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Acqua pubblica, padre Zanotelli lancia l’allarme: ''Una battaglia che riguarda tutti''

Il missionario comboniano: “Dove entra il privato aumentano le bollette e peggiora la qualità del servizio”

AMDuemila

Torna la mobilitazione dei comitati e degli attivisti campani che difendono la gestione pubblica dell’acqua. Al centro della protesta c’è la trasformazione di Abc Napoli, l’azienda speciale che gestisce il servizio idrico cittadino, in una società per azioni. Una scelta che l’amministrazione comunale assicura non comporterà alcuna privatizzazione, mantenendo il controllo pubblico al cento per cento.

Tra le voci critiche c’è anche quella di padre Alex Zanotelli, che ha annunciato la sua partecipazione al presidio organizzato davanti al Consiglio comunale di Napoli. Secondo Zanotelli, il passaggio a società per azioni rappresenta un cambiamento, un precedente che in futuro potrà aprire la strada all’ingresso di soggetti privati nella gestione del servizio. “L’acqua è il bene più prezioso che abbiamo e non può essere trattata come una merce”, ha spiegato il missionario comboniano.

I timori dei comitati affondano le radici nel referendum del 2011, quando circa 26 milioni di italiani votarono contro la privatizzazione dell’acqua. A Napoli, proprio quella mobilitazione portò nel 2013 alla trasformazione dell’allora Arin, che era una Spa, nell’attuale Azienda speciale Acqua Bene Comune. Per gli attivisti, tornare oggi al modello della società per azioni significa fare un passo indietro rispetto a quella conquista.

“Ci era stato assicurato che Abc non sarebbe stata smantellata - ha sottolineato padre Zanotelli -. Anche se il capitale restasse interamente pubblico, una Spa è comunque diversa da un’azienda speciale. Quest’ultima non ha finalità di profitto e reinveste eventuali utili esclusivamente nel miglioramento del servizio”.

Il rischio, secondo Zanotelli, è che in futuro prevalgano logiche di profitto a scapito dell’interesse collettivo. “Dove sono entrati i privati abbiamo spesso visto aumenti delle tariffe e un peggioramento della qualità del servizio”.

L’amministrazione comunale giustifica la scelta richiamando l’esigenza di adeguarsi alla normativa nazionale. Tuttavia, i comitati contestano il metodo seguito e lamentano la mancata apertura di un tavolo tecnico di confronto.

Per Zanotelli la questione assume un’importanza ancora maggiore alla luce dei cambiamenti climatici. Diverse ricerche - ha ricordato - indicano una progressiva riduzione della disponibilità di acqua nei prossimi decenni. “Se le risorse idriche diventeranno sempre più scarse, sarà ancora più importante garantirne una gestione orientata al bene comune e non al profitto”. Da qui l’appello a una mobilitazione più ampia: “L’acqua è un diritto fondamentale e riguarda tutti. Per questo questa battaglia non appartiene solo ai comitati, ma all’intera cittadinanza”.

Fonte: La Repubblica

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