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Jeffrey Epstein a Saint-Tropez: cosa emerge dai file sulla sua rete in Costa Azzurra

Documenti e testimonianze ricostruiscono la rete di Epstein a Saint-Tropez e il ruolo del mondo delle modelle

AMDuemila

Le immagini che riguardano il caso Jeffrey Epstein sono migliaia e, per la maggior parte, sembrano voler raccontare qualcosa che qualcuno vorrebbe che rimanesse un mistero. Ma a volte ci sono particolari rappresentati in questi scatti che fanno riaffiorare qualcosa e lo portano alla luce. È il caso di alcune immagini finite nei file Epstein che sembrano semplici fotografie estive che raccontano di una vacanza in Costa Azzurra. In alcune di queste immagini si vede un porto, con il campanile che compare sopra le facciate colorate. In un’altra fotografia, invece, compare un cartello blu e bianco con un indirizzo: Place aux Herbes. Siamo a Saint-Tropez e l’estate è quella del 2002, con Jeffrey Epstein che si trova lì insieme a Ghislaine Maxwell, la sua ex compagna e principale collaboratrice, successivamente condannata negli Stati Uniti per il ruolo avuto nel reclutamento di ragazze minorenni. È in quel periodo che i due soggiornano in una villa chiamata “Mirage”, affittata per circa 100 mila euro a settimana.  

Tuttavia, il punto interessante è che, leggendo i documenti emersi sul caso Epstein, si capisce come Saint-Tropez non fosse per il finanziere americano semplicemente un posto dove trascorrere le vacanze. Secondo una ricostruzione pubblicata da Le Monde sulla base dei documenti americani e delle indagini francesi, la Costa Azzurra sarebbe stata anche uno dei luoghi utilizzati dalla sua rete per avvicinare e reclutare giovani donne. In altre parole, Saint-Tropez avrebbe avuto per Epstein una funzione simile, o almeno in parte, a quella di altri luoghi che frequentava abitualmente: New York, Parigi e la sua isola privata nei Caraibi. Con l’unica differenza che qui Epstein poteva muoversi in uno degli ambienti più esclusivi del Vecchio Continente; ambienti fatti di feste, yacht, ville private, modelle, celebrità e persone molto, molto ricche. Lo stesso contesto in cui contattare ragazze, anche molto giovani, poteva non essere molto visibile, qualcosa che non attirava particolarmente l’attenzione. 

A questo bisogna aggiungere che dai file Epstein emerge che il suo nome compare non solo in relazione a feste ed eventi esclusivi, ma anche in diversi contatti con agenti immobiliari. Sembra infatti che Epstein cercasse ville da affittare per cifre enormi e, con il passare degli anni, iniziò anche a valutare l’acquisto di una proprietà. Tanto che a un certo punto sembra che Epstein stesse valutando la possibilità di acquistare una proprietà in Costa Azzurra per trasferirsi. In uno scambio di email con un agente immobiliare indicò un budget compreso tra 30 e 70 milioni e spiegò che cercava una casa vicina al mare, ma protetta dal vento. Poi aggiunse una frase piuttosto particolare: “La casa deve cantare”. 

Oltretutto, questa ricerca diventa ancora più interessante se si guarda al momento in cui avviene: un periodo in cui la situazione giudiziaria di Epstein negli Stati Uniti stava tornando a complicarsi e la Francia avrebbe potuto rappresentare per lui una possibile nuova base.

Per capire, però, perché Saint-Tropez fosse importante nella rete di Epstein bisogna parlare di Jean-Luc Brunel. Brunel era uno dei nomi più conosciuti nel mondo francese delle agenzie di modelle ed era stato direttore della Karin Models. Secondo un documento redatto nel dicembre 2020 dagli investigatori dell’Ufficio centrale francese per la repressione delle violenze contro le persone, l’OCRVP, Brunel sarebbe stato uno dei principali reclutatori di Epstein in Francia.

Il rapporto tra Brunel, le modelle e Saint-Tropez era noto da tempo. Il giornalista Michael Gross, nel libro Model: The Ugly Business of Beautiful Women, aveva raccontato che Brunel portava durante i fine settimana ragazze della sua agenzia proprio a Saint-Tropez. Si tratta di un elemento importante perché permette di comprendere il meccanismo che avrebbe consentito alla rete di Epstein di entrare in contatto con ragazze molto giovani, alcune delle quali arrivate sulla Costa Azzurra con la speranza di lavorare nella moda, nel cinema o nella televisione. 

Una donna francese che ha raccontato a Le Monde di essere stata vittima di Epstein e di essere stata reclutata proprio sulla Costa Azzurra descrive la Saint-Tropez di quegli anni come un “crocevia di incontri improbabili”, dove mondanità, relazioni, prostituzione e abusi potevano mescolarsi. Molte ragazze arrivavano lì inseguendo un sogno. Volevano diventare modelle, attrici o lavorare in televisione. Ed era proprio quella speranza, secondo le testimonianze raccolte negli anni, a poter diventare uno strumento per avvicinarle.

Il 6 luglio 2019 Jeffrey Epstein venne arrestato negli Stati Uniti con l’accusa di traffico sessuale di minorenni. Poco più di un mese dopo, il 10 agosto, venne trovato morto nella sua cella nel Metropolitan Correctional Center di New York. La sua morte fu classificata dalle autorità come suicidio. Il possibile trasferimento in Francia non avvenne mai. Ma i documenti emersi successivamente permettono di guardare alle sue estati sulla Costa Azzurra con occhi diversi. 

Fonte: La Stampa

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