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| Crisi

Ranucci: la società Palantir e l'avanguardia di un tecno-regime globale americano

Il conduttore di Report: i dati dei cittadini usati dall'intelligenza artificiale per controllare la società

Luca Grossi

Siamo già in una fase avanzata di sorveglianza e colonizzazione globale da parte di tecnocrati di destra americani (come Peter Thiel di Palantir ed Elon Musk): il tecno-regime raccoglie enormi quantità di dati personali (sanità, banche, immigrazione, social) per controllare le persone e le società, mentre si susseguono attacchi continui e mirati alla magistratura indipendente e al giornalismo d’inchiesta portati avanti da ambienti vicini al governo.  
È questo, in estrema sintesi, quanto detto dal giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci, intervenuto alla presentazione del suo ultimo libro, "Il ritorno della Casta", nell’ambito del Festival Internazionale del Libro d'Inchiesta, tenutosi il 25 giugno scorso.
Presenti anche Vincezo Iurillo, giornalista del Fatto Quotidiano e curatore artistico della rassegna, Salvatore Cappiello (al centro, seduto in abito scuro e cravatta azzurra), il sindaco di Piano di Sorrento; Giovanni Iaccarino (seduto a sinistra, con camicia bianca e jeans), il vicesindaco del Comune di Piano di Sorrento. Giacomo Romano (all'estrema sinistra, seduto in poltrona con giacca scura, pantaloncini chiari e scarpe da ginnastica), il sindaco di Brusciano, ospite istituzionale dell'evento.
Palantir è una società”, ha detto Ranucci, “creata da un signore che si chiama Peter Thiel, figlio di un ingegnere chimico di Berlino Ovest che poi si trasferisce, dopo vari giri, negli Stati Uniti”: si tratta di “un'azienda che basa la sua ricchezza e la sua forza sulla segretezza dei dati”. 


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Dopo l'attentato dell'11 settembre del 2001”, con la scusa di contrastare il “terrorismo, crea questa società. Lui è uno che ha investito su Facebook, è uno degli inventori di PayPal come Elon Musk, appartiene a quel mondo dei tecnocrati di destra che sono nella Silicon Valley, espressione di una democrazia economico-finanziaria molto particolare e che sta andando molto di moda in questi ultimi anni. Che cosa ha fatto questo signore? Ha accumulato, grazie al governo americano, tutto un insieme di dati segreti degli americani. I dati dei servizi segreti, della polizia giudiziaria, coordina in questo momento le operazioni dell'Ice per il fenomeno dell'immigrazione, è uno che gestisce i dati delle banche, della pubblica amministrazione, della sanità, delle assicurazioni. Allora perché ha bisogno dei miei dati della tessera sanitaria? Perché il possesso delle informazioni è un possesso che dà potere”.
Oltre a questo, il giornalista ha sottolineato che c’è “manipolazione continua del nostro pensiero e della nostra conoscenza”: “Gli dà fastidio che qualcuno possa capire che c'è un contesto che ci stanno raccontando che è un contesto falso, un contesto parziale che serve solo con una finalità: quello di alimentare la democrazia della sorveglianza, cioè la democrazia di Peter Thiel che appartiene allo stesso mondo che, guarda caso, è l'uomo che ha finanziato J.D. Vance, vicepresidente degli Stati Uniti, con 15 milioni di dollari, ed è probabilmente l'uomo che raccoglierà l'eredità di Trump, ed è l'uomo che è dietro il cosiddetto Project 2025, un documento di 900 pagine scritto dall'Heritage Foundation, una fondazione americana storica, che è quella che ha sempre dettato il mazzo di carte negli Stati Uniti, è quella, per farci capire, dagli anni '70 che ha appoggiato sempre i Bush, ma è quella che anche nel 2000 era la teorizzatrice dell'esportazione della democrazia”. E non è un caso che i social siano un prodotto che sembrava gratis negli anni 2000: “Ci siamo resi conto poi che il prodotto eravamo noi, coi nostri dati, le nostre passioni. Steve Bannon è l'uomo che è stato vicepresidente di Cambridge Analytica, quella società che in Gran Bretagna ha profilato 50 milioni di utenti e condizionato la Brexit, l'uscita dall'Europa”.
Il conduttore di Report ha raccontato di aver avuto a che fare con Palantir, anche indirettamente: dopo aver subito l’attentato del 16 ottobre dell’anno scorso era andato “a comprare una nuova auto e mi chiedono la tessera sanitaria” come “obbligo per comprare il finanziamento”, ma “la tessera sanitaria te la chiedevano perché l'azienda che doveva vendermi la macchina aveva un contratto con Palantir”.


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Quante decisioni vengono prese a nostra insaputa in base a chi gestisce e a come vengono gestiti questi dati? Molti dei dati vengono dati in pasto all’intelligenza artificiale e i risultati che si sono ottenuti sono stati sensazionali: “Intanto è l'uomo che ha ritrovato Bin Laden quando lo cercava tutto il mondo, perché attraverso la profilazione, attraverso l'analisi dei dati e attraverso anche quelli dei familiari riesce in qualsiasi momento a sapere dove si trovano alcune persone. Gli omicidi che abbiamo visto negli ultimi mesi, mirati, in Iran, quelli in Libano, sono frutto di questa tecnologia. Il genocidio in Palestina avviene anche attraverso questa tecnologia. Lui è in possesso di questi dati, ha stretto accordi con le polizie del mondo, con i servizi segreti del mondo”. Questo ha creato una “democrazia della sorveglianza” basata sul “controllo”. Un modello nuovo in cui gli spazi della magistratura indipendente e del giornalismo d’inchiesta vengono sempre più ristretti proprio perché impediscono al potere di agire in maniera indisturbata: basti ricordare gli attacchi di Elon Musk, di Trump e Steve Bannon (ex stratega di Trump) a giudici in diverse occasioni.

Il conduttore di Report ha citato due macro esempi. Il caso Eternit in Italia: negli anni '70 l'azienda sapeva già che le fibre di amianto uccidevano e distruggevano l'ambiente (soprattutto in Campania e non solo). Grazie a cittadini, giornalisti e magistrati indipendenti, è stato fatto un processo importante in cui, in primo e secondo grado, la multinazionale (e il suo proprietario Stephan Schmidheiny) è stata condannata con risarcimenti milionari. Tuttavia, nelle email "collaterali" ai file di Jeffrey Epstein emergerebbe un contatto tra il management di Eternit e servizi segreti israeliani (Mossad). Ranucci ha raccontato che Ehud Barak (ex Primo Ministro israeliano ed ex capo dei servizi segreti militari israeliani) sia stato contattato per interferire sulla giustizia italiana e far annullare la condanna. Dopo questi contatti, la Cassazione annullò la condanna (fatto storico reale avvenuto nel 2014-2015 per vizi procedurali). Il secondo caso riguarda un attacco personale da lui stesso subito dopo essere andato, come semplice spettatore, a un evento della CGIL sul referendum sulla separazione delle carriere: il giorno dopo è stato attaccato duramente da giornali del “Gruppo Luce” (Angelucci) e soprattutto da una piattaforma social nata nel 2025 (poco prima del referendum) chiamata Esperia. Tra i soci c’è Pietro Dettori (ex uomo di Casaleggio, già legato al Movimento 5 Stelle), ha spiegato Ranucci, ed era inizialmente schermata attraverso una fiduciaria milanese. Poco prima del referendum, Peter Thiel venne in Italia e incontrò, a porte chiuse, i proprietari di Esperia e i proprietari di un’altra piattaforma chiamata Welcome to Favela (che pubblica video di scontri, degrado, immigrati, ecc. per alimentare tensione sociale). 


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Gli attacchi a Francesca Albanese

Sigfrido Ranucci ha anche parlato degli attacchi subiti dalla relatrice speciale per le Nazioni Unite Francesca Albanese: lei ha “abdicato per decenni alla ricerca, alla tecnologia, a quello che ci rende più liberi”, cioè “ha trovato delle prove di un genocidio, l'ha denunciato, e Netanyahu si è incazzato”: “Quaranta milioni di dollari, come ho raccontato nel libro, investiti dallo Stato di Israele per manipolare l'algoritmo sulle informazioni sull'Albanese, in modo che le informazioni che apparivano delegittimavano l'Albanese. Ma Trump ha fatto peggio, ha bloccato i circuiti finanziari americani su cui girano le carte di credito per la maggior parte di noi, e lei non è padrona di ritirare con la sua carta di credito i suoi soldi. E questo meccanismo, un meccanismo che hanno messo in piedi su tutto, anche attraverso i social. Noi oggi abbiamo lasciato sui social le nostre immagini, i ragazzi la propria identità digitale, l'avatar digitale, le informazioni”, ha detto Ranucci.   
(Pubblicato: 27 Giugno 2026)

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Foto tratte da Festival Internazionale del Libro d'inchiesta