7 OTTOBRE 1986 - 7 OTTOBRE 2012
Claudio Domino, figlio di un gestore del servizio di pulizia dell'aula-bunker del maxiprocesso di Palermo, la sera del 7 ottobre del 1986 stava passeggiando in una via del quartiere San Lorenzo a Palermo. Il bambino venne chiamato da un uomo che gli sparò un colpo di pistola colpendolo in fronte, e morì sul colpo. Si era inizialmente ipotizzato, tra varie piste di indagine, che il piccolo Domino fosse stato ucciso perché testimone involontario di un sequestro. Secondo il pentito Giovanbattista Ferrante invece, Domino sarebbe stato ucciso perché testimone involontario di scambi di stupefacenti tra spacciatori: Ferrante aveva dichiarato di essere stato il killer di uno che riteneva assassino del bambino, Salvatore Graffagnino; l'ordine di uccidere Graffagnino sarebbe arrivato da Giovanni Brusca, e l'assassinio fu definito "pedagogico".














