Liguria, 700 mila euro per recuperare i beni confiscati alle mafie
Nuovo bando regionale aumenta di 100 mila euro le risorse rispetto al 2024
Settecentomila euro per recuperare e restituire alle comunità i beni immobili confiscati alla criminalità organizzata. È quanto mette a disposizione Regione Liguria attraverso un nuovo bando destinato a sostenere gli enti locali negli interventi di valorizzazione e rifunzionalizzazione dei patrimoni sottratti alle mafie. La dotazione cresce di 100 mila euro rispetto all’edizione del 2024, anche grazie a un emendamento sostenuto da Andrea Orlando. La misura è rivolta sia ai Comuni liguri ai quali sono già stati destinati beni confiscati, sia a quelli per i quali la procedura di destinazione è ancora in corso. “Un bene sottratto alla criminalità - commenta l'assessore al Patrimonio Paolo Ripamonti - deve tornare a essere patrimonio della collettività. Con questo bando aumentiamo le risorse e sosteniamo i Comuni nel recupero di immobili che possono tornare ad avere una funzione concreta per il territorio, diventando spazi per servizi, attività e progetti rivolti alle comunità”.
Il finanziamento regionale potrà coprire fino al 95% delle spese ammissibili per i Comuni con una popolazione fino a 5 mila abitanti. La percentuale scende al 90% per quelli compresi tra 5.001 e 10 mila abitanti e all’80% per i Comuni con oltre 10 mila residenti.
Il contributo massimo previsto è di 100 mila euro per ciascun Comune, cifra che può raggiungere i 150 mila euro nel caso in cui il progetto riguardi più beni confiscati. “L'obiettivo è dare agli enti locali strumenti per recuperare questi beni - conclude Ripamonti - e rimetterli a disposizione dei cittadini”. Tra gli interventi finanziabili rientrano il restauro, il risanamento conservativo, la ristrutturazione, la costruzione e la manutenzione straordinaria. Sono compresi anche i lavori sugli impianti e quelli finalizzati all’efficientamento energetico degli immobili.
Particolare rilevanza assume la misura per Genova, che con 70 immobili è il Comune ligure con il maggior numero di beni confiscati in gestione. Palazzo Tursi ha già annunciato l’intenzione di partecipare al bando. “Parteciperemo a questo bando - sottolinea l'assessore comunale alla Casa Davide Patrone - che rappresenta un passo avanti concreto per la rifunzionalizzazione dei beni confiscati alla mafia. Non possiamo permetterci però discontinuità, e c'è bisogno di continuità nei confronti dei comuni per iniezioni di denaro pubblico che consentano una vera programmazione ai comuni e a tutte le associazioni che rendono vivi quei beni”.
Le domande potranno essere presentate dall’11 settembre al 12 ottobre 2026. I progetti finanziati dovranno essere portati a termine entro 18 mesi dalla concessione del contributo, salvo eventuali proroghe. Saranno considerate ammissibili le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2026 e fino alla conclusione degli interventi.
















