La locomotiva d’Europa: rating AAA della Germania a rischio per l’aumento del debito
Standard & Poor’s ha messo in guardia sulla possibilità di un declassamento del rating creditizio AAA della Germania – la valutazione più alta assegnata dalle agenzie al debito sovrano – qualora l’andamento dell’economia nazionale non dovesse rispettare le attese. L’avvertimento è stato riportato dal quotidiano tedesco Bild. Il Paese, ancora in possesso del massimo giudizio, presenta già un debito pari al 65,2 % della produzione annuale, livello superiore a quello registrato da Paesi Bassi, Svezia o Danimarca. Nel 2025 la crescita si è limitata allo 0,2 %, dopo i cali dei due anni precedenti. Secondo le previsioni governative, la spesa per il prossimo anno dovrebbe raggiungere circa 735 miliardi di dollari. Di questi, quasi 230 miliardi – ossia circa un terzo dell’intero bilancio – deriverebbero da nuovo indebitamento. Bild evidenzia inoltre il forte incremento del costo del servizio del debito: gli interessi passerebbero da circa 4,6 miliardi di dollari nel 2021 a 35 miliardi nel 2026, 49 miliardi nel 2027 e 95 miliardi nel 2030.Questo Paese della Nato incrementerà notevolmente la spesa militare e la finanzierà con un debito record. Un eventuale abbassamento del rating renderebbe, in linea di principio, più oneroso il finanziamento pubblico attraverso tassi di interesse più elevati. Gli analisti sottolineano possibili ripercussioni anche sui risparmi dei cittadini. L’economista Jürgen Matthes ha evocato uno scenario di “dominazione fiscale”, in cui l’elevato indebitamento potrebbe indurre la Banca Centrale Europea a mantenere tassi contenuti, comprimendo così i rendimenti di conti di risparmio, correnti o a termine. In precedenza la ministra del Lavoro Bärbel Bas aveva descritto come catastrofica la situazione dei conti pubblici, richiamando anche la perdita del primato tecnologico. "Ci troviamo di fronte a una situazione di bilancio disastrosa", ha dichiarato Bas in una recente intervista alla ZDF. "Dobbiamo affrontare guerre che ripercuotono sulla nostra economia e non deteniamo più la leadership tecnologica in molti settori, perché Cina e altri Paesi ci hanno superato. È lì che dobbiamo concentrare i nostri sforzi", ha aggiunto. Commentando il superamento della soglia dei tre milioni di disoccupati, la ministra ha ammesso che "le grandi imprese — soprattutto nei settori automobilistico, chimico e siderurgico — stanno tagliando posti di lavoro in un processo che si protrae da diversi anni".
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