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Parla padre Firman Rii, indonesiano, che ieri ha concentrato l’omelia sull’attacco subito. In pochi a messa

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preteUn sacerdote nel mirino: “Sì, abbiamo paura speriamo non accada qualcosa di più grave”
10 luglio 2013
IL VANGELO del giorno era quello secondo Matteo sul muto indemoniato. Padre Firmus Firman Rii, 38 anni, ha colto l’occasione per incentrare l’omelia sull’episodio che ha colpito la parrocchia di Santa Cristina, il parroco Trumello, lui e padre Fontana. «Chi fa male a un sacerdote — ha detto dal pulpito nel suo italiano stentato — sappia che quel sacerdote avrà una ricompensa. Dobbiamo pregare, non giudicare. L’arma più potente è la preghiera. Il male nasce dal nostro cuore, dobbiamo essere forti e più uniti dopo quello che è accaduto. La parrocchia è la famiglia delle famiglie ». Parole che hanno riscaldato l’assemblea della chiesa semivuota ieri pomeriggio a poche oredall’attentato. Padre Firman Rii, indonesiano arrivato un anno fa a Borgo Nuovo, dopo la messa ha tolto la tonaca e ha cominciato a stringere le mani dei fedeli. Avete paura in parrocchia dopo l’incendio delle due auto? «La paura è che possa accadere qualcosa di più grave che possa farci del male più di quanto ne abbiamo ricevuto la notte scorsa. Nonostante tutto abbiamo affrontato quanto successo con estrema serenità». Erano accaduti in parrocchia episodi che potessero preludere a un evento così grave? «È il primo e spero ultimo episodio di questa gravità. Deve essere l’ultimo perché dobbiamo andare avanti come comunità. Io ero vicino alla finestra sotto alla quale sono state bruciate le auto, il boato mi ha scosso». Ma cosa è potuto accadere per arrivare a un gesto così eclatante? «Non ne abbiamo idea. Non è accaduto nulla di particolare. Proprio ieri c’è stata una veglia di preghiera, alla vita della parrocchia partecipano in molti. Ci sono diversi gruppi che organizzano le attività. Certo non tutti accettano i cambiamenti o alcune regole di buon grado. Questo può accadere». Oggi, però, la chiesa era semivuota. Come mai? «Se la chiesa non è molto piena è perché è estate e molti sono in villeggiatura. Poi, che posso dire, noi siamo qua».

larepubblica