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| Crisi

Transito illegale di armi verso Israele, Amnesty e altre Ong denunciano FedEx Belgio

Carine Thibaut (Amnesty Belgio): “Non è accettabile che multinazionali come FedEx ignorino le regole quando conviene”

AMDuemila

Amnesty International, insieme ad Azione per la Pace, Lega dei Diritti Umani e Coordinamento Nazionale d’Azione per la Pace e la Democrazia, ha presentato una denuncia alla procura di Liegi contro FedEx Belgio, filiale del colosso statunitense delle spedizioni. Al centro dell'esposto vi sarebbe il presunto transito illegale di materiale militare destinato a Israele, comprese componenti dei caccia F-35 utilizzati dall'aeronautica israeliana nelle operazioni militari nella Striscia di Gaza. 

Secondo le organizzazioni firmatarie, FedEx avrebbe consentito il passaggio di queste spedizioni attraverso il Belgio senza ottenere la licenza di transito prevista dalla normativa della Vallonia, regione che ha competenza in materia di esportazione e trasferimento di armamenti. Come ha sottolineato il portavoce di Amnesty International Italia, Riccardo Noury, il trasferimento di materiale militare senza le necessarie autorizzazioni costituisce un reato secondo la legislazione belga. 

La denuncia fa riferimento a una spedizione partita nell'ottobre 2024 dalla Hill Air Force Base, nello Utah, e diretta alla base aerea israeliana di Nevatim. Nel giugno 2025, durante il conflitto di dodici giorni tra Israele e Iran, alcune rotte aeree sarebbero state modificate all'ultimo momento a causa della chiusura dello spazio aereo israeliano. FedEx ha riconosciuto che, in quelle circostanze, materiali soggetti alle norme statunitensi sull'esportazione di armamenti potrebbero essere transitati involontariamente attraverso l'aeroporto di Liegi. 

Secondo quanto ricostruito, il carico sarebbe stato scaricato nello scalo belga, trasferito via terra all'aeroporto di Colonia, in Germania, e successivamente inviato in Israele. Alcune inchieste giornalistiche avrebbero inoltre documentato altri casi simili di transito di materiale militare attraverso Liegi. “Con questa denuncia speriamo di fermare ulteriori transiti illegali di armi attraverso il Belgio e di accertare eventuali responsabilità giudiziarie”, ha dichiarato Carine Thibaut, direttrice della sezione francofona di Amnesty International Belgio. “Non è accettabile che multinazionali come FedEx possano ignorare le regole quando conviene loro. Nessuno è al di sopra della legge”. 

Nel parere consultivo pubblicato nel 2024, la Corte Internazionale di Giustizia ha affermato che gli Stati hanno l'obbligo di non contribuire al mantenimento dell'occupazione israeliana dei territori palestinesi ritenuta illegale. Secondo Amnesty International, i Paesi che continuano a fornire armamenti a Israele rischiano quindi di violare gli obblighi previsti dalle Convenzioni di Ginevra e, per gli Stati aderenti, anche dal Trattato sul Commercio delle Armi. 

Infine, le organizzazioni hanno sottolineato che le responsabilità non riguardano soltanto gli Stati. Anche le aziende coinvolte nella produzione, nell'esportazione e nel trasporto di armamenti devono rispettare gli standard internazionali sui diritti umani, adottando adeguati controlli lungo tutta la filiera per evitare che i propri prodotti vengano utilizzati in contesti caratterizzati da possibili crimini internazionali. 

Fonte: Il Fatto Quotidiano

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