Strumenti di accessibilità
Skip to main content
| Guerre

Nuove truppe NATO nei Baltici. Mosca: si stanno preparando alla guerra

Tra droni fuori controllo, piani NATO su Kaliningrad e falchi baltici in prima linea, il fronte nord-est d’Europa scivola verso un conflitto aperto con la Russia

Francesco Ciotti

Si moltiplicano i segnali di un'escalation che coinvolge in modo sempre più preoccupante le regioni nord-orientali del continente europeo, dove gli stati baltici sono ormai caduti accecati dentro la voragine che conduce solo alla militarizzazione forzata alimentata dalla russofobia.  

"L'Alleanza Atlantica sta costantemente rafforzando il suo potenziale militare sul fianco orientale, mantenendo in quella zona intense attività di intelligence e addestramento, modernizzando le infrastrutture esistenti e creandone di nuove. La NATO, di fatto, si sta preparando a un conflitto armato su larga scala nell'est", ha dichiarato allarmato il direttore del Servizio di Intelligence Estera russo (SVR), Sergei Naryshkin, evidenziando che l'Unione Europea si starebbe trasformando in un'alleanza militare. In questo frangente ha puntato il dito sulla Gran Bretagna che "sta spingendo i suoi partner europei verso uno scontro con la Russia".  

Dall'inizio del 2025, Londra ha assunto un ruolo di primo piano nel coordinamento della risposta europea alla Russia. Il primo ministro Keir Starmer ha convocato il vertice di Londra nel marzo 2025, dando vita alla "Coalizione dei volenterosi" di circa trenta Paesi, e il 24 febbraio 2026 ha co-presieduto un nuovo vertice virtuale con oltre trenta leader mondiali per riaffermare il sostegno all'Ucraina e coordinare le prossime mosse. Il documento finale impegnava i partecipanti ad "aumentare la pressione economica sulla Russia", a colpire la flotta ombra russa e a smantellare il complesso militare-industriale di Mosca. 

Sul piano finanziario e militare, Londra ha firmato con Kiev un accordo centenario del valore di 3,6 miliardi di sterline annui, superando complessivamente i 13 miliardi di sterline di supporto militare totale, e ha inviato 350 missili antiaerei finanziati per la prima volta con 70 milioni di sterline di interessi su asset russi congelati. Nel 2025 ha stanziato 68 miliardi di euro per la difesa, con l'obiettivo dichiarato di portare la spesa al 2,5% del PIL entro il 2027 e al 3% nel mandato successivo. Ad aprile 2026 ha guidato la trasformazione della Joint Expeditionary Force — dieci Paesi del Nord Europa, senza gli USA — in una forza navale autonoma con base a Northwood, esplicitamente orientata alla deterrenza contro la Russia nel Mar del Nord e nel Baltico. A ciò si aggiunge la proposta di dispiegare una "forza di rassicurazione" multinazionale in Ucraina a guerra conclusa. Un'iniziativa che, di fatto, rende inefficace qualunque proposito negoziale per porre fine alla guerra. 

"I falchi occidentali farebbero meglio a non verificare se l'era della deterrenza nucleare sia finita", ha denunciato.  


tusk ima 2705467

Donald Tusk © Imagoeconomica 

Ma il terreno di scontro si sta lentamende estendendo dall'Ucraina.  Vladimir Kulishov, primo vicedirettore e capo del Servizio di frontiera dell'FSB, ha dichiarato alla Rossiyskaya Gazeta che "la situazione ai confini nord-occidentali della Russia è peggiorata notevolmente", citando il rafforzamento della sicurezza militare delle frontiere da parte di Finlandia, Stati baltici e Polonia, la costruzione di nuove basi militari negli stati confinanti, l'acquisto di armamenti moderni in grandi quantità e un aumento del numero e della portata delle esercitazioni NATO. "Sono in fase di studio diversi scenari di collisione", ha concluso il funzionario dell'FSB.

La NATO rafforza il fianco orientale

Le preoccupazioni russe trovano un preciso riscontro nelle mosse dell'Alleanza. Il 26 maggio, Reuters ha rivelato che la NATO intende rafforzare la difesa del proprio fianco orientale con una nuova struttura di comando pensata per facilitare il rapido dispiegamento di forze in Lettonia ed Estonia in caso di guerra con la Russia. L'accordo, raggiunto tra Germania, Paesi Bassi e NATO, assegnerà il German-Netherlands Corps — con sede a Münster — alla difesa di Lettonia ed Estonia. Secondo un funzionario militare citato da Reuters, la presenza di un secondo corpo d'armata consentirà alla NATO di portare nella regione "massa alla massima velocità", rispondendo alla limitata profondità strategica e alla vulnerabilità dei tre Paesi baltici.

La mossa si inserisce in un processo di trasformazione più ampio: l'Alleanza sta passando da una postura di "deterrenza simbolica" a una vera e propria "prontezza operativa ad alta velocità". Tutto in linea con il piano per la piena prontezza alla guerra con Mosca entro il 2030, evocato nel Libro Bianco della Difesa europeo.

In risposta, la Russia sta espandendo le proprie forze lungo il fianco orientale della NATO, trasformando brigate in divisioni e formando nuove unità militari, inclusa una nuova brigata missilistica armata con sistemi Iskander-M nel distretto militare occidentale russo.

​I piani offensivi dei baltici su Kaliningrad

In questo clima infuocato, le parole del ministro degli Esteri lituano Kęstutis Budrys hanno aggiunto ulteriore carburante al fuoco. In un'intervista al quotidiano svizzero Neue Zürcher Zeitung, Budrys ha esortato apertamente la NATO ad attaccare Kaliningrad: "Dobbiamo mostrare ai russi che possiamo penetrare nella piccola fortezza che hanno costruito a Kaliningrad. La NATO ha i mezzi necessari per distruggere le basi russe nell'exclave". Il ministro ha ammesso che la Lituania, sprovvista di aerei da combattimento propri, si affida interamente agli alleati, esprimendo fiducia nell'articolo 5 e nella deterrenza della Germania.

La reazione di Mosca è stata immediata e tranchant: il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha liquidato le dichiarazioni lituane come "al limite della follia", esortando a non prenderle sul serio. I media russi le hanno rilanciate con titoli come "La Lituania chiede alla NATO di iniziare una guerra con la Russia". 

"Qualsiasi tentativo di bloccare o conquistare Kaliningrad avrebbe conseguenze disastrose per la NATO; l'alleanza non ha 'alcuna' possibilità di attuare un simile scenario", ha dichiarato il viceministro degli Esteri russo Alexander Grushko. 

Tuttavia, le esternazioni di Budrys non sono quelle di un pazzo isolato, bensì sono i reali piani militari dei comandanti dell'Alleanza. Eiste già il piano per la “soppressione” delle capacità difensive russe nell’enclave di Kaliningrad. A dichiararlo è stato stato il generale Christopher Donahue, comandante delle forze terrestri statunitensi in Europa e Africa e delle forze terrestri della NATO. Secondo quanto riportato da Defense News, Donahue ha sottolineato come la posizione geografica di Kaliningrad, circondata da Paesi membri dell’Alleanza, rappresenti un fattore strategico determinante. “Se si guarda a Kaliningrad, è circondata da Paesi NATO su tutti i lati. Non c’è alcun motivo per cui non possiamo neutralizzare la zona A2/AD (anti-accesso e negazione d’area) da terra per scoraggiare la Russia, e farlo più rapidamente di quanto si pensi. Abbiamo già pianificato e sviluppato le capacità necessarie”, ha affermato, già qualche mese orsono.  


detriti bellici dep 552507922

Droni fuori controllo, tensioni alle stelle

A questo dobbiamo aggiungere il vero detonatore delle ultime settimane, ovvero i droni di Kiev. Da marzo, velivoli esplosivi ucraini diretti contro i porti petroliferi russi del Baltico — Ust-Luga e Primorsk, che gestiscono quasi il 40% delle esportazioni nazionali russe di petrolio e gas — hanno ripetutamente deviato dalla loro rotta, violando lo spazio aereo di Lettonia, Estonia e Lituania.  

L'episodio più significativo si è verificato il 19 maggio: un caccia F-16 rumeno, impegnato nella missione NATO di Baltic Air Policing, ha abbattuto sopra l'Estonia quello che si è rivelato essere un drone ucraino. Secondo quanto dichiarato dalla NATO a Reuters, è stata la prima volta che la missione di aerei militari NATO nei Paesi baltici ha "lanciato un missile in difesa dell'Alleanza" da quando i tre Stati vi hanno aderito nel 2004. Il giorno seguente, i parlamentari lituani sono stati costretti a rifugiarsi sottoterra a causa dell'avvicinamento di un drone a Vilnius, e il giorno dopo ancora è stato emesso un allarme aereo nella Lituania settentrionale. 

​In Lettonia, a cauas dello scandalo, la premier Evika Siliņa si è dimessa il 14 maggio dopo aver licenziato il ministro della Difesa Andris Sprūds, accusandolo di non aver garantito una risposta tempestiva alle lacune nelle difese aeree del paese. Il partito di Sprūds, i Progressisti, ha ritirato il sostegno alla coalizione, privandola della maggioranza parlamentare. Il presidente Edgars Rinkēvičs dovrà ora gestire la crisi a pochi mesi dalle elezioni parlamentari previste per ottobre, in quello che analisti descrivono come un momento di massima esposizione per il Paese baltico. 

Come se ciò non bastasse, Il Servizio di intelligence estera russo (SVR) ha dichiarato che Kiev avrebbe persuaso la Lituania ad autorizzare il lancio di droni contro la Russia direttamente dal territorio lettone. Secondo il comunicato dell'SVR, diffuso il 19 maggio, unità specializzate nelle forze per i sistemi senza pilota dell'esercito ucraino sarebbero già state schierate in Lettonia, nelle basi militari di Adazi, Selija, Lielvarde, Daugavpils e Jekabpils. 

I segnali di un nuovo inferno del Baltico per trasformarlo nella nuova Ucraina puntata su Mosca, sono sempre più inquietanti. 

In questo contesto, gli Stati Uniti si stanno progressivamente disimpegnando dal continente per non essere coinvolti nel disastro che incombe. Washington ha prima annunciato il rinvio del dispiegamento di circa 4.000 soldati in Polonia — programmato da tempo — salvo poi fare retromarcia pochi giorni dopo, con Trump che ha annunciato su Truth Social l'invio di ulteriori 5.000 effettivi. Il gesto è stato presentato dal presidente come un atto di amicizia verso il neoeletto presidente polacco Nawrocki, più che come una decisione strategica coerente. In precedenza, Trump aveva più volte insinuato che gli Stati Uniti potessero addirittura uscire dalla NATO.  

ARTICOLI CORRELATI 

Putin invita gli stranieri a lasciare Kiev dopo il massacro studentesco di Starobilsk 

La NATO testa attacchi a lungo raggio contro la Russia dalla stazione metropolitana di Londra 

Washington si defila dai negoziati Mosca-Kiev ed e lascia campo libero per la guerra in Europa