Bolivia, caso Fernando Cerimedo: il volto di un'estrema destra narcomafiosa e corrotta
Quando negli ambienti del potere, coloro che lo esercitano o ne fanno parte - deviano (cinicamente e spudoratamente), dalle vie dell’onestà, nell’ambito di una funzione pubblica e persino governativa apparentemente legale, ma rivestita degli abiti della corruzione, anteponendo l’ideologia, l’appartenenza partitica o gli interessi mafiosi alla legalità, prima o poi si scatena uno scandalo di proporzioni rilevanti. Uno scandalo che porta alla luce una vasta rete di traffici illeciti; nel caso in questione — che ha coinvolto Fernando Cerimedo (in foto) e i suoi associati (nella vicina Bolivia e in tutta la regione) — le ripercussioni sono state gravissime sotto ogni profilo, investendo sia la sfera politica che quella istituzionale.
Al punto che, dal momento in cui si è scatenata la tempesta fino allo stesso istante in cui ci troviamo a scrivere queste righe, le notizie su quanto accaduto continuano a susseguirsi a ritmo incalzante, ora dopo ora e giorno dopo giorno. E in questo fluire di sorprese, la corruzione rivela un chiaro denominatore comune ben evidente, che è il marchio distintivo di queste attività: una narcomafia smisurata. Questa organizzazione ha operato — e di certo continua a farlo, nonostante gli eventi in corso — in totale impunità, talmente radicata nel sistema globale da rendere quasi impossibile sradicarla. Ed è lì che rimane — o meglio, che si erge — intatta.
Come prevedibile, tutti gli eventi legati al caso Cerimedo hanno fatto sì che la dura realtà dello scandalo esplodesse in pieno volto ai soggetti coinvolti, con conseguenze impreviste; data la natura stessa degli accadimenti, ciò ha inoltre innescato un'intensa successione di situazioni critiche, in particolare nell'ambito della vita politica boliviana e regionale.
Come abbiamo già riportato in articoli precedenti, tutto è cominciato quando lo scorso 17 agosto, nei pressi dell’Hotel Swiss di Santa Cruz de la Sierra, due sicari, vestiti come fattorini delle consegne, hanno sparato contro Nadia Beller, incinta di quattro mesi, con l’intento di ucciderla, ma miracolosamente la donna è sopravvissuta all’attentato. Beller è l’ex compagna di Fernando Cerimedo; è avvocata, attivista e comunicatrice politica, e la sua carriera è iniziata all’interno del partito politico di Evo Morales (il MAS, Movimento al Socialismo), prima di compiere una svolta politica radicale e unirsi alla destra boliviana.
Le dichiarazioni di Beller dalla stanza della clinica in cui era ricoverata, attraverso un’intervista realizzata da un giornalista del canale DTV, si sono trasformate in un missile lanciato a bruciapelo verso diversi ambienti, ma soprattutto contro la persona e le attività di Cerimedo, da lei indicato come il mandante del fallito attentato. Beller ha sottolineato che l’attacco aveva lo scopo di metterla a tacere affinché non rendesse pubbliche informazioni estremamente compromettenti per il governo di estrema destra di Rodrigo Paz; nello specifico dettagli relativi a un sistema di corruzione organizzato e orchestrato dallo stesso presidente boliviano.
L’avvocata si è senza dubbio appellata alla strategia del parlare a ruota libera, probabilmente allo scopo di neutralizzare la possibilità di un nuovo attentato alla sua vita.
Oggi, ormai dimessa dall’ospedale, l’avvocata Beller vive ore angoscianti: chiede protezione e cerca di collocarsi in una posizione più sicura all’interno di un contesto attraversato da accuse reciproche tra gli interessati, nel quale il puzzo di narco-corruzione e politica si è diffuso non soltanto all’interno del territorio boliviano (in particolare nell’universo presidenziale del Palacio Quemado di Plaza Murillo), ma anche nella regione e nel mondo, con il marchio inconfondibile di un’estrema destra chiaramente identificata come parte coinvolta e, come se non bastasse, con l’ingerenza degli Stati Uniti nel ruolo di maestro di cerimonie, attraverso la CIA e la DEA e, forse, anche attraverso altri esponenti dei servizi segreti o della Casa Bianca.
Come si ricorderà, poco dopo l’attentato contro Nadia Beller, Fernando Cerimedo è stato arrestato proprio mentre stava per lasciare il territorio boliviano e attualmente si trova detenuto in carcere. In questo momento, ovviamente, è al centro della tempesta: i mezzi di comunicazione boliviani, regionali e mondiali fanno riferimento alle sue attività, inequivocabilmente caratterizzate da presunti episodi di corruzione e da legami non proprio limpidi con Rodrigo Paz e Javier Milei, tra gli altri, essendo parte attiva di intrecci riconducibili a un’estrema destra responsabile di episodi dalla gravità politica insospettabile, non soltanto in Bolivia, ma anche in Argentina, Cile e Brasile.
Parallelamente, la Procura della Bolivia starebbe lavorando al caso relativo all'aggressione, senza escludere la possibilità di indagare anche su altri fatti che potrebbero essere formalmente contestati a Cerimedo. Allo stesso modo, e con una rapidità incredibile, un lungo elenco di episodi di corruzione è stato e continua ad essere denunciato, sui social network, attraverso le dichiarazioni di giornalisti o organizzazioni di attivisti, sia all’interno sia all’esterno della Bolivia.
Ad aggravare la situazione è la posizione di ferma indignazione assunta dal vicepresidente boliviano Edmand Lara, il quale si è impegnato — almeno pubblicamente — a un rispetto rigoroso e intransigente della legge, prendendo così nettamente le distanze dal suo compagno di ticket elettorale, Rodrigo Paz.
È evidente che proprio nel momento in cui i sicari premevano i grilletti delle loro armi per crivellare di colpi l’avvocata Beller, sono venuti clamorosamente alla luce i demoni di una malignità inequivocabile ed esplicita, con episodi di corruzione e narcomafia, con la C maiuscola, disseminati nei quattro angoli del pianeta.
Allo stato attuale, l'America Latina è cullata da un movimento di estrema destra che abbraccia sfacciatamente la corruzione politica ed economica — recando il marchio della narcomafia globale — e persegue obiettivi dichiaratamente ideologici, incurante di conseguenze o metodi. Tali metodi includono il ricorso a sicari — tra le altre tattiche altrettanto ignobili — il tutto al servizio di un disegno corrotto.
Tutte queste strategie sono orientate verso i loro fini putridi, all’interno dei quali tutti i soggetti coinvolti, senza eccezione, finiscono per costituire parte di una fitta foresta traboccante di caos, criminalità e deviazioni antidemocratiche e antirepubblicane; deviazioni di stampo mafioso, nelle quali le vittime si proclamano innocenti e i carnefici o si tirano fuori dai fatti, oppure abbandonano coloro che li hanno serviti, cercando con tutte le proprie forze di uscire indenni dall’intero pasticcio che, come in questo caso, è sfociato in un fatto di sangue che avrebbe potuto avere conseguenze letali; e che sarebbe stato soltanto un episodio in più.
Ma l’attacco è fallito e gli allarmi si sono attivati in tutti gli ambienti del potere. Si sono aperte profonde fratture e tutti coloro che hanno fatto parte di quelle malefatte, o che ne fanno ancora parte, si scambiano versioni dei fatti e mettono sul tavolo strategie diverse per abbassare i profili, salvare le proprie vite, il che è tipico nei casi in cui legalità e onestà sono assenti.
Una prassi consolidata in ambienti dove l'illegalità funge sia da musa ispiratrice che da maestra di cerimonie, e dove tradimenti e cambi di schieramento sono all'ordine del giorno.
Avvocato Henri Zeballos: “Il narcotraffico ha dato potere a Fernando Cerimedo”
Antimafia Dos Mil ha raccolto l’opinione dell’avvocato Henri Zeballos, legato a organizzazioni di attivisti boliviani, le cui valutazioni costituiscono un contributo prezioso e ci permettono di conoscere una visione molto particolare, e tutt’altro che secondaria, di tutto ciò che è accaduto e che continua ad accadere.
“Fernando Cerimedo è stato con Milei, è stato con Bolsonaro, cioè è un agente manifesto. Il criminale attentato subito da Nadia Beller è l’appendice, vale a dire che, di per sé, non produrrà la verità storica del ragionamento delle mafie che la destra organizza, come fece a suo tempo.”
“Ronald Reagan, a suo tempo, confiscava droga per il progetto delle campagne del proprio Stato, e oggi Donald Trump si trova in una crisi economica estrema a causa delle guerre. Ha preso il Venezuela per impossessarsi del petrolio e sta cercando di fare affari con i Paesi attraverso la CIA in modo diretto.”
“Nadia Beller afferma che la moglie di Fernando Cerimedo, Natalia Basil, è socia e azionista di Futuro, un’azienda che opera come broker per l’importazione di diesel e benzina, che si trova in Argentina e che oggi negozia con la Bolivia.”
“E, oltre a questo, dice che è la moglie del presidente a negoziare questo tipo di operazioni e afferma che sono coinvolti anche nell’oro. Guardate, avevamo oro che usciva illegalmente con un volo charter. Dove? Verso i luoghi di conflitto che abbiamo in Medio Oriente. Vale a dire che quell’oro finiva in quei luoghi. Serviva per finanziare cosa?”
“Cerimedo fa parte del governo, è il monaco dietro il trono. Lo afferma il ministro del Lavoro che ha fatto parte del governo di Rodrigo Paz (Edgar Morales). Lui sostiene che Cerimedo era colui al quale i ministri chiedevano consulenze sulle questioni strategiche relative alle loro attività. Vale a dire, non stiamo parlando di una persona qualsiasi che passa per strada. Cerimedo era l’uomo incaricato dell’asse del potere.”
“Le risorse che ottengono dal narcotraffico, le risorse che ottengono dal traffico illecito di beni o dalle risorse dello Stato, in questo caso l’oro; tutta questa enorme quantità di risorse va destinata, senza fattura, alle guerre fratricide che oggi stanno finanziando. La Banca Interamericana di Sviluppo, la Banca Mondiale, eccetera, che sono fondi degli stessi Stati Uniti, sono in bancarotta. Sono stati loro stessi a generare debiti attraverso i loro soggetti privati, le loro imprese private, e come Stato non hanno la capacità economica per procurarsi ossigeno in questa guerra fratricida che hanno in Medio Oriente.”
“Vale a dire, è una mafia organizzata apertamente. Bolsonaro ne ha fatto parte, Milei ne ha fatto parte. Esiste, ed è reale, la possibilità non solo dell’intervento di questo gruppo d’élite per catturare Evo Morales, ma, come è naturale, ci sarebbe stata resistenza nel Chapare contro quel gruppo d’élite. L’idea era ucciderlo.”
“Nel precedente governo, durante il periodo finale, cercarono di uccidere Evo Morales e spararono contro il suo veicolo. Vale a dire, quel gruppo d’élite si era già formato con Arce. Oggi dispone semplicemente di uno spazio maggiore.”
“Perché vogliono uccidere Evo? Perché non hanno alternative legali né opzioni legate al narcotraffico per sbarazzarsi politicamente di lui. La morte è l’unico modo per farlo sparire. Che non è il naturale corso delle cose. Anche morto Evo, esistono leader che emergeranno in nome di quella eterogenea forza sociale.”
“Oggi il narcotraffico è fortunatamente un’attività in crescita nel mondo e nessuno chiede fattura. Gli Stati Uniti non censurano questa esportazione, esportazione se così la si può chiamare, di droga senza controllo. Cile testimone, Brasile testimone. Dal Perù viene portata cocaina in Bolivia per camuffarla in Bolivia, e dalla Bolivia viene inviata nel mondo. Con la benedizione di chi? Vale a dire, del narcotraffico.”
“Nella maggior parte dei casi è coca del Perù, nella maggior parte dei casi. E ciò che viene prodotto qui, che pure viene utilizzato, non arriva a coprire il mercato che hanno stabilito a livello mondiale. Vale a dire che la Bolivia si sta centralizzando come punto di raccolta della droga latino-americana, affinché dalla Bolivia venga negoziata con il mondo. Vale a dire che Roberto Suárez Gómez, a suo tempo il re della cocaina, fece esattamente la stessa cosa e la CIA gli diede la propria benedizione, così come la DEA. Oggi il narcotraffico ha conferito quello stesso potere, sotto gli occhi di tutto il popolo, a Fernando Cerimedo.”
Cerimedo: emblema di una destra latino-americana e di una narco-corruzione transnazionale
Abbiamo realizzato per il lettore un resoconto molto dettagliato, in ordine cronologico, della traiettoria e dei legami di Fernando Cerimedo; la sua rete di relazioni e il suo operato sono sorprendenti e tenebrosi e, d’altra parte, evidenziano senza dissimulazioni la sua capacità operativa, attraversando diversi ambiti e mantenendo stretti rapporti con esponenti degli ambienti politici dell’estrema destra più radicale attiva nell’America Latina di oggi.
Ecco i principali passaggi:
2018 - Brasile / Jair Bolsonaro. Cerimedo lavorò per la campagna presidenziale di Jair Bolsonaro, ingaggiato da suo figlio Eduardo Bolsonaro. Secondo il suo stesso racconto, svolse un lavoro parallelo alla campagna ufficiale e si unì alla squadra durante gli ultimi 40 giorni. Fu uno dei primi incarichi che lo proiettarono come operatore politico della nuova destra regionale.
2020 - Cile / campagna per il Rifiuto alla nuova Costituzione. Attraverso Numen, la società di consulenza che aveva creato quell’anno, Cerimedo lavorò con sondaggi e campagne mediatiche contro la riforma. Lui stesso riconobbe che il cliente era un gruppo di imprenditori favorevoli al Rifiuto.
2020 - Argentina / La Derecha Diario. Cerimedo cofondò La Derecha Diario, un mezzo di comunicazione digitale attraverso il quale operò con campagne mediatiche di disinformazione e gruppi di troll per favorire l’ecosistema libertario argentino.
2020-2021 - Argentina / Patricia Bullrich. Durante la pandemia mantenne riunioni e conversazioni con l’entourage di Patricia Bullrich, allora esponente di Juntos por el Cambio. Cerimedo sostenne di aver lavorato per il suo schieramento.
2021-2022 - Brasile / bolsonarismo. Cerimedo approfondì il proprio legame con l’ambiente di Bolsonaro e con la comunicazione politica della destra brasiliana. Dopo le elezioni del 2022, perse da Bolsonaro contro Lula, diffuse il video “Il Brasile è stato derubato”, nel quale presentava affermazioni false sul sistema elettorale. Il Tribunale Superiore Elettorale brasiliano ordinò la rimozione di contenuti e account collegati a quella campagna. Successivamente, la Polizia Federale lo incluse nella propria indagine sulla trama golpista; la Procura, infine, non lo incluse tra gli accusati davanti al Supremo Tribunale Federale per mancanza di prove sufficienti sulla sua conoscenza della falsità del materiale.
2022-2023 - Stati Uniti / ecosistema Trump-MAGA. Cerimedo iniziò a presentarsi come parte dell’universo politico trumpista e diffuse contenuti favorevoli a Donald Trump attraverso La Derecha Diario. Le indagini di Chequeado hanno rivelato che l'uomo aveva affermato di avere legami con la campagna elettorale di Trump, sebbene non sia stato possibile confermare che avesse ricoperto il ruolo di consulente ufficiale di Trump.
2023 - Argentina / Javier Milei. Divenne uno dei principali strateghi digitali della campagna presidenziale di Javier Milei. Il suo lavoro comprendeva strategia sui social network, comunicazione politica e organizzazione digitale. Fu inoltre collegato alla diffusione di contenuti e campagne negative contro gli avversari.
2024-2025 - Stati Uniti / Brad Parscale e l’infrastruttura MAGA. Cerimedo instaurò un rapporto commerciale con Brad Parscale, ex responsabile della campagna di Donald Trump e uno degli architetti della sua strategia digitale. Parscale dirige Campaign Nucleus ed EyesOver, piattaforme di dati e segmentazione politica. Nel 2025 Cerimedo fu presentato come rappresentante di entrambe le società per l’America Latina. Lo stesso Cerimedo affermò che Parscale aveva messo a disposizione “tutta l’infrastruttura” con cui lavorava.
2025 - Honduras / Nasry “Tito” Asfura. Cerimedo ebbe un ruolo di primo piano nella campagna presidenziale del dirigente conservatore Nasry Asfura. La campagna si avvalse inoltre della consulenza tecnica di Parscale nell’utilizzo di strumenti di analisi dei dati. Durante il processo elettorale, Donald Trump sostenne pubblicamente Asfura. Cerimedo confermò di aver partecipato alla strategia che portò a tale sostegno.
2025 - Bolivia / Rodrigo Paz. Cerimedo intervenne nella campagna di Rodrigo Paz e, dopo la sua vittoria, iniziò a svolgere il ruolo di consulente politico e comunicativo del nuovo presidente boliviano. Fonti boliviane lo descrissero successivamente come consulente permanente del governo, pur senza ricoprire formalmente un incarico pubblico. Anche la campagna boliviana si avvalse dell’infrastruttura tecnologica di Parscale.
2025-2026 - Bolivia / consolidamento del legame Cerimedo-Parscale. L’esperienza boliviana mostra l’evoluzione del rapporto tra i due: Cerimedo come operatore politico regionale e Parscale come fornitore di infrastrutture tecnologiche, dati e segmentazione elettorale. Parscale si recò in Bolivia durante la campagna e collaborò con il team di Numen.
Ma c’è dell’altro: Cerimedo ha pubblicamente riconosciuto di aver costruito un’infrastruttura composta da migliaia di account automatizzati per intervenire nelle conversazioni digitali, quella che viene definita una “fabbrica di troll”. Nel 2023 affermò di disporre di oltre 50.000 account creati artificialmente in Argentina e di altri in Cile, spiegando che potevano essere utilizzati per amplificare i contenuti e migliorarne artificialmente il posizionamento sulle piattaforme.
Ammise inoltre di aver lavorato a “campagne negative”, nelle quali, attraverso quella struttura di account falsi, venivano promosse informazioni dannose per determinati settori, e di lavorare a “campagne sporche”, nelle quali i fondamenti dell’aggressione mediatica erano costituiti da notizie false create deliberatamente.
E, come se non bastasse, durante l’arresto per il tentato femminicidio, oltre al sequestro di 40.000 dollari nella sua abitazione, venne sequestrata anche una mini-fabbrica di bot con la quale stava operando in Bolivia.
Tutto questo voluminoso capitolo di narcomafia e corruzione, caratterizzato da una marcata impronta di estrema destra, sembrerebbe appartenere a una sceneggiatura cinematografica di alto livello, costruita per generare un’enorme audience; un’audience che, di fatto, è riuscita a ottenere.
E tutto questo ci porta a riflettere, senza timore di sbagliare, sul fatto che qui, là e oltre, l’attività mafiosa, insieme alle impronte criminali locali, costituisce senza dubbio una componente vitale della vita politica mondiale, nella quale cattivi e buoni convivono, ciascuno con il proprio ruolo.
E ciascuno immerso nel proprio universo, ovviamente con le spalle rivolte ai popoli, che nemmeno immaginano ciò che accade nelle profondità sotterranee dei rispettivi Paesi e governi.
Un panorama terribile, e dirlo è quasi un eufemismo.
ARTICOLI CORRELATI
Scandalo in Bolivia! Cerimedo, consigliere del presidente Rodrigo Paz, dietro le sbarre
Bolivia: arrestato Cerimedo, ex di Milei. È accusato di tentato omicidio della ex compagna













