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Prendere le distanze  da Israele e sionismo: nasce la campagna ‘Spazio libero da apartheid e genocidio’ in Uruguay

Jean Georges Almendras

Circa 30 organizzazioni hanno firmato un documento, tra cui Voces Insurgentes (OV): un impegno totale nel 78° anniversario della Nakba

Sotto il segno di una resistenza compatta, e in una solidarietà inconfondibile e inequivocabile con il popolo palestinese, in un clima di rigoroso impegno, si è svolto al piano superiore della sede della FUCVAM di Montevideo il lancio della campagna “Espacios Libres de Apartheid y Genocidio en Uruguay” (Spazi Liberi da Apartheid e Genocidio in Uruguay) (ELAG); accompagnata da María Landi, nota attivista. La voce di Sonia Bongiovanni, referente di Voces Insurgentes, ha risuonato nella sala inaugurando la dinamica di un incontro nell’ambito del 78° anniversario della Nakba palestinese, la cui manifestazione conclusiva si è svolta quello stesso pomeriggio con una mobilitazione moltitudinaria presso la spianata municipale di Montevideo, preceduta da una manifestazione lungo l’avenida 18 de Julio.

“Questa campagna, lanciata dal BDS della Palestina, dalla società palestinese, dalla lotta palestinese, e successivamente diffusa in tutto il mondo nel 2022, è arrivata anche in America Latina. Oggi diversi Paesi sudamericani hanno aderito a questa campagna per rompere ogni tipo di legame con Israele, con il sionismo, con questo genocidio; perfino la Corte Internazionale di Giustizia incoraggia tutte le organizzazioni, tutta la comunità internazionale e tutti gli Stati a prendere le distanze, a interrompere qualsiasi rapporto. Per questo oggi siamo qui. Invitiamo anche la stampa a prendere le distanze dal sionismo; invitiamo tutta la comunità uruguaiana e la comunità internazionale a essere radicalmente contrarie a un genocidio che continua a voler sterminare la popolazione palestinese, in Palestina e nel mondo intero”, ha sottolineato Bongiovanni.

María Landi, giornalista uruguaiana e nota attivista per i Diritti Umani e a favore della causa del popolo palestinese, ha proseguito sulla linea di Sonia Bongiovanni, dichiarando: “Faremo questo annuncio pubblico collettivo, che non è soltanto un gesto di solidarietà simbolica, ma un impegno effettivo e concreto, che va oltre una semplice espressione di solidarietà; è un impegno a non mantenere, a evitare o a rompere qualsiasi tipo di legame con il regime israeliano, con le istituzioni che lo rappresentano, lo difendono o ne sono complici, perché comprendiamo che tutti questi legami costituiscono complicità e contribuiscono a sostenere quel regime e gli orrendi crimini che Israele sta commettendo contro la popolazione palestinese, ma anche contro la popolazione del Libano, della Siria e dell’Iran, e che continua a espandersi attraverso il progetto della Grande Israele, colpendo anche la nostra America Latina nella sua stretta alleanza con l’imperialismo. Diciamo sempre che ciò che è accaduto in Venezuela il 3 gennaio non sarebbe successo senza due anni e mezzo di impunità genocida israeliana e statunitense a Gaza. Perché questo genocidio non solo gode dell’appoggio dell’Unione Europea, degli Stati Uniti e di tutti gli Stati che collaborano con Israele; soprattutto sul piano militare essi sono coautori del genocidio, più che complici; e i Paesi che mantengono relazioni di normalità con quel regime sono complici”. “Il boicottaggio è la prima lotta sociale per combattere contro il sionismo, ed è ciò che la popolazione palestinese ci chiede dal 1948 e anche dopo”, ha aggiunto Sonia Bongiovanni.

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 “Evitare i legami: ciascuno analizzi il proprio ambito”

Una domanda giornalistica durante la conferenza ha riguardato il significato della dichiarazione di spazio libero da Apartheid e Genocidio. María Landi ha risposto: “Abbiamo detto evitare i legami. L’importante è che ciascuno analizzi il proprio spazio di partecipazione, di militanza, di lavoro; che ciascuno indaghi e analizzi se esistano legami, che talvolta possono essere di tipo imprenditoriale o culturale. Ognuno deve riflettere sul proprio ambito di azione e vedere quale tipo di rapporti ci sia”. 
Subito dopo, Landi ha illustrato due esempi concreti a Montevideo; uno di essi legato a decisioni sindacali: al PIT-CNT, la centrale sindacale uruguaiana, l’AFUR, il sindacato del personale amministrativo dell’Università della Repubblica, insiste e chiede di interrompere definitivamente ogni rapporto con una centrale sindacale israeliana che, in realtà, fa parte di un apparato che ha assunto il compito della colonizzazione sionista della Palestina; l’altro esempio si è verificato presso la Facoltà di Scienze Umane, quando il sindacato studentesco e il Consiglio della Facoltà di Scienze dell’Educazione hanno approvato all’unanimità una risoluzione per chiedere all’UDELAR di rescindere definitivamente l’accordo firmato nel 1985 con l’Università di Tel Aviv.
“Questi esempi sono concreti e molto importanti; lo si vede anche negli scambi culturali, scientifici e sportivi, negli inviti a viaggi in Israele. E non parliamo del sindacato dei giornalisti. Voi sapete meglio di noi tutti gli impegni che derivano dai viaggi pagati offerti ai giornalisti e alle imprese”, ha aggiunto Landi.

Accordi che lo Stato intrattiene con organizzazioni sioniste

María Landi ha aggiunto un’informazione particolarmente interessante riferendosi allo Stato uruguaiano: “Esistono anche situazioni molto complesse, come gli accordi che lo Stato mantiene con organizzazioni sioniste locali, regionali e nazionali, che stanno difendendo, giustificando o negando il genocidio; un genocidio riconosciuto da organismi dell’ONU, dalle principali organizzazioni internazionali per i diritti umani e dall’Associazione Internazionale degli Esperti di Genocidio, con oltre 500 professionisti che hanno firmato una dichiarazione riconoscendolo. Vi sono istituzioni che stanno negando il genocidio, e queste istituzioni hanno accordi con l’INAU e con l’Istituto per i Diritti Umani dell’Uruguay, uno dei cui membri si è dedicato a negare il genocidio e a difendere le azioni dello Stato di Israele, promuovendo un accordo insieme al Congresso Ebraico Latinoamericano, un’organizzazione sionista, per monitorare l’avanzata dell’antisemitismo in Uruguay. E sappiamo bene dove conducono tutte queste iniziative; servono a mettere a tacere e a criminalizzare le critiche legittime e legali alle politiche dello Stato di Israele”.

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ADM: Cosa dite della visita del Presidente Orsi alla portaerei degli Stati Uniti?

Alla domanda ha risposto María Landi: “Dovremmo esprimerci anche su molte altre questioni riguardanti l’Uruguay. Noi, che militiamo nella solidarietà con il popolo palestinese, sappiamo molto bene che esistono linee rosse che non devono mai essere oltrepassate. Questa è chiaramente una linea rossa, perché non si tratta soltanto del fatto che diciamo sempre che l’imperialismo sia alleato di Israele; lo Stato di Israele, nella sua breve storia, ha sempre cercato di allearsi con l’impero dominante per trarne vantaggio, protezione e sostegno. Abbiamo detto che gli Stati Uniti sono corresponsabili del genocidio perché senza la loro partecipazione non sarebbero stati possibili questi due anni e mezzo di genocidio trasmesso in diretta televisiva. Da questo punto di vista, ovviamente, ciò che ha fatto Orsi è inaccettabile, così come molti altri atteggiamenti o silenzi”.

A questo Sonia Bongiovanni ha aggiunto: “Sappiamo che durante il Piano Condor il sionismo e Israele addestrarono militari torturatori delle dittature. Vi fu una totale complicità da parte del sionismo e di Israele. Respingiamo totalmente questa complicità dei governi internazionali e degli Stati Uniti con Israele”.

Sonia Bongiovanni: “Gridiamo forte: mai antisemiti, sempre antisionisti”

Nel corso della conferenza stampa è emerso il tema dell’antisemitismo come narrazione imposta dal sionismo. È stata Bongiovanni a prendere la parola: “Oggi gridiamo più forte che mai: mai antisemiti, sempre antisionisti. È incredibile come Israele voglia cambiare il discorso; come voglia ipocritamente, fin dalla propria nascita, utilizzare il genocidio ebraico per giustificare la propria esistenza e le proprie azioni naziste, perché Israele è il primo organismo nazista del mondo. È incredibile che, dopo un genocidio, dobbiamo ancora continuare a chiarire la questione dell’antisemitismo; non si tratta di antisemitismo. È assurdo che dobbiamo continuare a giustificare e spiegare il nostro sostegno al popolo palestinese e a tutti i popoli del mondo”.

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María Landi: “Assistiamo a un’offensiva per modificare la legislazione uruguaiana”

Con toni molto duri rivolti al governo uruguaiano, Landi ha spiegato che si starebbe tentando di modificare la legislazione per criminalizzare coloro che assumano posizioni considerate antisemite. “Stiamo assistendo a un’offensiva volta a modificare la legislazione uruguaiana per criminalizzare persone, collettivi, comportamenti e azioni interpretati come antisemitismo. Esiste una proposta di due parlamentari del Partito Colorado per criminalizzare qualsiasi comportamento o azione di critica allo Stato di Israele, alle sue politiche criminali e di solidarietà con la lotta legittima e legale del popolo palestinese. Questo è un altro compito che dovremo affrontare, perché oltre a questa iniziativa vi è anche quella di creare una commissione parlamentare per studiare tale aspetto. Tutto questo sta arrivando e, se non lo fermeremo, finiremo come in Argentina”. Infine Landi ha concluso: “Il quadro giuridico di questa Campagna e di questa linea di lavoro è il Diritto Internazionale e sono le risoluzioni dell’ONU. Ciò che stiamo esortando a fare è ciò che i governi non vogliono fare e non stanno facendo, incluso il governo uruguaiano: rispettare i mandati della Corte Internazionale di Giustizia e del massimo organo dell’ONU, che per ben tre volte ha stabilito che il regime israeliano di occupazione, colonizzazione e apartheid imposto contro il popolo palestinese è illegale e deve essere smantellato; deve essere fermato e gli Stati hanno l’obbligo di adottare misure per non sostenere, assistere o mantenere rapporti che contribuiscano alla prosecuzione di quel sistema di apartheid, di quel genocidio e di quel regime di oppressione”.

La Dichiarazione nel Lancio della Campagna

“Maggio è il Mese della Memoria ed è anche il mese della Nakba palestinese. Il 15 maggio 1948 lo Stato di Israele si è insediato sulle rovine della Palestina e da 78 anni occupa, colonizza, espelle dalla propria terra, deruba e annienta il popolo palestinese che, tuttavia, non ha mai smesso di resistere”.
“Israele viola da otto decenni il diritto internazionale e innumerevoli risoluzioni dell’ONU in totale impunità. Tale impunità gli consente di continuare a espandere la propria aggressione non soltanto contro il popolo palestinese, ma anche contro altri popoli della regione, come Libano, Siria, Iran e oltre, con l’appoggio incondizionato delle potenze occidentali e la complicità di tutti i governi che non sanzionano tali crimini”.
“Esperti ed esperte di genocidio, le principali organizzazioni internazionali per i diritti umani e lo stesso Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU hanno riconosciuto che Israele sta commettendo un genocidio in Palestina. E anche che impone un sistema di apartheid contro il popolo palestinese in tutto il territorio sotto il suo controllo. Lo ha affermato persino la Corte Internazionale di Giustizia nel 2024. E la Corte Penale Internazionale ha emesso mandati di arresto contro i dirigenti israeliani. Da due anni e mezzo assistiamo al primo genocidio della storia trasmesso in diretta. Gli orrendi crimini commessi dal regime israeliano a Gaza colpiscono la coscienza dell’umanità. Per questo i popoli del mondo si sollevano per dire: Basta!”
“Ispirandoci alla lotta che pose fine all’apartheid in Sudafrica, oggi più di 30 organizzazioni sociali e politiche abbiamo deciso di aderire a questa campagna palestinese e globale e di dichiararci Spazi Liberi da Apartheid e Genocidio (ELAG) fino a quando Israele non rispetterà il diritto internazionale e le risoluzioni dell’ONU che le impongono di rispettare tutti i diritti umani e collettivi del popolo palestinese, a cominciare dal diritto all’autodeterminazione riconosciuto dall’ONU”.
“Per tutto quanto esposto: Affermiamo il nostro impegno per la libertà, la giustizia e l’uguaglianza del popolo palestinese e di tutte le persone e i popoli del mondo. Ci opponiamo a ogni forma di razzismo, suprematismo, discriminazione e oppressione. Ci dichiariamo comunità libere dall’apartheid e dal genocidio israeliano.
E ci impegniamo a evitare rapporti con istituzioni o imprese israeliane o complici e a unirci nel lavoro per porre fine a ogni forma di sostegno al regime israeliano di colonialismo, insediamento, occupazione militare, apartheid e genocidio. 
Esortiamo organizzazioni sociali e politiche, imprese, sindacati, cooperative, istituzioni culturali, sportive, accademiche e artistiche ad aderire a questa campagna e a dichiararsi ELAG”. “Esortiamo inoltre a marciare oggi, 15 maggio, alle ore 18:30, dalla spianata dell’Intendenza di Montevideo, in solidarietà con il popolo palestinese. Ci vediamo nelle strade!”. 

I firmatari della dichiarazione


Adá Yú Huerta Comunitaria, Paysandú; Agremiación Federal de Funcionarios de la Universidad de la República; Agrupación de Mujeres y Disidencias Pan y Rosas; Alter Ediciones; Asociación Cultural Uruguay-Armenia (ASCUA); Banda Irrintzi; BDS Uruguay-Espacios Libres de Apartheid; Brigada China María, Paysandú; Casa Marx Montevideo; Charrúa Antifascista; Cirqueras Feministas Uruguay; Consejo de la Nación Charrúa; Coordinadora de Feminismos; Coordinadora de Jubilados y Pensionistas del Uruguay; CX 36 Radio Centenario; Defensa del Agua Uruguay; Diario La Juventud; Federación Uruguaya de Cooperativas de Vivienda por Ayuda Mutua; Fogones de la Memoria; Frente de Lucha Ambiental Delia Villalba; Fundación Vivián Trías; Hermandad Pro Derechos Uruguay; Judíxs contra el Genocidio Palestino; Juventud Socialista; La Izquierda Diario Uruguay; La Senda; Mentirosa Editorial; Movimiento 26 de Marzo; Movimiento Nacional en Defensa de la Seguridad Social; Our Voice Voces Insurgentes; Partido por la Victoria del Pueblo, Frente Amplio; Partido Socialista, Frente Amplio; Paysandú por un Uruguay Soberano – UPM 2 NO; Plenaria Memoria y Justicia; Radio Comunitaria Alternativa FM; Reactiva Contenidos; Sindicato Único de Automóviles con Taxímetro y Telefonistas; Sindicato Único Nacional de Trabajadores del Mar y Afines; Unidad Popular; Red de Ollas al Sur: Colectiva en la Olla, La Huertolla del Barrio, Merendero Cooperativo Las Bóvedas, Olla Palermo, Olla Popular Cala, Olla Popular Ciudad Vieja.

*Foto di copertina e altre immagini: Antimafia Dos Mil e Loreley Latierro.