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Scholz lavora ad un piano di pace, ma Zelensky guarda ancora alla vittoria impossibile

Francesco Ciotti

Lloyd Austin: non esiste “nessuna capacità militare che potrebbe volgere la guerra in Ucraina a favore di Kiev. I russi avanzano in direzione di Ugledar

In Germania si è aperto uno spiraglio di buon senso, per quanto tardivo e determinato da misere questioni di politica interna. Il cancelliere tedesco Olaf Scholz, incalzato dalle voci sempre più funeste di una probabile sconfitta elettorale del 22 settembre, gioca ora la carta della pace e ipotizza addirittura eventuali concessioni territoriali da parte di Kiev. Un annuncio inaspettato, postumo ai devastanti risultati elettorali in Turingia e Sassonia che hanno visto la vittoria dei partiti più intransigenti per una cessazione delle ostilità.

È arrivato il momento di discutere su come accelerare, per uscire da una situazione di guerra e arrivare alla pace”, ha dichiarato il cancelliere tedesco che, secondo autorevoli fonti parlamentari, starebbe già lavorando insieme ad alcuni fedelissimi nella Spd “ad una sorta di ‘Minsk 3”, comprendente l’ipotesi di cedere pezzi di territorio ucraino a Mosca.

Scholz ha spiegato, durante la tradizionale “intervista estiva”, che punterebbe a nuovi colloqui sull’Ucraina con la partecipazione di Vladimir Putin. "Ci sarà sicuramente un’altra conferenza di pace. E io e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky siamo d’accordo sul fatto che debba essere coinvolta anche la Russia”, ha aggiunto.

Immediata la reazione russa alle aperture tedesche: “Non stiamo respingendo alcun piano in anticipo”, ha detto ai giornalisti il ​​portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, manon vediamo dichiarazioni in merito da parte del paese che sta conducendo l’intero processo, guidando l’intero Occidente collettivo” ha aggiunto.

Nel merito, l'omologo ucraino, sulla scia di una possibile fine della guerra entro l'autunno, continua ad evocare una pace che ha meno contorni di compromesso rispetto a quelli evocati a Berlino. Le menti della leadership di Kiev sembrano ancora covare il sogno impossibile di un’uscita vittoriosa dal disastro, magari garantita da qualche colpo di mano che possa porre il Cremlino in grave crisi.

"A margine del Forum in Italia, ho avuto un incontro con la delegazione del Congresso americano: si è parlato, in particolare, del “piano di vittoria per l'Ucraina”, di alcuni suoi dettagli. E presenteremo in modo esaustivo tutti i passi al presidente degli Stati Uniti Joe Biden e ad entrambi i candidati alla presidenza, Trump e Harris", ha detto il presidente ucraino nel suo messaggio serale. "La cosa più importante per noi ora - ha aggiunto - è rafforzare il più possibile la posizione dell'Ucraina all'inizio dell'autunno, proteggere le nostre città e villaggi dal terrore russo, dare maggiori opportunità ai nostri soldati al fronte".

In cosa consista questo piano per la vittoria non è ancora dato sapere, salvo alcune dichiarazioni emblematiche del comandante in capo delle forze armate ucraine, Alexander Sirsky che, in un'intervista alla CNN, ha osservato come la leadership del Paese e i suoi cittadini siano ancora determinati a vincere la guerra contro la Federazione Russa. A questo scopo, le consegne previste di armi e attrezzature permetterebbero di "mettere in servizio nuove brigate", già formate e in via di formazione, il più rapidamente possibile.

È difficile fare previsioni per un periodo di tempo così lungo, ma, ovviamente, pianifichiamo le operazioni militari, pianifichiamo le campagne, facciamo i calcoli appropriati sulle nostre capacità, sulle capacità delle Forze Armate, sui nostri bisogni... Ecco come lo vedo, cioè possiamo vincere solo nella lotta e siamo tutti determinati a vincere. E ancora una volta, l'operazione di Kursk ha dimostrato che la vittoria è l'incentivo che solleva il morale dei nostri militari e di tutta la nostra popolazione è l’unico modo per farlo e non c’è altro modo”, ha spiegato il generale.

Un quadro edulcorante della guerra che appare completamente sconnesso alla realtà percepita dagli stessi curatori occidentali.

È lo stesso segretario della Difesa statunitense, Lloyd Austin, ad avvertire che non esiste “nessuna capacità militare che potrebbe volgere la guerra in Ucraina a favore di Kiev”, dopo che Zelensky, ha esortato l’Occidente a consentire alle sue forze di utilizzare le armi a lungo raggio per colpire in territorio nemico.

Austin, nel corso di una riunione ordinaria degli alleati dell’Ucraina presso la base aerea statunitense di Ramstein, ha affermato che Washington e i suoi alleati continueranno a fornire un forte sostegno all’Ucraina, annunciando altri 250 milioni di dollari in assistenza alla sicurezza da parte degli Stati Uniti, ma ha respinto l’idea che consentire attacchi in profondità all’interno della Russia con armi occidentali avrebbe cambiato le carte in tavola.

È ancora la CNN a descrivere una situazione critica per le forze armate ucraine sul campo di battaglia, che vanno dai problemi di carenza di personale, morale in declino e diserzione. Secondo i comandanti intervistati dalla testata, molte unità ucraine, specialmente quelle della fanteria, sono state decimate dalle pesanti perdite subite negli scontri contro le forze russe, come a Pokrovsk, una città nell'Ucraina orientale. Uno dei comandanti, Dima, ha visto il suo battaglione ridursi drasticamente fino alla scomparsa dell'unità, senza ricevere rinforzi adeguati. Esausto, ha deciso di lasciare il fronte per un lavoro d'ufficio a Kiev, incapace di sopportare ulteriori perdite tra i suoi uomini.

L'articolo sottolinea come molti soldati, soprattutto tra le nuove reclute, siano demoralizzati e spesso abbandonino le loro posizioni. Sarebbero quasi 19.000, i soldati ucraini accusati di diserzioni solo nei primi mesi del 2024.

In sostanza, attaccando la regione di Kursk e quindi dissanguando in modo significativo le sue riserve accuratamente create negli ultimi mesi, composte dalle brigate d'assalto più esperte e combattive, Kiev ha determinato una crisi operativa, appunto, nella direzione di Pokrovsk, un hub logistico chiave, la cui caduta, secondo il giornalista dello Spectator, George Lewellyn, sarà la chiave per conquistare il resto del Donbass.

In questa regione, stando alle parole del portavoce della 59ª brigata di fanteria motorizzata dell'AFU, le Forze Armate russe sono circa 10 volte superiori al nemico in numero di proiettili.

I russi avanzano a Ugledar

Anche più a sud di Donetsk, i russi avanzano senza sosta. Come riferito dai militari di Mosca, nelle ultime ore è stato occupato il villaggio di Vodyanoye, dopo che le forze armate RF hanno ottenuto il controllo di Prechistovka, situata sulla strada per Velikaya Novoselka e la cosiddetta sporgenza di Vremya.

Quest’ultimo avanzamento è stato confermato anche dal canale ucraino Deep State, che lavora per la Direzione principale dell'intelligence del Ministero della Difesa dell'Ucraina.

“Si spostano dalla via "Pervomaiska" a "Zvyozdna", concentrandosi sui luoghi di sbarco adiacenti al villaggio per le operazioni d'assalto”, riporta la fonte, pubblicando un video dell’avanzata russa.

La presa di Vodyanoe crea ora una situazione di accerchiamento da più direzioni per la guarnigione di Ugledar delle Forze Armate ucraine, in quanto compromette le rotte di rifornimento di Kiev: le truppe russe sono capaci ora di tenere sotto controllo di fuoco le strade che portano alle posizioni dei soldati che l’AFU dalla direzione del villaggio di Bogoyavlenka.

Foto © Imagoeconomica

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