di Romina Marceca - 10 luglio 2013
Incendiate due vetture usate dal parroco di Santa Cristina. Non esclusa la pista mafiosa
È STATO un attentato. Le bottiglie con la benzina sono state scagliate contro le auto utilizzate dal parroco Gianni Trumello, dal vice parroco Rosario Fontana e da padre Firmus Firman Rii della chiesa Santa Cristina di Borgo Nuovo. Le fiamme hanno distrutto una Renault Modus e una Fiat Panda, dentro il cortile della parrocchia. «Dio li perdoni», hanno detto i sacerdoti che poi hanno cercato riparo dall’attenzione mediatica dentro la chiesa. L’intimidazione è avvenuta intorno alla mezzanotte di lunedì al termine di una veglia di preghiera alla quale avevano partecipato diversi fedeli delle parrocchie di Santa Cristina, San Paolo e San Giovanni Apostolo. Le indagini della Procura, affidate ai carabinieri, non escludono nessuna pista, nemmeno quella mafiosa. La Curia in una nota fa riferimento alla figura di padre Pino Puglisi ed esprime solidarietà non sottovalutando l’episodio: «È un atto gravissimo ». In mattinata a Santa Cristina è arrivato monsignor Carmelo Cuttitta, il vicario dell’arcidiocesi: si è fermato per qualche minuto con i sacerdoti.
La voce che arriva dal quartiere descrive il parroco Gianni Trumello come un uomo dal carattere «duro». Ieri alla messa delle 18 la chiesa era semivuota. Carabinieri in divisa sono rimasti a vigilare. «Siamo una grande famiglia che va avanti. Non c’è alcun problema, nessuno screzio particolare», dice una fedele. L’altra sera a prestare i primi soccorsi sono stati due residenti, che hanno chiamato i vigili del fuoco.
«È stato un gesto insopportabile, non si arriva a questo punto. Non conosco padre Trumello - dice il barista Andrea Amorello - ma nel mio locale chi viene racconta che ci sono stati momenti di tensione per i suoi atteggiamenti. Ha mandato via i Pip che pulivano il parco della chiesa, poi ha dato il benservito a chi si occupava di un orto all’interno della chiesa». Ciò che avrebbe raffreddato i rapporti tra fedeli e parroco sarebbe stato il divieto alla processione della scorsa Pasqua. Racconta un altro residente: «Non voleva fare uscire la vara dopo che avevamo preparato tutto. Poi la processione si è fatta. Un brutto carattere, ha smembrato la congregazione». Ma le vare, è stato raccontato anche nell’ultimo blitz antimafia dei carabinieri, attirano spesso gli appetiti di Cosa nostra. È quindi possibile che padre Trumello abbia cominciato un’azione di rinnovo, mal digerita.
Dopo lo screzio per la processione, una delegazione della parrocchia si sarebbe presentata anche in Curia per chiedere la rimozione del parroco, racconta un abitante. «Ci chiede i soldi per sistemare le vetrate di Santa Cristina,ma la spesa per i poveri è sempre più scarsa e noi dobbiamo rivolgerci ad altre chiese», si lamenta un parrocchiano. Jessica del gruppo giovani invece dice: «Padre Trumello ha mostrato un carattere deciso ma poi col tempo si è addolcito».
La Curia non nasconde la preoccupazione: «A poche settimane dalla beatificazione di don Giuseppe Puglisi, martire della fede, si verifica nel popoloso quartiere di Borgo Nuovo, un gravissimo episodio intimidatorio contro i padri passionisti che si occupano di una quotidiana opera di evangelizzazione e promozione umana tesa al risveglio spirituale e morale del territorio. Facciamo appello ai fedeli del quartiere a rimanere uniti e a non lasciarsi scoraggiare nel fare il bene».
La Repubblica














