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| Crisi

Caso Orlandi, Staffa in Commissione: ''De Pedis e Marcinkus c’entrano con la scomparsa''

Le parole dell’ex togato riportano l’attenzione sui possibili rapporti tra ambienti vaticani e quelli della criminalità romana

AMDuemila

Enrico De Pedis e Paul Marcinkus c’entrano con la scomparsa di Emanuela Orlandi”. A spiegarlo davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sui casi di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori è stato il magistrato Roberto Staffa, ascoltato giovedì dalla bicamerale che sta cercando di fare luce sulla scomparsa delle due quindicenni avvenuta a Roma nel 1983. Sono parole, quelle di Staffa, che assumono un peso significativo anche per il ruolo che ha ricoperto in qualità di magistrato durante una delle fasi più delicate delle indagini sul caso Orlandi. Staffa fu infatti titolare, insieme al magistrato Giancarlo Capaldo, del fascicolo relativo alla seconda inchiesta sulle scomparse di Orlandi e Gregori. 

Staffa si è occupato della sparizione della giovane vaticana negli anni in cui le indagini si sono concentrate anche sugli ambienti criminali romani, in particolare quelli connessi a Enrico “Renatino” De Pedis, figura di primo piano della Banda della Magliana ucciso a Roma nel febbraio del 1990. A dare un impulso significativo alle indagini fu soprattutto Sabrina Minardi, ex compagna di De Pedis. Minardi raccontò di essere stata direttamente coinvolta in alcuni passaggi relativi a quello che, secondo lei, sarebbe stato il sequestro di Emanuela Orlandi. Secondo quanto riferì ai magistrati e agli uomini della Squadra Mobile, nei giorni successivi alla scomparsa della quindicenne vaticana, De Pedis le avrebbe chiesto di prendere in consegna Orlandi e di contribuire ai suoi spostamenti da un luogo all'altro della Capitale. 

Il racconto arrivava fino alle porte del Vaticano. Minardi sostenne infatti che, in una circostanza, De Pedis le avrebbe dato appuntamento al Gianicolo ordinandole di accompagnare la ragazza fino nelle vicinanze del Vaticano, dove sarebbe stata consegnata a un sacerdote. È all'interno di questa pista investigativa che assumono particolare rilievo le dichiarazioni rese ora da Roberto Staffa alla Commissione. Il magistrato ha chiamato in causa non soltanto De Pedis, ma anche Paul Marcinkus, l'arcivescovo statunitense che dal 1971 al 1989 guidò lo Ior, l'Istituto per le opere di religione.  

Minardi è morta nel marzo 2025, all'età di 65 anni. Le sue dichiarazioni contribuirono a indirizzare gli accertamenti verso alcuni uomini ritenuti vicini agli ambienti di De Pedis. Nel marzo 2010 finirono infatti sotto indagine Sergio Virtù, indicato come autista di fiducia di “Renatino”, Angelo Cassani e Gianfranco Cerboni. Tutti respinsero le accuse. 

Minardi sostenne anche di aver riconosciuto la voce di uno dei telefonisti che contattarono la famiglia Orlandi nei giorni successivi alla scomparsa. Secondo lei si trattava di un’altra persona, sempre vicina a De Pedis. 

Alla sua morte, la giornalista Raffaella Notariale, che negli anni aveva raccolto e approfondito le sue dichiarazioni, scrisse: “È morta serenamente come chi sa di aver detto la verità”, criticando anche la Commissione d'inchiesta per non averla ascoltata prima della sua scomparsa.  

Fonte: Il Fatto Quotidiano 

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