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Superbonus, sindaco di FdI indagato per una presunta truffa da oltre 10 milioni

Nel registro degli indagati il sindaco di Riva Ligure Giorgio Giuffra e il fratello. Sequestrati orologi di lusso e contanti

AMDuemila

L'inchiesta della Procura di Imperia su una presunta maxi truffa legata al Superbonus coinvolge anche Giorgio Giuffra (in foto), sindaco di Fratelli d'Italia di Riva Ligure. L'amministratore è indagato insieme al fratello, ad alcuni soci e imprenditori nell'ambito di un'indagine coordinata dal pubblico ministero Matteo Gobbi e condotta dalla Guardia di Finanza, che ipotizza un sistema capace di generare oltre 10 milioni di euro di crediti fiscali illeciti. 
Secondo gli inquirenti, il presunto meccanismo si sarebbe basato sulla sovrafatturazione degli interventi edilizi, eseguiti a costi superiori rispetto ai prezzi medi di mercato. Tra le contestazioni figura anche il ruolo di una società che avrebbe operato impropriamente come general contractor, fatturando prestazioni non consentite.
Nel corso delle perquisizioni negli uffici di diverse società riconducibili agli indagati, la Guardia di Finanza ha sequestrato 32 orologi di lusso, tra cui Rolex e Patek Philippe, oltre a 16.500 euro custoditi in una cassetta di sicurezza.
La vicenda assume particolare rilievo anche per un episodio risalente all'estate del 2024. In una fotografia, il sindaco compare insieme all'allora ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, a Maria Rosaria Boccia e al senatore di Fratelli d'Italia Gianni Berrino durante una festa di compleanno. Dopo l'esplosione del caso Boccia, Sangiuliano aveva sostenuto di aver sostenuto personalmente le spese dei viaggi effettuati con la consulente. Per quella trasferta, però, i costi della "delegazione Sangiuliano" – dai voli Roma-Nizza alla navetta, dall'albergo al ristorante – erano stati pagati da Giuffra con risorse personali e non con fondi comunali. Nello stesso anno, a settembre, il sindaco aveva inoltre conferito la cittadinanza onoraria alla Guardia di Finanza.
L'indagine arriva mentre Fratelli d'Italia continua ad attaccare le opposizioni sul tema delle frodi legate al Superbonus. Nei giorni scorsi, replicando alle polemiche sul caso Delmastro, il partito aveva dichiarato: “Non accettiamo lezioni di legalità da M5S e Pd, che hanno fatto il più grande regalo della storia alle mafie. Il Superbonus non ha causato solo una voragine nei conti dello Stato, ma ha favorito la criminalità organizzata. Le truffe sul Superbonus ammontano a molti miliardi di euro”.
Secondo l'ipotesi investigativa della Procura ligure, una delle presunte truffe riguarderebbe proprio un amministratore appartenente a Fratelli d'Italia che, allo stato attuale, non ha rassegnato le dimissioni né dalla carica di sindaco né dal partito.
Come previsto dalla legge, tutte le persone coinvolte nell'inchiesta devono essere considerate non colpevoli fino a un'eventuale sentenza definitiva di condanna.