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Bilancio Pentagono 2027 a 1,5 bilioni di dollari: privati sempre più centrali nella difesa USA

AMDuemila
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Anche se non ha ancora ricevuto il via libera del Congresso, la proposta di stanziamento per il Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti relativa all’anno fiscale 2027 si presenta come la più elevata di sempre: 1,5 bilioni di dollari. Il piano prevede 1,15 bilioni di dollari da assegnare con la procedura di bilancio ordinaria e ulteriori 350 miliardi tramite il meccanismo di riconciliazione. Per la prima tranche servono di fatto 60 voti in Senato; la seconda può passare con la maggioranza semplice di 51 voti. Nessuna delle due strade è stata conclusa e il destino dei 350 miliardi resta sospeso.
La bozza, tuttavia, consente già di individuarsi alcuni orientamenti di fondo del complesso militare-industriale americano. Tra i più evidenti figurano l’investimento crescente in intelligenza artificiale e sistemi d’arma autonomi, insieme al progressivo rafforzamento del peso delle imprese private.

I dati del progetto Cost of War dell’Università Brown mostrano che tra il 2020 e il 2024 i soggetti privati hanno ottenuto 2,4 bilioni di dollari in contratti del Pentagono, pari al 54 % della spesa discrezionale del periodo. Negli anni ’90 la quota si fermava al 41 %. Cinque grandi gruppi – Lockheed Martin, RTX, Boeing, General Dynamics e Northrop Grumman – hanno assorbito da soli 771 miliardi di dollari.
Il nuovo stanziamento rischia di accentuare ulteriormente questo legame. L’incremento delle risorse si concentra in particolare sugli acquisti di armamenti e sulle attività di ricerca e sviluppo. Secondo l’Ufficio di Bilancio del Congresso, la proposta presidenziale prevede un aumento di 94 miliardi di dollari per le acquisizioni e di altri 75 miliardi per ricerca e sviluppo. Sono proprio i settori in cui l’amministrazione dipende in misura rilevante dai produttori privati di aerei, missili, munizioni, navi, droni e apparati elettronici.

La componente di riconciliazione conferma la stessa linea: dei 350 miliardi richiesti, 113 miliardi sono destinati alla base industriale della difesa, mentre circa 103 miliardi riguardano tecnologie di nuova generazione e sistemi autonomi, comprese l’intelligenza artificiale e le soluzioni anti-drone.

Anche se il Congresso potrà ancora intervenire in modo sostanziale sui numeri, l’impostazione del documento segnala già un possibile ulteriore trasferimento di risorse pubbliche verso i contraenti privati. Non si tratta solo di acquistare più sistemi d’arma: una quota crescente delle capacità giudicate strategiche da Washington – dalla fabbricazione di munizioni all’intelligenza artificiale fino ai dispositivi autonomi – verrà sviluppata e fornita da imprese del settore privato.

I vertici di queste società possono trarre benefici economici rilevanti dall’espansione dei contratti federali. Un caso emblematico è quello di Boeing, tra i principali fornitori del Pentagono. Nel 2024 l’allora amministratore delegato Dave Calhoun ha ricevuto una compensazione di circa 33,3 milioni di dollari. L’anno è stato segnato da una grave crisi aziendale: a gennaio un Boeing 737 MAX 9 di Alaska Airlines ha perso in volo un pannello di una porta di emergenza, determinando l’immobilizzazione temporanea del modello e un inasprimento dei controlli federali. Nello stesso periodo Boeing ha annunciato il taglio di circa 17.000 posti di lavoro, intorno al 10 % del personale, in un contesto di difficoltà produttive, perdite di bilancio e un prolungato sciopero.

Il contrasto tra i licenziamenti che hanno colpito migliaia di dipendenti e la remunerazione multimilionaria del massimo dirigente mette in luce la dimensione dei guadagni che possono concentrarsi ai vertici delle grandi aziende del comparto. Il confronto sui 1,5 bilioni di dollari non riguarda quindi soltanto l’entità dello stanziamento militare. Solleva anche una questione di fondo: quanto dell’apparato del Dipartimento della Guerra resterà gestito direttamente dallo Stato e quanto dipenderà in misura crescente da imprese private, i cui ricavi e le cui scelte saranno sempre più collegati a una spesa pubblica in continua espansione. 

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