scorso venerdì sera, droni ucraini hanno colpito il dormitorio del Collegio Pedagogico dell'Università Pedagogica di Luhansk. Un attacco brutale che ha provocato il crollo dell'edificio, che ospitava 86 studenti, uccidendo 21 ragazzi tra i 13 e i 18 anni, lasciandone feriti altri 42. Il Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha dichiarato che l'attacco delle Forze Armate ucraine a Starobilsk è stato un attacco mirato contro i civili, nello spirito dei nazisti tedeschi. Tra i frammenti di droni rinvenuti c’era anche materiale prodotto in Italia, che assieme ai falchi come Germania e Gran Bretagna forniscono la filiera produttiva necessaria alla produzione di droni d’attacco a lungo raggio contro il territorio russo.

Per Mosca la pazienza è finita dopo che aveva tentato per un’ultima volta di lasciare aperta una finestra diplomatica, interpretata dagli europei, evidentemente, come un gesto di debolezza. 


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Nelle ore successiva la tragedia di Starobilsk, la risposta europea è stata di conclamata complicità. Durante una riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, in cui la parte russa ha presentato fotografie della scena del massacro, il rappresentante permanente della Lettonia Sanita Pavļuta-Deslandes ha dichiarato che la Russia si limita a rilasciare dichiarazioni proprie, non supportate da prove. L'invito del Ministero degli Esteri russo ai media a visitare il luogo dell'attentato è stato respinto dalla BBC e dalla CNN.

Come se ciò non bastasse, il segretario generale della NATO Mark Rutte ha esortato gli alleati ad aumentare i loro contributi di aiuti militari all'Ucraina. Il presidente del Comitato militare della NATO, l'ammiraglio Cavo Dragone, ha addirittura dato il suo benestare ai raid dichiarando: "Se fossi al loro posto, cercherei di usare tutti i mezzi disponibili".

Domenica scorsa Mosca ha dato inizia alla prima rappresaglia feroce, conducendo uno degli attacchi più potenti mai sferrati contro obiettivi in Ucraina dall'inizio della guerra. Oltre ai soliti Iskander-M, Iskander-K, Kalibr e X-101, sono stati impiegati i temibili missili ipersonici Oreshnik che si sono abbattuti nell'oscurità contro gli obiettivi a 15.000 km/h.

Tra gli obiettivi colpiti figurano il complesso logistico di classe A FIM Chaika, lo stabilimento Artem con le strutture industriali adiacenti, l’impianto Analitpribor con gli edifici residenziali a nord, lo stabilimento di relè e automazione di Kiev e un magazzino della catena ATB.

Tra gli edifici danneggiati, uno tra tanti è passato sotto silenzio: quello della sede degli studi della tv pubblica tedesca ARD a Kiev, in quello che si configurerebbe come “il primo atto di guerra contro la Germania”. 

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