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Massiccio attacco russo a Kiev. Peskov: guerra entrata in un nuovo paradigma

Dal massacro di Starobelsk al Paese sotto assedio: il Cremlino alza la posta sulla rappresaglia.

AMDuemila

Grandi boati nella notte si sono registrati nella capitale ucraina, dove in molti si sono rifugiati nei sotterranei della metropolitana assistendo a violenti boati senza fine.

Nella notte tra lunedì e martedì, le truppe russe hanno condotto un attacco coordinato con armi di precisione a lungo raggio contro imprese del settore della difesa a Kiev, Zaporizhzhia, Kharkiv e Dnipropetrovsk, oltre che nelle regioni di Poltava, Khmelnytskyi e Sumy. Il Ministero della Difesa russo ha parlato di impiego combinato di vettori aerei, terrestri e navali, inclusi missili aerobalistici ipersonici e droni, sottolineando che “tutti gli obiettivi contro i bersagli nemici sono stati raggiunti”.

Il dipartimento militare russo ha poi specificato che "nella regione di Kharkiv sono stati effettuati attacchi contro tre imprese del settore della difesa, tra cui l'impresa statale di aviazione di Kharkiv e due impianti petroliferi ed energetici dell'Ucraina".

In aggiunta, nella regione di Sumy, è stato colpito lo stabilimento statale "Zvezda" di Shostka. Altri obiettivi includevano imprese nelle regioni di Khmelnytsky e Poltava, nonché le infrastrutture di sei aeroporti militari nelle regioni di Cherkasy, Rivne, Zhytomyr, Kirovohrad, Khmelnytsky e Kiev. Altre dieci imprese sono state colpite nella capitale ucraina. Sono stati inoltre colpiti tre centri di reclutamento territoriali delle Forze Armate ucraine.

Inoltre, sono stati colpite le officine dello stabilimento di costruzione di macchinari Omelchenko e dello stabilimento aeronautico Motor Sich a Zaporizhia.

Su Kiev, l’allerta antiaerea è durata circa quattro ore e mezza, con sirene attive in quasi tutto il Paese tranne che nelle regioni occidentali, mentre i media ucraini segnalavano in tempo reale serie di esplosioni in diversi quartieri della capitale. L’agenzia Strana ha riferito di densi banchi di fumo che hanno avvolto il cielo sopra la città dopo gli impatti, e sui canali Telegram sono circolati video con colonne di fumo che si alzavano alte tra gli edifici.

Dopo le esplosioni notturne, alcune arterie del centro e della periferia sono state chiuse al traffico, in particolare nella zona della riva destra del fiume Dnepr. La polizia ha bloccato la circolazione in via Degtyaryovskaya, dove ha sede uno degli edifici del conglomerato della difesa Ukroboronprom, mentre canali ucraini hanno diffuso filmati di un vasto incendio in un edificio che sembra corrispondere alla struttura del gruppo, senza tuttavia conferme ufficiali di un rogo da parte delle autorità.

Il sindaco Vitaliy Klitschko ha riferito di danni a varie infrastrutture in sette dei dieci distretti amministrativi della capitale, menzionando Goloseyevsky, Darnitsky, Obolonsky, Podolsky, Svyatoshinsky, Solomensky e Shevchenkivsky tra le zone colpite. In più aree sono stati segnalati incendi in edifici residenziali e strutture di servizio, con le squadre di emergenza impegnate per ore nelle operazioni di spegnimento e soccorso.

Si segnala anche un grave incendio ha completamente distrutto la struttura di "Naftogaz" a Merefa, che è stata colpita da un attacco combinato di missili e droni russi.

Secondo la compagnia elettrica privata DTEK, gli attacchi hanno interrotto la fornitura di energia a circa 140.000 residenti di Kiev, dopo che infrastrutture energetiche della città sono state danneggiate. L’azienda ha reso noto che la corrente è stata successivamente ripristinata per circa 110.000 utenti, ma due suoi ingegneri sono rimasti feriti durante gli interventi di emergenza.

Mosca e il “nuovo paradigma”

Sembra l’inizio di un nuovo capitolo della guerra molto più cupo. A Mosca, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha dichiarato, per l’appunto, che il conflitto in Ucraina è entrato in “un nuovo paradigma”, definendo l’intensificazione dei raid una risposta russa agli “atti disumani di terrore” da parte dell’esercito di Kiev contro civili nei territori sotto controllo russo. Peskov ha ricordato in particolare il raid contro un dormitorio studentesco di Starobelsk nel Luhansk, che ha causato la morte di 21 ragazzi.

“Mosca ha dichiarato di voler intensificare i suoi attacchi in risposta” a queste azioni, ha riferito l’agenzia Reuters, mentre dal Cremlino si sottolinea che il processo di pace è “in sospeso” ma restano aperti canali di contatto con gli Stati Uniti sulla questione ucraina. Il messaggio politico mira a presentare l’ultima ondata di bombardamenti come parte di una strategia più ampia di pressione militare e diplomatica. 


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Resta da vedere se l’Europa ambirà a seguire la strada dell’escalation mentre si approssimano le esercitazioni Baltops-2026 nelle regioni baltiche. Nelle scorse ore Dmitry Medvedev, ha accusato apertamente i leader europei di essere direttamente coinvolti nella guerra, evidenziando che droni e componenti europei sono parte integrante degli attacchi quotidiani che causano vittime civili in Russia.

Ricordiamo che a produrre componenti per i droni Fire Point FP-1/2 utilizzati per la strage di Starobelsk, al primo posto c’è la Fire Point Rocket Technologies (FPRT ApS), una società danese con sede a Vojens (Danimarca), specializzata nella progettazione e produzione di componenti per motori a razzo a propellente solido.

Ricordiamo anche la Quantum Frontline Industries (QFI), nata dall'unione della tedesca Quantum Systems con la ucraina Frontline Robotics nell'ambito del programma "Build with Ukraine" che ha consegnato il primo lotto di droni Linza 3.0 alle forze armate ucraine ad aprile 2026, con un piano produttivo di 10.000 unità l'anno. In parallelo, la joint venture Auterion–Airlogix produce in Germania i droni ad ala fissa Gor X / Delta-Wing, capaci di volare fino a 260 km, con la Bundeswehr che ha già ordinato "migliaia" di unità.

Nel Regno Unito, UkrSpecSystems ha aperto uno stabilimento produttivo vicino alla base aerea di Mildenhall capace di sfornare fino a mille droni al mese, tra cui i ricognitori Shark e gli intercettori Octopus. Sempre in UK, la joint venture Skyeton Prevail Solutions produce il drone multiruolo Raybird, già validato in esercitazioni dell'esercito britannico.

Se dovesse prendere piede la dottrina Karaganov, non è lontano il giorno in cui anche questi siti diventeranno obiettivo di una rappresaglia russa. Peraltro sono già inseriti in una lista del Ministero della Difesa russo.

Tuttavia, le esercitazioni che avvengono nel giardino verde europeo evocano gli scenari peggiori possibile.

Nella metropolitana di Londra, presso la stazione di Charing Cross, si è svolta l’esercitazione di comando “Arrcade Strike”, che ha simulato operazioni militari su larga scala in un contesto di confronto diretto con la Russia, coinvolgendo circa 500 ufficiali britannici, statunitensi e di altri paesi della Nato. L’addestramento, ambientato in uno scenario futuro collocato nel 2030, prevedeva una risposta dell’Alleanza Atlantica a un ipotetico attacco russo contro l’Estonia e gli Stati baltici, in linea con la narrativa di crescente minaccia proveniente da Mosca che domina da giorni il discorso politico-mediatico occidentale.

Per l’occasione il quartier generale è stato allestito sulle ex banchine in disuso della Jubilee Line, 26 metri sotto il livello stradale, proprio per simulare la protezione del comando da missili balistici e attacchi aerei, sfruttando le infrastrutture sotterranee londinesi per ridurre la visibilità e la vulnerabilità del centro decisionale. Il comandante del corpo di rapido intervento della Nato, il generale britannico Mike Elviss, ha illustrato in un videoblog la logica dell’esercitazione, insistendo sul fatto che il comando moderno dovrà operare sempre più “sottoterra”, disperso e con movimenti studiati per rimanere nascosti nello spettro elettromagnetico.

La richiesta di difese aeree di Kiev

In ogni caso, l’attacco di stanotte ha messo in luce la debolezza delle difese ucraine nei confronti dei missili russi più avanzati. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ribadito che l’assistenza statunitense in materia di difesa missilistica è, a suo dire, “assolutamente necessaria”. “L’Europa ha bisogno di una propria difesa antibalistica affinché questa guerra possa finalmente finire. E l’assistenza degli Stati Uniti nella fornitura di missili per i sistemi Patriot è assolutamente necessaria”, ha scritto in un post su X, aggiungendo di contare su “risposte efficaci all’attacco odierno” da parte dei partner.

In una lettera inviata la settimana scorsa al presidente Donald Trump e al Congresso, il leader ucraino ha chiesto esplicitamente un rafforzamento delle difese aeree e degli intercettori, sostenendo che i missili balistici restano il principale vantaggio di Mosca sul campo di battaglia. Kiev denuncia da tempo una cronica carenza di aerei intercettori, mentre la guerra parallela con l’Iran contribuisce a mettere sotto pressione le scorte occidentali di sistemi d’arma e munizionamento avanzati.


Avanzate russe sul fronte orientale

Sul terreno, Mosca rivendica nuovi successi locali nel settore orientale del fronte, in particolare nella regione di Dnipropetrovsk e lungo l’asse che porta a Sloviansk e Kramatorsk. Secondo fonti russe, le forze del gruppo “Centro” hanno preso il controllo del villaggio di Novopidgorodne, che era stato trasformato dagli ucraini in una roccaforte fortificata, e hanno innalzato la bandiera russa nei pressi di edifici pubblici, ampliando la zona di controllo di circa un chilometro nell’area residenziale.

Sempre in Donbass, Mosca sostiene di aver “liberato” Tikhonovka, superando il canale Seversky Donets‑Donbass e creando una testa di ponte sulla sponda occidentale lungo la direttrice verso Sloviansk e Kramatorsk. Da questa posizione, le truppe russe si troverebbero a circa dieci chilometri dai sobborghi orientali di Kramatorsk e a poco più di tredici chilometri dal settore sud‑est di Sloviansk, un’area dove da mesi si registrano intensi combattimenti e ripetuti tentativi di sfondamento.

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