Campagna contro Report: da FdI ai quotidiani Angelucci fino al Tg1 per isolare Ranucci

Secondo fonti qualificate, come riporta il Fatto Quotidiano, dietro la mobilitazione dei giornali di destra contro Report agirebbe una regia riconducibile ai vertici di Fratelli d’Italia. L’operazione, evolutasi di recente in una triangolazione, partirebbe dal partito della premier Giorgia Meloni, transiterebbe dagli uffici dei direttori de Il Giornale, Libero e Il Tempo – i quotidiani della famiglia Angelucci – e, di riflesso, anche dal Corriere della Sera, per approdare infine al Tg1 della Rai. I servizi del telegiornale risulterebbero strettamente allineati alle richieste di FdI, orientate a ottenere la rimozione di Sigfrido Ranucci dalla conduzione del programma oppure la sospensione delle repliche estive (poi effettivamente realizzata). Il punto di partenza si colloca a luglio, quando l’inchiesta sulla bomba esplosa contro Ranucci induce la procura di Roma a iscrivere nel registro degli indagati Valter Lavitola. Il 7 luglio l’ufficio studi di FdI, guidato da Francesco Filini (braccio destro di Giovanbattista Fazzolari), predispone un dossier incentrato sul conduttore di Report.
La strategia di FdI consiste dunque nel valorizzare la parte delle indagini della magistratura sull’attentato subito da Ranucci lo scorso ottobre (di cui Valter Lavitola sarebbe il presunto mandante) e nell’insistere sulle presunte pressioni che il faccendiere avrebbe esercitato su alcune inchieste di Report. Da qui la cadenza quotidiana degli interventi sui giornali di centrodestra: prima gli editoriali dei direttori, poi pezzi presentati come inchieste. Limitandosi al solo Giornale, diretto da Tommaso Cerno, tra luglio e agosto si contano 140 articoli critici nei confronti di Report, ripresi da numerose piattaforme social di informazione, tra cui Esperia (il cui direttore editoriale, Gino Zavalani, è il social manager di Alessandro Sallusti). Si aggiungono circa una trentina di pezzi de La Verità e una ventina tra Libero e Il Tempo. La stessa dinamica si è ripresentata 48 ore fa: nonostante i giornalisti di Report continuassero a smentire le voci di un commissariamento di Ranucci da parte della redazione, un servizio del Tg1 ha rilanciato l’ipotesi di sfiducia nei suoi confronti e ha intensificato le polemiche sul documentario Food for profit di Giulia Innocenzi. Parallelamente, sul Messaggero – quotidiano del costruttore Francesco Gaetano Caltagirone, spesso al centro delle inchieste di Report – è partito un racconto “a puntate” ostile al conduttore. I consiglieri di amministrazione Rai Alessandro Di Majo e Roberto Natale osservano: “Pur di alimentare la campagna politica per la rimozione di Ranucci, il Tg1 fornisce un’interpretazione singolare dei più elementari doveri di correttezza aziendale”. Nel frattempo la Rai accelera le decisioni sul futuro di Report. In attesa dell’autorizzazione della Procura all’audit interno su Ranucci – richiesto dall’azienda per verificare la sua correttezza professionale alla luce del Codice etico aziendale – prosegue il lavoro della commissione stabile che monitora il rispetto delle norme interne. Dopo un’interrogazione del governo firmata da Galeazzo Bignami e Francesco Filini (Fdi), la sottosegretaria al Ministero delle Imprese Fausta Bergamotto (il dicastero che gestisce il contratto di servizio della Rai) ha di fatto spalancato la strada a un esame delle fonti giornalistiche di Report, precisando che spetta alla Rai valutare “l’eventuale avvio di uno specifico audit, tenuto conto dei caratteri di notevole complessità della vicenda”. Trattandosi di una procedura con profili giudiziari, l’audit rischia di sovrapporsi all’inchiesta della procura.
Fonte: il Fatto Quotidiano
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