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| Giustizia in Italia

Mafia dei pascoli in Abruzzo, iniziato il processo con 44 imputati

E’ cominciato all’Aquila il processo sulla cosiddetta "Mafia dei pascoli”. Il procedimento si sviluppa nell'ambito dell'operazione "Transumanza"...

AMDuemila

E’ cominciato all’Aquila il processo sulla cosiddetta "Mafia dei pascoli”. Il procedimento si sviluppa nell'ambito dell'operazione "Transumanza", nata da un'inchiesta avviata nel settembre 2023 dalla Procura della Repubblica del capoluogo abruzzese, in funzione di Direzione distrettuale antimafia. Le indagini, condotte dalla Guardia di Finanza di Pescara, hanno puntato l'attenzione sulla malavita foggiana con l'ipotesi di associazione a delinquere finalizzata, tra l'altro, a frodi fiscali attraverso fatture false, prestanomi e contratti fittizi. Quarantaquattro imputati e trentuno imprese agricole alla sbarra, rinviati a giudizio dopo l'udienza preliminare, rispetto ai 75 indagati iniziali. Le indagini avevano portato a perquisizioni e sequestri. 
Al centro del presunto sistema anche l'uso dei terreni che venivano presi in affitto, capitava anche all'insaputa dei proprietari, per ottenere i "titoli" necessari a richiedere i contributi europei, lasciando poi i pascoli montani di fatto incolti o abbandonati. Nella prima udienza dibattimentale è caduta l'accusa più grave, quella di associazione a delinquere di stampo mafioso, nei confronti di uno dei sei imputati residenti in regione. Si tratta di Fabio Giuseppe Borda, originario di Marene (Cuneo), allevatore già residente all'Aquila. L’accusa, accogliendo l'eccezione di nullità sollevata dalla difesa e dopo una breve sospensione dell'udienza, ha infatti espunto il nome di Borda dal capo d'imputazione relativo all'associazione mafiosa, chiarendo che la sua indicazione era frutto di un errore materiale nel decreto che dispone il giudizio. Gli altri imputati abruzzesi sono Francesca Federico di Popoli residente a Navelli, Americo Pezzopane dell'Aquila, Luca Federico di Popoli, residente a Navelli, Renata Mysliwy, polacca residente all'Aquila, Marina Casarin di Venezia, residente all'Aquila. Le accuse per gli imputati, a vario titolo, sono rilevanti: reimpiego di proventi illeciti, ricettazione, truffa aggravata ai danni dello Stato e per il conseguimento di erogazioni pubbliche e autoriciclaggio; per 11 dei 44 c'è anche l'associazione a delinquere. Nel settembre del 2023 l'inchiesta aveva portato a 25 misure cautelari personali, 16 perquisizioni e sequestri preventivi (revocati dalla procura della Repubblica) in esecuzione, in tutta Italia, tra Abruzzo, Puglia, Trentino Alto Adige, Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Lazio e Campania.

Fonte: Ansa