''Liberterra III'', op. storica dell'Interpol: 3.744 arresti per traffico di esseri umani

L’operazione Liberterra III, svoltasi dal 10 al 21 novembre 2025, ha portato all’arresto di 3.744 sospettati, tra cui oltre 1.800 per reati di tratta di esseri umani e contrabbando di migranti, secondo le prime segnalazioni dei Paesi partecipanti.
Nel corso dell’operazione le forze dell’ordine hanno impiegato oltre 14.000 agenti, effettuando sorveglianza in punti caldi, raid mirati e controlli rafforzati alle frontiere. Le autorità hanno avviato più di 720 nuove indagini, molte delle quali ancora in corso.
Il segretario generale di Interpol Valdecy Urquiza ha dichiarato che “il livello di azione repressiva evidenzia una forte cooperazione, ma altrettanto importanti sono le tendenze più ampie emerse. Le reti criminali stanno evolvendo, sfruttando nuove rotte, piattaforme digitali e popolazioni vulnerabili. Identificare questi schemi permette alle forze dell’ordine di anticipare le minacce, interrompere le reti prima e proteggere meglio le vittime".
Per supportare i controlli in tempo reale sui database Interpol, lo scambio di intelligence e l’emissione di Notices Interpol, sono state istituite quattro unità di coordinamento operative in Algeria, El Salvador, Lao PDR e Regno Unito. L’operazione Liberterra III ha inoltre beneficiato di un’ampia collaborazione con organizzazioni partner, autorità nazionali e ong.
Truffe legate alla tratta: un modello criminale autosufficiente
Le autorità hanno condotto diverse azioni contro presunti centri di truffe in Asia, in particolare in Myanmar, dove un singolo raid ha scoperto circa 450 lavoratori in un compound. Sono stati sequestrati dispositivi elettronici legati all’attività di truffe, tra cui 18.800 telefoni cellulari e oltre 300 computer. Gli sforzi si sono concentrati anche sullo screening e la repatriazione di centinaia di potenziali vittime di tratta da azioni precedenti, tra cui un gruppo di 125 cittadini indiani. In Africa, le autorità di Benin, Burkina Faso, Congo, Côte d’Ivoire, Ghana, Senegal e Sierra Leone hanno riferito azioni estese contro reti di tratta di tipo piramidale, con il salvataggio di oltre 200 vittime e lo smantellamento di molteplici centri di reclutamento e sfruttamento. Questi schemi, tipici dell’Africa centrale e occidentale, prevedono il reclutamento di vittime con false promesse di lavoro all’estero, l’addebito di elevatissime “tariffe di reclutamento” e poi l’obbligo di reclutare amici o familiari in cambio di condizioni migliori.
Storie dietro i numeri
Dietro i risultati operativi ci sono migliaia di storie individuali di sofferenza e resilienza, tra cui bambini impiegati in una fabbrica di vetri in Belize, una bambina venduta a un uomo di 73 anni in El Salvador e un bambino di otto anni rapito per la rimozione di organi in Mozambico. Il sostegno a ogni vittima è stato una priorità operativa chiave: le persone identificate sono state poste sotto la tutela protettiva di servizi medici e sociali o di ong, secondo le necessità.
In Spagna le autorità hanno smantellato una rete criminale che trafficava donne per sfruttamento sessuale attraverso centri estetici e massaggi a Barcellona e Marbella, individuando 21 vittime. Le donne, in prevalenza di origine colombiana, erano sottoposte a sorveglianza costante, abusi e obbligate a ripagare debiti di 6.000 euro (7.000 dollari) attraverso la prostituzione. Negli stessi locali avveniva anche la vendita di droga. In Costa Rica le autorità hanno arrestato un uomo noto come “El Gordo”, accusato di costringere ragazze minorenni di un istituto tecnico a registrare video espliciti. È stato arrestato anche il partner del sospettato, un’insegnante della stessa istituzione, ritenuta responsabile di avergli facilitato l’accesso per reclutare ulteriori vittime.
Le autorità kazake hanno individuato un modus operandi in cui le reti di tratta mascheravano le attività come servizio taxi. I gruppi usavano violenza e intimidazione per costringere le vittime alla prostituzione in più saune. La polizia ha sequestrato contanti, armi, carte bancarie e diversi veicoli, scoprendo anche uno schema di riciclaggio usato per acquistare immobili e beni.
Le autorità in Mali hanno individuato 47 donne nigeriane trafficate nel Paese per sfruttamento sessuale.
La polizia scozzese ha tutelato una cittadina romena trafficata nel Regno Unito con false promesse di lavoro e sottoposta a sfruttamento sessuale. Trasportata attraverso l’Europa e poi portata in Scozia via traghetto, i suoi documenti di identità le sono stati trattenuti una volta arrivata a Dundee.
Profitti enormi, rotte pericolose
Le autorità hanno intercettato diverse partenze marittime ad alto rischio con grandi gruppi di migranti su imbarcazioni sovraffollate e con attrezzature di sicurezza minime. Una sola intercettazione ha coinvolto 245 migranti partiti dal Senegal, con ulteriori casi registrati al largo delle coste di Guinea-Bissau, Marocco e Algeria.
Sulla base di intelligence, le autorità algerine hanno intercettato un grande gommone con 71 persone di varie nazionalità, tra cui sette minori. Tre individui sono sospettati di essere i facilitatori. Sono stati sequestrati apparecchiature di comunicazione, contanti e telefoni cellulari; le indagini proseguono per smantellare la rete più ampia e il suo finanziamento.
In Brasile le autorità hanno smantellato una rete transnazionale di contrabbando di migranti collegata a Pakistan, Afghanistan, Messico e Stati Uniti, arrestando il principale sospettato, imponendo restrizioni di viaggio e congelando beni per 5,94 milioni di reais (1,1 milioni di dollari), tra cui immobili, veicoli, imbarcazioni, aeromobili e criptovalute.
Mentre fermavano veicoli al confine con la Moldavia, gli agenti romeni hanno scannerizzato un camion in entrata dichiarato carico di parti metalliche. La scansione ha però rivelato armi militari nascoste, tra cui lanciarazzi, lanciagranate, munizioni e componenti di droni da combattimento. Due individui sono stati fermati in Moldavia, mentre l’autista è stato trattenuto in Romania. Sebbene il caso non sia direttamente collegato a reati migratori, evidenzia come le stesse rotte siano sfruttate per diverse forme di contrabbando.
In Perù le autorità hanno smantellato “Los Zorritos del Norte”, un gruppo criminale sospettato di aver contrabbandato 30 migranti venezuelani, tra cui sei minori, verso il Cile. Gli arresti sono derivati dalla cooperazione con un’azienda di autolinee, a dimostrazione dell’importanza di sensibilizzare il settore privato.
Nel Regno Unito le autorità hanno proseguito con successo un programma con il settore logistico, dispiegando agenti nelle aree di sosta per coinvolgere gli autisti di camion, identificare rischi, raccogliere intelligence e promuovere segnalazioni anonime.
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