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Maxi-blitz globale contro la tratta di esseri umani: oltre mille arresti in tutto il mondo

AMDuemila

Una colossale operazione di polizia internazionale ha inferto un durissimo colpo alle reti transcontinentali dedite al traffico di esseri umani. Le forze dell'ordine di 59 nazioni, supportate in modo continuativo dalle principali agenzie di sicurezza, hanno unito le forze per smantellare i network criminali che traggono profitto dallo sfruttamento sessuale, dalla criminalità forzata e dall'accattonaggio coatto.
Il successo dell'azione sul campo è stato preceduto da un'accurata pianificazione nel cyberspazio. Tra il 19 e il 20 maggio 2026, si è svolto un "hackathon" telematico a cui hanno aderito 32 paesi. Questa iniziativa preparatoria, realizzata con l'assistenza di Europol e Interpol, mirava a contrastare l'uso pervasivo del web e dei canali social da parte dei trafficanti, i quali sfruttano la rete per agganciare, promuovere e controllare le proprie vittime. L'attività digitale ha permesso di identificare preventivamente 252 potenziali vittime e 80 presunti sfruttatori, determinando l'apertura di 19 nuove indagini di carattere internazionale. 

Successivamente, la fase operativa sul campo si è concentrata in una finestra temporale compresa tra l'8 e il 12 giugno 2026. Per gestire l'enorme flusso di informazioni e sincronizzare le irruzioni, sono stati attivati due poli strategici intercontinentali. Il primo, con sede a Skopje nella Macedonia del Nord, ha supervisionato le attività in Europa, Asia e Africa. Il secondo, curato da Ameripol a Rio de Janeiro in Brasile, ha gestito le operazioni nel quadrante americano. Europol ha presidiato entrambe le sale operative inviandovi i propri esperti settoriali per incrociare i dati in tempo reale con gli archivi centrali dell'agenzia.
L'intera architettura dell'iniziativa, denominata in codice "Operazione Global Chain”, si è sviluppata sotto l'egida di Empact (la Piattaforma multidisciplinare europea contro le minacce criminali), con la guida operativa dell'Austria e la co-leadership della Romania.


europol tratta esseri umani


Il finanziamento è stato garantito da Frontex e dal progetto europeo EU4FAST, mirato al contrasto del traffico di migranti e della tratta nei Balcani occidentali. Per la prima volta, ha preso parte alle attività anche il Federal Bureau of Investigation degli Stati Uniti, mettendo a disposizione competenze specifiche nel tracciamento dei flussi di denaro illecito e nell'identificazione delle vittime. Fondamentale anche l'apporto di Interpol, che ha consentito l'accesso ai propri database: gli Stati partecipanti hanno emesso 17 avvisi Interpol, riscontrando 20 riscontri positivi (hits). Al finanziamento del dispiegamento degli agenti dell'America Latina ha provveduto inoltre El Paccto, mentre Ameripol ha rinnovato per la seconda volta il suo supporto attivo.

Questo sforzo congiunto ha portato all'arresto di 1024 sospettati, di cui 334 specificamente incriminati per il reato di tratta di esseri umani e 690 per altre fattispecie delittuose. Le indagini collaterali hanno consentito di individuare ulteriori 201 indagati e di dare inizio a 465 nuove indagini, oltre a rilevare 80 casi di frode documentale.

Il totale delle vittime e potenziali vittime rintracciate ammonta a 2 070 individui, suddivisi in 1 908 adulti e 162 minori. La provenienza geografica dei soggetti vulnerabili si concentra prevalentemente in 45 nazioni, con una forte incidenza da Colombia, Argentina, Venezuela, Nepal e Moldavia. L'analisi dei dati evidenzia che la stragrande maggioranza delle vittime adulte è composta da donne. Tra i maggiorenni, il 64,2% è stato ridotto in schiavitù per sfruttamento sessuale, il 20,9% per criminalità forzata, l'11,3% per lavoro forzato, l'1,5% per accattonaggio forzato e il 2,1% per altre tipologie. Lo scenario si fa ancora più drammatico per le vittime di età minorile: l'86,4% di loro subisce uno sfruttamento di tipo sessuale, il 6,2% il lavoro forzato, il 3% l'accattonaggio forzato, circa lo 0,6% attività criminali forzate come il borseggio e il 3,8% ulteriori forme di abuso. Gli inquirenti hanno evidenziato la complessità nel proteggere questi minori, poiché frequentemente lo sfruttamento avviene all'interno del nucleo familiare stesso.

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