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Elezioni Colombia: trionfo trumpiano De la Espriella

L’ex avvocato dei paramilitari, ora promette legge e ordine

Mattia Fossati

Da ex avvocato dei paramilitari a Presidente della Repubblica. Abelardo de la Espriella, candidato dell’ultradestra, si è imposto al ballottaggio per un soffio sul progressista Iván Cepeda, leader della sinistra progressista ed erede naturale del capo di Stato uscente Gustavo Petro. Un risultato nell’aria da settimane, frutto di un leader che ha saputo fondere il linguaggio politico di Donald Trump, le ricette economiche del presidente argentino Javier Milei e la linea dura sulla sicurezza del hombre-fuerte salvadoregno Nayib Bukele

Nonostante si presenti come un outsider, il nome di De la Espriella non è di certo un volto nuovo in Colombia. Classe ’78 e figlio di un celebre magistrato del Tribunale amministrativo del dipartimento di Córdoba, una delle regioni dove sono nati i primi gruppi paramilitari colombiani, De la Espriella ha frequentato il liceo La Salle di Monteria. Lo stesso dove qualche anno prima si era diplomato Salvatore Mancuso Gómez, ex leader dei paramilitari delle Autodefensas Unidas de Colombia (AUC) che in una recente intervista al giornalista Daniel Coronell ha affermato di aver conosciuto De la Espriella proprio in quell’epoca.  

Dopo la laurea in legge, El Tigre – come lo chiamano i suoi supporters – fondò il De la Espriella Lawyers, un piccolo studio legale nel centro di Bogotà, e nei primi mesi del 2004 divenne rappresentante legale di Fundación Iniciativas de Paz (FIPAZ). Una fondazione creata dagli stessi paramilitari delle AUC durante il negoziato di pace con il governo Uribe “per promuovere iniziative politico-sociali”. Come specifica un report della Commissione della Verità pubblicato nel luglio del 2022. 

Ad esempio, FIPAZ propose un referendum per proibire l’estradizione negli Stati Uniti dei capi del paramilitarismo colombiano, accusati dalla DEA di essere coinvolti nel traffico di cocaina. Difatti, una sentenza della Corte Suprema del 2011 indica FIPAZ come un’organizzazione che i paramilitari intendevano sfruttare per “proiettarsi politicamente (…) e giustificare la guerra iniziata da questo gruppo armato”. 

La visibilità ottenuta nel corso del processo di pace con le AUC trasformò De la Espriella in uno dei principi del foro in Colombia. Una figura che divenne in breve tempo l’avvocato dei pezzi da novanta della classe dirigente colombiana. Come Jorge Visbal Martelo, ex Presidente di Fedegan (una sorta di Confindustria colombiana degli allevatori di bestiame), le allora deputate Rocio Arias e Eleonora Pineda (accusate di collusione con i gruppi paramilitari), l’ex magistrato della Corte costituzionale Jorge Pretelt (poi condannato per concussione) e persino Alex Saab, il presunto frontman occulto dell’ex Presidente venezuelano Nicolás Maduro ora sospettato di riciclaggio negli Stati Uniti. E più recentemente l’ex Presidente della Repubblica, Álvaro Uribe Vélez, attualmente sotto processo per corruzione di testimoni. 

Parcelle milionarie che hanno permesso allo studio di De la Espriella, come si nota da una recente visura della Camera di Commercio di Bogotà, di vantare quasi dieci milioni di euro di attivo nel 2024, aprendo filiali anche a Barranquilla, Medellin e persino a Miami. Denaro che negli ultimi anni De la Espriella ha reinvestito dalla moda alla ristorazione oltre all’immobiliare e all’agroindustriale. 

Una ruggente carriera legale che gli ha valso nel corso della campagna elettorale il soprannome di ‘avvocato della mafia’. Nomignolo usato sia dal suo sfidante Iván Cepeda che dalla stampa di centrosinistra. 

Per un personaggio così mediatico come De la Espriella, la discesa in campo era quasi inevitabile. D’altronde, era l’unica figura capace di cannibalizzare la destra uribista e strappare voti ai delusi della sinistra, scommettendo sulla tolleranza zero nel campo della sicurezza e su una politica liberista per spingere l’economia. Proposte come la costruzione di dieci maxi-carceri in stile Bukele, i tagli selvaggi al welfare seguendo l’esempio di Milei e la stretta sui migranti alla Trump gli hanno permesso di creare una piattaforma politica nell’arco di pochi mesi. Un programma di rottura rispetto all’uscente Gustavo Petro che De la Espriella è convinto di realizzare nei primi tre mesi di mandato attraverso novanta decreti che entrerebbero in vigore dal prossimo 7 agosto, giorno del suo insediamento.