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| Guerre

Continua la guerra ibrida: Israele bombarda il Libano, Washington colpisce l'isola di Qeshm

Bozza di accordo in frantumi, ultimatum su Libano e Stretto di Hormuz, monarchie del Golfo in rivolta silenziosa contro le basi USA che le trasformano in bersagli

Francesco Ciotti

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Prosegue il conflitto in Iran trascinato fino all’agonia, con Washington oramai vincolata alla catastrofica impasse imposta da Israele.

La trattativa che era in corso, di fatto, ha subito una battuta d'arresto decisiva dopo i ripensamenti dell'amministrazione americana.

"Dopo aver fatto marcia indietro, Donald Trump ha ritrattato le sue dichiarazioni su diverse questioni contenute nella bozza di accordo", ha dichiarato ad Al Jazeera, Mostafa Khoshcheshm, professore all'Università di Scienze Applicate di Teheran ad Al Jazeera. La bozza preliminare prevedeva quattro pilastri: la rimozione del blocco navale, lo sblocco dei beni iraniani congelati, la fine delle ostilità su tutti i fronti — con particolare attenzione al Libano — e l'esenzione dalle sanzioni petrolifere in cambio della riapertura dello Stretto di Hormuz sotto gestione iraniana.

Ma le discussioni si sono incagliate proprio sul dossier libanese. "Teheran ha detto che avrebbe modificato il testo e fatto marcia indietro su alcuni punti, poi è emersa la questione del Libano e gli iraniani hanno bloccato i colloqui", ha spiegato il professore.

L’analisi chirurgica della situazione diplomatica è spietata: Tel-Aviv è in grado di sabotare il processo negoziale e Washington può solo prendere atto del fatto compiuto, salvo inscenare telefonate iraconde di Trump che bacchetterebbe Netanyahu con fare da capobranco. Una sceneggiatura che certamente va bene per Hollywood dove gli americani sono sempre vincitori, un po' meno per risolvere la catastrofe in Medio Oriente.

I canali diplomatici, in ogni caso, non sono del tutto chiusi, ma operano in un clima di sfiducia reciproca: "Ci stiamo scambiando messaggi, ma non sui colloqui. Uno dei messaggi riguardava l'ultimatum iraniano sul Libano e… gli attacchi israeliani su Beirut e Rafah sono cessati, ma continuano ad attaccare il Libano meridionale."

A rendere ancora più esplicita la posizione iraniana è intervenuto Mohsen Rezai, consigliere del Leader Supremo, in un'intervista alla CNN.

"I negoziati sono arrivati a un vicolo cieco e Trump deve uscire da questo vicolo cieco", ha affermato Rezai, indicando la restituzione di 24 miliardi di dollari precedentemente congelati come condizione preliminare. "Se Trump è serio riguardo ai negoziati, 24 miliardi di dollari non sono una somma così grande per l'America. Se vuole raggiungere un accordo con l'Iran, questi 24 miliardi di dollari sono una prova di fiducia che l'Iran desidera avere con Trump. È un test che l'America deve superare e allora la strada sarà aperta. Questi sono i nostri soldi, non i soldi dell'America."

Israele sabota la diplomazia
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