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| Mafia eventi Calabria

Rosarno, torna libero il boss Salvatore Pesce: ridotta la pena per continuazione

La Corte d'Appello di Milano riconosce il vincolo tra due condanne: pena ridotta da quasi 36 a 26 anni e 11 mesi

AMDuemila

Salvatore Pesce, considerato uno degli esponenti di vertice dell'omonima cosca di Rosarno, è tornato in libertà dopo quasi sedici anni di detenzione. Il boss della 'ndrangheta, arrestato nel 2010 e detenuto fino a ieri nel carcere di Vigevano in regime di 41-bis, ha ottenuto una riduzione della pena in seguito alla decisione della Corte d'Appello di Milano di riconoscere il vincolo della continuazione tra due condanne definitive.
La decisione è stata assunta su richiesta dei difensori di Pesce, gli avvocati Giacomo IariaAnna Maria Domanico e Francesco Arena, che hanno chiesto di unificare la condanna per associazione mafiosa con quella già inflitta per traffico di sostanze stupefacenti.
Pesce era stato arrestato nel 2010 nell'ambito della maxioperazione "All inside", coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria. Il procedimento si era concluso nel 2017 con una condanna definitiva a 20 anni e 11 mesi di reclusione per associazione mafiosa.
A questa pena si aggiungeva quella pronunciata nel 2009 dalla Corte d'Appello di Milano, che aveva condannato Pesce a 15 anni di carcere per traffico di droga.
Il riconoscimento del vincolo della continuazione tra i due procedimenti ha comportato una significativa rideterminazione della pena complessiva. Dai quasi 36 anni di reclusione inizialmente risultanti dalla somma delle due condanne, la pena definitiva è stata ridotta a 26 anni e 11 mesi, consentendo così all'esponente della cosca Pesce di lasciare il carcere.

Fonte: Il Giornale di Sicilia

Foto © Imagoeconomica