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| Crisi

Caso Emanuela Orlandi, il dossier segreto del Vaticano e le nuove audizioni

Attesa per l'audizione in Commissione delle sorelle Gugel, mentre la famiglia Orlandi chiede il fascicolo alla Santa Sede.

Giuseppe Cirillo

A oltre quarant'anni dalla scomparsa di Emanuela Orlandi, si riaccende la speranza che possano emergere nuovi elementi utili ad avvicinare la verità. In particolare, due sviluppi potrebbero imprimere una nuova direzione alle indagini. Da una parte emerge con sempre maggiore chiarezza l'esistenza di un dossier custodito in Vaticano, del quale la famiglia Orlandi chiede l'immediata condivisione con gli inquirenti. Dall'altra, la Commissione parlamentare d'inchiesta si prepara ad ascoltare due testimoni ritenute potenzialmente rilevanti: Raffaella e Flaviana Gugel, figlie dello storico maggiordomo dei Pontefici.

 

La richiesta della famiglia: “Il Vaticano condivida il fascicolo”

L'avvocata Laura Sgrò, da anni legale della famiglia Orlandi, ha presentato un'istanza formale affinché la Commissione parlamentare richieda alla Santa Sede la trasmissione del dossier relativo alla scomparsa della quindicenne cittadina vaticana.

Secondo Sgrò, una reale collaborazione tra le istituzioni impegnate nelle indagini non può prescindere dalla condivisione della documentazione raccolta nel corso degli anni. “La collaborazione deve essere concreta”, ha sottolineato.

L'esistenza di un dossier custodito oltre le mura leonine è stata confermata dal promotore di giustizia vaticano Alessandro Diddi e, in precedenza, anche dall'ex comandante della Gendarmeria Vaticana Domenico Giani durante una sua audizione parlamentare.

Si tratterebbe di un fascicolo che potrebbe contenere una ricostruzione storica della vicenda. Al suo interno, infatti, potrebbero esserci informazioni e testimonianze utili alle indagini. Lo stesso Giani ha spiegato che furono ascoltate diverse persone per ricomporre il quadro dei fatti, precisando però che non si trattava di un'attività d'indagine giudiziaria, bensì di una raccolta di elementi informativi successivamente confluiti nel lavoro dell'autorità giudiziaria vaticana.

Resta però ignoto il contenuto del dossier, così come non è noto l'elenco completo delle persone che sarebbero state ascoltate. E, inevitabilmente, ci si chiede: perché? Che al suo interno possa esserci qualcosa che il Vaticano non vuole venga alla luce?

Resta il fatto che quello custodito in Vaticano non sarebbe l'unico fascicolo esistente sul caso. Negli anni scorsi un altro dossier era stato individuato presso l'Archivio di Stato. Tuttavia, il faldone che avrebbe dovuto contenerlo risultò completamente vuoto. Circostanza anomala, considerata l'importanza del caso e il contesto in cui si è sviluppato.

 

Le sorelle Gugel convocate dalla Commissione

Parallelamente alla questione del dossier, la Commissione parlamentare d'inchiesta riprenderà le proprie attività con nuove audizioni.

Tra i testimoni figurano Raffaella e Flaviana Gugel, figlie di Angelo Gugel, storico maggiordomo pontificio che nella sua carriera servì Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. La famiglia Gugel viveva all'interno della Città del Vaticano, proprio come gli Orlandi, e Angelo Gugel lavorava insieme a Ercole Orlandi, padre di Emanuela.

Secondo il calendario aggiornato dei lavori della Commissione, Raffaella Gugel sarà ascoltata il 2 luglio, mentre Flaviana il 9 luglio, nella stessa giornata in cui è prevista anche l'audizione dell'ex compagna di Marco Accetti.

Uno degli aspetti che la Commissione intende approfondire - ha fatto sapere il Corriere della Sera - riguarda alcuni episodi denunciati già negli anni Ottanta. Nel 1984 le sorelle Gugel riferirono agli investigatori di essere state pedinate, nei mesi precedenti alla scomparsa di Emanuela Orlandi, da un uomo mai identificato.

Secondo una delle ipotesi investigative emerse nel corso degli anni, se queste circostanze trovassero ulteriori riscontri, potrebbero rafforzare la tesi secondo cui cittadini vaticani sarebbero stati individuati come possibili obiettivi. Forse nell'ambito di un progetto di sequestro collegato alla richiesta di liberazione di Ali Agca, autore dell'attentato a Giovanni Paolo II nel 1981. Il “forse” è d'obbligo, anche perché si tratta di una pista investigativa discussa da tempo e mai definitivamente accertata sul piano giudiziario.

Agli atti dell'inchiesta figurano anche alcune dichiarazioni rese dal padre di Emanuela ai Carabinieri nel luglio 1984, quando riferì di essere venuto a conoscenza, già nel 1982, delle preoccupazioni manifestate da Raffaella Gugel per alcuni pedinamenti subiti durante il tragitto verso la scuola.

Preoccupazioni analoghe sarebbero emerse anche all'interno della Gendarmeria Vaticana, dove alcuni familiari del comandante Camillo Cibin avrebbero segnalato episodi simili.

Raffaella Gugel, ascoltata dagli investigatori nel luglio 1984, raccontò inoltre che il padre le aveva raccomandato prudenza dopo che, successivamente all'attentato al Papa, erano circolate informazioni riguardanti il possibile rapimento di cittadini vaticani. La giovane descrisse anche l'uomo che l'avrebbe seguita per diverse settimane durante il percorso verso la scuola.

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