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''Sicurezza nazionale'', l'ex profiler Fbi James T. Clemente: così Epstein eluse la giustizia

L’intervista del criminologo forense Federico Carbone all’ex Supervisory Special Agent della Behavioral Analysis Unit dell’Fbi

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L’ex Supervisory Special Agent della Behavioral Analysis Unit dell’Fbi James T. Clemente ha parlato per la prima volta a Darkside Italia, intervistato dal criminologo forense Federico Carbone. Clemente ha servito per ventidue anni come Special Agent dell’Fbi, dal 1987 al 2009. Prima era procuratore nello Stato di New York. A Quantico è diventato profiler della Behavioral Analysis Unit, occupandosi di serial killer, predatori sessuali, omicidi, rapimenti e corruzione. Il profiler è un esperto di analisi comportamentale che studia la scena del crimine e le tracce psicologiche lasciate da un criminale per delinearne il profilo psicologico e comportamentale.
Nel Bureau ha operato sotto copertura, dal mendicante di strada al broker al New York Mercantile Exchange a Wall Street. Clemente ha descritto con nettezza il metodo di Jeffrey Epstein: “Epstein sapeva come manipolare il sistema. Facendosi amici, filmando di nascosto e intrappolando persone ricche e politiche, soprattutto di altri Paesi, è riuscito a far sì che le agenzie di intelligence americane usassero le ‘ragioni di sicurezza nazionale’ per tirarlo fuori dai guai. Il fatto che quelle agenzie di intelligence non abbiano dato alcun peso alle centinaia di vittime è sconvolgente”. Secondo l’ex agente, Epstein ha “usato le agenzie di intelligence per offuscare l’indagine e il primo tentativo di perseguimento. Probabilmente ha offerto alle agenzie prove video di funzionari stranieri in situazioni compromettenti o illegali, così che le agenzie potessero usarle contro quei funzionari. È stato fermato nel 2006. L’FBI aveva circa 60 vittime identificate pronte a testimoniare. Ma la "sicurezza nazionale" è stata usata per cancellare le accuse e lui non ha mai scontato un giorno di carcere vero. Poi un giornalista ha continuato a scrivere sull’ingiustizia e alla fine è stato portato in giudizio”. Clemente aggiunge: “È stato individuato vent’anni fa. Ma era così ricco da riuscire a isolarsi con i soldi e ricattando persone al potere che potevano aiutarlo a proteggersi. E il punto è che si è arricchito ricattando un uomo molto ricco e costringendolo a dargli una casa da 75 milioni di dollari a Manhattan”. Federico Carbone precisa nel suo articolo che i documenti pubblici offrono un quadro simile ma non identico. Tra il 2006 e il 2007 l’Fbi arriva a decine di vittime: circa 35 intervistate, poi 34 minori confermati più altri potenziali. L’accordo di non perseguibilità federale (NPA) del 2007-2008 interrompe l’inchiesta: Epstein patteggia due reati statali, ottiene immunità federale per sé e per i co-cospiratori e 18 mesi, di cui ne sconta 13, con work release. Le vittime, per anni, non vengono informate. Clemente sintetizza: “Non ha mai scontato un giorno di carcere vero." Tecnicamente scontò mesi in un’ala riservata, uscendo quasi ogni giorno, ha precisato Carbone specificando che, sostanzialmente, per un predatore con decine di minori identificati, fu l’impunità. Sul legame con l’intelligence il quadro resta aperto. L’ex procuratore Alexander Acosta è stato citato, da fonte anonima, per la frase "apparteneva all’intelligence". Sotto giuramento ha poi negato. Nessun documento pubblico certifica oggi un rapporto formale Cia o Mossad.

Fonte: Dark Side

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