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La Germania compra il 40% di Knds: il riarmo passa dai Leopard

Cresce la conversione dell’industria tedesca dall’auto alla difesa, spinta dal riarmo europeo e dalle spese militari.

Giuseppe Cirillo

La Germania compie un altro passo verso il rafforzamento industriale nel settore della difesa. Lo ha fatto acquisendo una quota del 40% di Knds, il gruppo franco-tedesco che produce alcuni dei principali sistemi terrestri europei, tra cui i carri armati Leopard. 

L’operazione, annunciata dal governo tedesco, punta a garantire un controllo congiunto dell’azienda insieme alla Francia. A confermare l’ingresso dello Stato tedesco nel capitale di Knds è stato il portavoce del governo, Stefan Kornelius, che ha precisato come questa partecipazione servirà a “difendere gli interessi del Paese alla luce dell’importanza strategica dell’impresa”. Anche la ministra dell’Economia tedesca, Katherina Reiche, ha confermato la linea del governo. “In futuro - ha detto Reiche - Germania e Francia decideranno in modo paritario sullo sviluppo di un’azienda di centrale importanza per la capacità di difesa europea”.

Knds è nata nel 2015 dall'unione della tedesca Krauss-Maffei Wegmann (Kmw) e della francese Nexter. Negli ultimi mesi la famiglia Bode-Wegmann, proprietaria di Kmw, aveva annunciato l'intenzione di vendere la propria quota e di portare il gruppo in Borsa, aprendo la strada all'ingresso dello Stato tedesco nell'azienda.

Attualmente la Francia controlla il 50% di Knds, mentre la Germania entrerà con una quota del 40%. L'obiettivo dichiarato dai due governi è arrivare a una partecipazione equilibrata, garantendo a Berlino e Parigi lo stesso peso nelle decisioni strategiche del gruppo.

Per quanto riguarda la compagine francese, Parigi ha fatto sapere che il nuovo accordo consentirà ai due governi di mantenere sia il ruolo di azionisti sia quello di garanti della sicurezza nazionale. Infatti, stando a quanto riferito dall’Eliseo, l’intesa tra le parti prevede un impegno azionario di lungo periodo.

L’accordo apre inoltre la strada a una possibile quotazione in Borsa di Knds nei prossimi mesi. Secondo alcune indiscrezioni riportate da Bloomberg e riprese anche in Italia da Repubblica, l’accordo potrebbe dare l’avvio a una possibile quotazione in Borsa di Knds nei prossimi mesi, attraverso un’operazione che potrebbe attribuire al gruppo una valutazione compresa tra i 15 e i 18 miliardi di euro.

L'ingresso diretto della Germania nel capitale di Knds sembra andare oltre la semplice operazione finanziaria. Stiamo parlando di una scelta che si inserisce in una ben più ampia trasformazione dell'economia tedesca. Negli ultimi anni il tradizionale settore automobilistico, pilastro della crescita dell’intero Paese, ha dovuto affrontare una fase complessa segnata dalla concorrenza cinese, dalla transizione verso l'elettrico e dal rallentamento della domanda globale. Parallelamente, l'aumento delle spese militari in Europa e il nuovo orientamento strategico della NATO stanno favorendo una crescente conversione delle capacità industriali verso il settore della difesa. Insomma, in Germania come in gran parte d’Europa, è sempre più economia di guerra.

Diverse aziende tedesche legate alla filiera automobilistica e a quella manifatturiera stanno già valutando o avviando collaborazioni con l'industria militare, mentre gruppi come Rheinmetall stanno ampliando la produzione per rispondere alla crescente domanda di mezzi, munizioni e sistemi d'arma. È all’interno di questo contesto che Knds è diventata uno degli asset più importanti per la Germania e la Francia, che intendono consolidare la propria leadership nel mercato europeo della difesa in una fase in cui il settore cresce insieme al numero e all’intensificarsi dei conflitti nel mondo. 

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