Ddl Antisemitismo, slitta la discussione: a Montecitorio la protesta di sigle e opposizioni
Centinaia di persone in piazza contro il disegno di legge: “Criticare Israele non è antisemitismo”. I manifestanti: “Non ci faremo mettere il bavaglio”
È durata appena mezz’ora la discussione generale in commissione Affari costituzionali sul Ddl Antisemitismo, attesa ieri. La sottosegretaria leghista Giuseppina Castiello ha lasciato i lavori per un altro impegno e, senza un rappresentante del governo, la votazione è saltata. L’esame dovrebbe ripartire la prossima settimana, mentre l’approdo in Aula è fissato per il 2 ottobre.
Il vero duello resta sulla definizione di antisemitismo dell’International Holocaust Remembrance Alliance (Ihra), richiamata dal disegno di legge, che include tra le possibili forme di antisemitismo anche alcune forme di attacco a Israele e di negazione del diritto all’autodeterminazione ebraica.
Fuori da Montecitorio, intanto, si sono riunite centinaia di persone per protestare contro il disegno di legge. “Criticare Israele non è antisemitismo” è stato lo slogan che ha risuonato all’esterno della Camera, dove sono confluite circa 300 sigle.
“Stop al genocidio” e “Difendiamo il diritto di critica sempre” erano alcuni dei messaggi riportati sui cartelli esposti dai partecipanti, molti dei quali si sono coperti simbolicamente la bocca con nastro adesivo nero o con la kefiah, per denunciare il rischio di nuovi “bavagli”.
Alla mobilitazione hanno aderito realtà pro-Palestina, studenti, organizzazioni per i diritti umani, tra cui Amnesty, associazioni come Anpi e Arci, sindacati, tra cui la Cgil, la Fnsi, la Rete NoBavaglio, diversi partiti di sinistra, i Giovani Democratici di Roma e una delegazione dei Preti contro il genocidio, che hanno esposto cartelli con la scritta “Christ died in Gaza”.
Presenti anche alcuni esponenti delle opposizioni, tra cui la deputata dem Laura Boldrini e i pentastellati Riccardo Ricciardi, Stefania Ascari e Alessandra Maiorino.
Cinque minuti di “rumore”, tra fischietti, chiavi e sirene, hanno dato il via alla manifestazione, anticipando una lunga maratona oratoria per dare voce alle numerose realtà presenti.
“Quel disegno di legge è incostituzionale: non rispetta gli articoli 3 e 21 della Carta perché vuole limitare la libertà di pensiero e l’uguaglianza davanti alla legge. Il vero obiettivo è mettere il bavaglio al movimento per la Palestina”, hanno denunciato gli organizzatori.
Ora i movimenti guardano già al prossimo appuntamento. “Il 2 ottobre, per la seconda lettura del ddl, saremo ancora qui”, è stato annunciato al termine della manifestazione. “Non ci faremo mettere il bavaglio né censurare”.
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