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| Mafia Flash

Perquisizione all'ex primario vicino a Messina Denaro, sequestrata una pistola

I carabinieri hanno sequestrato un'arma e materiale per la manutenzione durante una perquisizione a Francesco Burrafato

AMDuemila

I carabinieri del Ros hanno eseguito una perquisizione nei confronti di Francesco Burrafato, 85 anni, ex primario dell'ospedale di Castelvetrano, accusato di favoreggiamento aggravato dall'aver agevolato Cosa nostra. Per la procura, il medico, oggi in pensione, sarebbe la stessa persona indicata da Matteo Messina Denaro con il nome in codice di “Parmigiano” in alcuni pizzini rinvenuti nel covo del boss di Castelvetrano durante il suo arresto, nel gennaio 2023. L’operazione ha portato anche al sequestro di un revolver e di materiale utilizzato per la manutenzione delle armi.

Al centro delle indagini vi sarebbero anche alcune lettere che Messina Denaro aveva scritto alla sorella Rosalia, ma che non furono mai recapitate. Lettere in cui il boss avrebbe impartito istruzioni precise per ottenere un prestito di 40 mila euro da una persona identificata esclusivamente con il soprannome di "Parmigiano", appunto Francesco Burrafato. Sempre all’interno di questi messaggi inseriti nelle missive, il boss di Castelvetrano spiegava che il denaro sarebbe poi stato restituito una volta rientrato un altro soggetto, questa volta indicato con il nome di “Complicato”, oppure dopo la vendita di un bene appartenente a un altro soggetto al quale è stato assegnato il nome in codice di “Grezzo”. Il boss raccomandava inoltre che la somma fosse consegnata in più tranche da 5 mila euro attraverso una donna indicata con il nome di “Fragolina”.

Gli inquirenti ritengono inoltre che Burrafato e alcuni dei suoi familiari possano aver intrattenuto nel tempo rapporti di frequentazione con il clan dei Messina Denaro. Tra gli elementi raccolti e che potrebbero confermare questa tesi, alcune fotografie che ritraggono l’ex primario dell'ospedale di Castelvetrano accanto ai membri della famiglia del capomafia.

Un legame che potrebbe essersi consolidato nel tempo. Nel 1988, infatti, Burrafato fu nominato consulente di parte per l'autopsia di Francesco Messina Denaro, detto “don Ciccio”, padre di Matteo e storico capomafia di Castelvetrano, morto mentre si trovava in latitanza. Rapporti, quelli tra il medico e la famiglia Messina Denaro, che sono stati raccontati anche dal collaboratore di giustizia Angelo Siino.

Tornando ai tempi più recenti e all'inchiesta, che si trova ancora nella sua fase preliminare, la ricostruzione investigativa descrive Burrafato come una persona di assoluta fiducia per Matteo Messina Denaro. Tanto da essere ritenuto disponibile a sostenere economicamente la lunga latitanza del boss.

Video: https://www.rainews.it/tgr/sicilia/articoli/2026/06/messina-denaro-perquisito-ex-primario-di-castelvetrano-parmigiano-nei-pizzini-del-boss-122bd972-e0ff-4e23-b778-7c43d18a8edf.html