26 agosto 2015
Reggio Calabria. Il Tribunale di sorveglianza di Bologna ha concesso la misura della detenzione domiciliare speciale a Francesco Paolo Bontade, figlio del boss di Cosa Nostra Stefano Bontade, assassinato a Palermo durante la guerra di mafia nel 1981. Francesco Paolo Bontade sta scontando una pena definitiva di 11 anni e 4 mesi inflittagli dalla Corte d'appello di Palermo per associazione a delinquere finalizzata al traffico di cocaina con l'aggravante dell'agevolazione di Cosa Nostra. Il suo legale di fiducia, l'avvocato Giacomo Iaria del Foro di Reggio Calabria, ha proposto istanza di concessione della misura alternativa della detenzione domiciliare speciale alla luce di una recente pronuncia della Corte Costituzionale, che ritiene ammissibile il beneficio anche in presenza di un reato ostativo. Ritenuta ammissibile l'istanza, il Tribunale ha fissato la camera di consiglio nel corso della quale il penalista reggino ha depositato una corposa documentazione dalla quale si evinceva la grave condizione di salute di un familiare del suo assistito. I giudici hanno accolto le argomentazioni difensive e ritenendo prevalenti le ragioni familiari dedotte sulla personalità del Bontade e la gravità dei fatti di cui è accusato, hanno concesso il ritorno a casa.
AGI















