Ustica, l’appello delle opposizioni a Meloni: “Chieda a Macron la verità sulla strage”

Nuovo appello al Governo perché si faccia piena luce sulla strage di Ustica. Un gruppo di parlamentari delle opposizioni ha inviato una lettera alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni chiedendo un intervento concreto per evitare che l’ultima inchiesta sulla tragedia del 27 giugno 1980 si concluda senza risposte definitive e per ottenere finalmente la collaborazione delle autorità francesi.
I firmatari sono Andrea De Maria e Walter Verini del Partito Democratico, Marco Pellegrini del Movimento 5 Stelle, Ilaria Cucchi di Alleanza Verdi e Sinistra, Ivan Scalfarotto di Italia Viva e Marco Lombardo di Azione. Due le richieste rivolte all’esecutivo. La prima riguarda l’Avvocatura dello Stato, che secondo i parlamentari dovrebbe intervenire affinché venga chiesto "di non archiviare il procedimento penale per il quale la procura di Roma ha sollecitato l’archiviazione". La seconda chiama direttamente in causa la premier, invitata a sfruttare il prossimo incontro bilaterale con il presidente francese Emmanuel Macron per ottenere informazioni ritenute decisive ai fini dell’accertamento della verità.
Secondo i parlamentari, infatti, il principale ostacolo all’individuazione dei responsabili risiede nella mancata collaborazione di alcuni Paesi alleati. "Come lei saprà - si legge nella lettera - la Procura di Roma è arrivata alla conclusione di richiedere l’archiviazione, che riteniamo inaccettabile. Il motivo risiede proprio nelle motivazioni addotte dalla Procura per sostenere la richiesta: non è possibile ottenere la collaborazione di Stati e Governi alleati, Francia in primis, per le rogatorie tese a individuare i responsabili della operazione aerea francese e americana che si svolse quella sera sul cielo di Ustica".
Nella lettera viene richiamata anche la presenza documentata della portaerei francese Foch nelle acque del Golfo di Napoli nei giorni della tragedia. Un elemento che, secondo i firmatari, rafforza l’ipotesi di uno scenario militare dietro l’abbattimento del DC9 Itavia in volo da Bologna a Palermo, costato la vita a 81 persone. "Di fronte a una vera e propria azione di guerra, in violazione della sovranità nazionale, che ha coinvolto il DC9 Itavia Bologna-Palermo (81 le vittime). Va aggiunto, Presidente, che questa inchiesta della magistratura si avviò nel 2008, in seguito a dichiarazioni del Presidente emerito Cossiga che individuò in un aereo francese il responsabile dell’abbattimento del Dc9".
L’iniziativa dei parlamentari punta anche a dare una risposta alle famiglie delle vittime, impegnate da oltre quarant’anni nella ricerca della verità. Per questo motivo viene chiesto alla presidente del Consiglio di sollecitare direttamente il governo francese affinché metta a disposizione della magistratura italiana tutta la documentazione eventualmente in suo possesso.
"Va detto inoltre - scrivono i parlamentari - che questa battaglia dura da decenni, grazie a Daria Bonfietti e all’Associazione, grazie al contributo del giornalismo d’inchiesta, grazie alle istituzioni regionali e locali, grazie a tanti soggetti, personalità e associazioni come Ordine dei giornalisti, Federazione nazionale della Stampa, Libera, Articolo 21".
Nel documento si ricorda inoltre il percorso istituzionale avviato negli anni Novanta per favorire l’accertamento della verità sulla strage e si sottolinea come l’attuale fase possa rappresentare un passaggio decisivo. Per i firmatari, infatti, l’intervento diretto della presidente del Consiglio nei confronti della Francia potrebbe aprire una nuova stagione di collaborazione internazionale e contribuire a fare chiarezza su una delle pagine più oscure della storia repubblicana.
Per questo, concludono i parlamentari, "dopo i primi, fondamentali passi avviati in questa direzione nel 1997 dal Presidente Prodi e dal Vicepresidente Veltroni", ora "può esserci una nuova occasione, fondamentale per ottenere verità e giustizia sulla strage di Ustica".
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