14 ottobre 2013
Palermo. La prima sezione della Corte d'assise d'appello di Palermo, presieduta da Giancarlo Trizzino, ha confermato la condanna all'ergastolo per Salvatore e Sandro Lo Piccolo e per Antonino Pipitone, imputati dell'omicidio del barista Giuseppe D'Angelo, assassinato per errore il 22 agosto 2006. D'Angelo, vittima innocente di mafia, pagò con la vita la sua somiglianza con il boss di Tommaso Natale, Bartolomeo Spatola, poi comunque ucciso il mese dopo. I killer furono depistati da un componente del clan di Tommaso Natale, che affermò di conoscere Lino Spatola: D'Angelo fu così assassinato mentre si trovava seduto davanti al negozio di frutta di un suo amico. Le sorelle della vittima, che quando venne uccisa aveva 61 anni, si sono costituite parte civile e hanno ottenuto la conferma del risarcimento anche in appello.
AGI














