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| Giustizia in Italia

Mafia nigeriana a Ballarò: in appello confermate condanne, solo due assoluzioni

AMDuemila-2

di AMDuemila
La prima sezione della Corte d’Assise d’Appello di Palermo ha confermato le condanne per 12 dei 14 imputati nel processo sulla mafia nigeriana, solo due sono stati assolti rispetto al primo grado. Col rito abbreviato, i giudici hanno applicato una riduzione nei confronti di un imputato e leggermente aumentato la condanna di un altro. Non ha tenuto la linea difensiva degli imputati, che aveva tentato di far valere gli stessi principi adottati - nella parte dello stesso giudizio celebrata in ordinario - dalla Corte d’Assise, che aveva escluso la possibilità di addebitare agli imputati il reato di associazione mafiosa. Le due decisioni (quella di oggi, del collegio presieduto da Mario Fontana, e quella del novembre scorso della Corte d’Assise) sono cioè in controtendenza l'una rispetto all'altra. Sostanzialmente le fonti di prova sono le stesse: secondo la difesa, che concorda con la linea minimalista dell’Assise, non è ipotizzabile l'esistenza di una Mafia nigeriana insediata nel quartiere palermitano di Ballarò. Questo da un lato per la scarsa attendibilità dei pentiti, uno dei quali, Austine Johnbull, giudicato oggi in appello (e per lui la pena è stata confermata); sotto un altro profilo, i protagonisti della vicenda avrebbero agito come singoli criminali e non come appartenenti a un'organizzazione unitaria. I giudici hanno portato la pena da 14 anni a 11 anni, un mese e 10 giorni per Ibrahim Yusif, parzialmente assolto da un paio di reati e nei cui confronti è caduta l'aggravante dell'agevolazione mafiosa. Un ragionamento simile per Osayi Bb Idemudia: la sua condanna ora è a 7 anni, 11 mesi e 10 giorni e anche per lui è caduta l'aggravante di avere agevolato la Mafia, intesa come l'organizzazione nigeriana di cui faceva parte. Mentre in pejus, anche se di poco, per Edith Omoregie Osenmwemwen, che ha avuto 3 anni e 6 mesi (due mesi in più rispetto al primo grado): ora la condanna, oltre che per favoreggiamento, è per tentata violenza privata. Assolti e scarcerati Victor Jude e Efe Airbe: in primo grado avevano avuto 4 anni e 5 mesi ciascuno. Per il resto la sentenza del Gup Claudia Rosini, risalente al 21 maggio 2018, è stata confermata: di nuovo condannati così il pentito Austine Johnbull, a cui sono stati confermati due anni e otto mesi; Vitanus Emetuwa (4 anni e 8 mesi); Nosa Inofogha (4 anni e 5 mesi). E poi 14 anni per Alaye Samson Obas, che è irreperibile; 6 anni per Kennet Osahon Aghaku, Steve Osagie e Sylvester Collins; 4 anni e 5 mesi per Lucky Monye, 4 anni e 8 mesi per Evans Osayamwen.

Fonte: AGI

Foto © Imagoeconomica